Mediaset, Vivendi valuta congelamento quota con creazione di un trust

Mediaset, Vivendi valuta congelamento quota con creazione di un trust

News inserita da:

Fonte: MF-DJ

E
Economia
  giovedì, 20 aprile 2017
 11:50

Mediaset, Vivendi valuta congelamento quota con creazione di un trustIndietro non si torna. La decisione dell'Agcom, in merito alla doppia partecipazione nel capitale di Telecom (24,7%) e Mediaset (28,8% che equivale al 29,94% dei diritti di voto), e' definitiva.  Vivendi, scrive MF, seppure non avendo accettato il verdetto, dovra' adeguarsi entro un anno a scendere nel capitale dell'una o dell'altra societa'. E nell'arco di 60 giorni dovra' comunicare all'authority le future mosse (obbligate).

Quindi come fare per rispettare l'indicazione dell'Agcom? Una soluzione, secondo piu' fonti industriali e consulenziali interpellate da MF-Milano Finanza, puo' essere quella del congelamento di gran parte della partecipazione in Mediaset. Le modalita' sono ancora tutte da definire, ma una ipotesi di scuola e' quella della creazione di un trust e di un conferimento di gran parte della quota in esso. Sulla falsariga di quello che aveva studiato Fininvest con la partecipazione in Banca Mediolanum  (30%) dopo il primo diktat di fine 2014 della Banca d'Italia, in seguito alla condanna definitiva di Silvio Berlusconi. Ci sarebbe anche gia' un'idea della quota di partecipazione di Vivendi nel Biscione da sterilizzare: il 18,8%, per scendere a una quota di possesso del 10%. Sarebbe, si sostiene in ambienti finanziari, la dimostrazione da parte di Bollore' di voler deporre l'ascia di guerra nei confronti di casa Berlusconi dopo l'inatteso dietrofront del luglio scorso in merito all'accordo vincolante siglato l'8 aprile 2016 per l'acquisto della pay tv Premium, e di voler accettare la decisione dell'Agcom.

La corsa per la presidenza di Telecom Italia, in concomitanza con il rinnovo dell'intero cda, vede tre candidati ai nastri di partenza: l'attuale numero uno, Giuseppe Recchi, l'ad dell'azionista di riferimento Vivendi  (24,7% del capitale votante), Arnaud de Puyfontaine, e Franco Bernabe', per due volte ad del gruppo tlc.  Fino al 4 maggio, giorno dell'assemblea dei soci, l'azienda francese che fa riferimento a Vincent Bollore' fara' le sue scelte sul nome del nuovo presidente. Al momento, da Parigi non e' arrivata alcuna indicazione chiara. Ma se Bernabe', inserito nella lista come indipendente difficilmente diventera' presidente, perche' perderebbe il requisito dell'indipendenza, c'e' chi ipotizza che chance ce le abbia de Puyfontaine. Solo che in questo caso ci sarebbero alcuni fattori da non trascurare. In primis il fatto che il ceo di Vivendi  e' iscritto nel registro degli indagati, assieme allo stesso Bollore', nell'inchiesta della Procura di Milano sulla scalata a Mediaset : entrambi risultato indagati per il reato di aggiotaggio.

Quindi la sua potrebbe sembrare, al mercato e anche alla politica, una scelta ostile, soprattutto alla luce del pronunciamento dell'Agcom sulle partecipazione di Vivendi  in Telecom nel network tv. Non va poi trascurato il fatto che l'incumbent tlc con Sparkle controlla la rete telefonica e al momento sarebbe preferibile, si dice, che i francesi dessero garanzie sulla rete e non mettessero al vertice della societa' un loro connazionale, per di piu' indagato. Quindi, per evitare intoppi, Bollore' sarebbe propenso a rilanciare la riconferma di Recchi che ha svolto egregiamente il suo lavoro.

Ultimi Palinsesti