Rai, mercoledì cda su anticorruzione e tetto stipendi. Niente richieste dimissioni dg

Rai, mercoledì cda su anticorruzione e tetto stipendi. Niente richieste dimissioni dg

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Fonte: Ansa

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Economia
  lunedì, 24 aprile 2017
 21:53

Rai, mercoledì cda su anticorruzione e tetto stipendi. Niente richieste dimissioni dgUn Cda straordinario ma «tecnico», quello convocato mercoledì 26 aprile a Viale Mazzini, nel quale si intende affrontare questioni di merito senza che, a quanto si appende, nessuno dei consiglieri sia pronto a mettere sul tavolo la richiesta di dimissioni del direttore generale Antonio Campo Dall'Orto. Dopo le dichiarazioni del presidente dell'autorità nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, ammantate di un peso politico che oggi l'Anac vuole categoricamente escludere, la vigilia del mercoledì più caldo per il dg si stempera.

Prima del passaggio in Commissione di Vigilanza Rai - dove il Cda è convocato per le 13.30 - sul tavolo del settimo piano l'ordine del giorno della discussione del consiglio prevede sostanzialmente due punti. Il primo è la risposta al Mise sui tetti degli stipendi, che chiede al Cda di dare la risposta non semplice alla deroga per gli artisti. Il vertice è chiamato a dare una definizione di 'artista', che se per l'ambito dello spettacolo, della fiction e del cinema sembra facile, per quello dell'infotainment - ovvero nei casi di Fazio, Vespa o Giletti - lo è meno. Poi, secondo punto, si dovrebbe procedere alla nomina del responsabile anticorruzione dell'azienda, posto vacante da mesi, che dovrebbe secondo le indiscrezioni essere affidato sempre all'attuale Direttore dell'Internal Auditing, Delia Gandini.

La nomina segue il duro affondo di Cantone che aveva domenica definito la Rai «il mio più grande insuccesso», durante il Faccia a faccia con Giovanni Minoli su La7. Il presidente aveva annunciato di aver trasmesso l'informativa sulle assunzioni di cui si sta valutando la regolarità alla Procura della Repubblica lamentando «risposte formalistiche sulle assunzioni». L'indagine riguarda il mancato utilizzo dello strumento del job posting nello svolgimento delle procedure di alcune assunzioni di dirigenti esterni e in particolare la sussistenza di un'ipotesi di conflitto di interessi nel reclutamento del Chief Security Officer, Genseric Cantournet, che sarebbe stato selezionato dalla società del padre. Un caso questo su cui l'Anac è tornata nelle ultime settimane a chiedere delucidazioni, che la Rai dovrebbe fornire a breve. Ma - a quanto si apprende in ambienti dell'Anac - la delibera che è stata trasmessa alla procura risale a settembre, e non c'è al momento nessuna indagine in corso, il nome di Campo Dall'Orto non è mai citato, così come non c'è nessuna relazione con l'assunzione di Milena Gabanelli: letture politiche alle quali l'autorità si dice estranea senza nascondere un certo fastidio per essere in qualche modo tirata in ballo in un momento di evidente scontro sulla Rai a cui non vuole partecipare.

Le nomine che la delibera riguarderebbe sono solo una dozzina, e non 55, numero che riguarderebbe invece le richieste di deroghe job posting anche per il futuro. Le nomine tra l'altro sarebbero anche quelle ad esempio di direttori come Dellatana, Bignardi o Romagnoli, assunti per altro tutti a tempo determinato. Ma che la politica sia in fermento non lo nega nemmeno Campo Dall'Orto, che pochi giorni fa diceva apertamente di voler rimanere fino a quando ci saranno le condizioni:

«Finchè ci sono le condizioni per portare avanti il mio progetto io vado avanti».

Qualcuno come il consigliere Carlo Freccero sembra legare l'accelerazione critica nei confronti del dg alle primarie del Pd, ma dal Cda il collega Franco Siddi gli risponde che l'uscita del direttore generale

«non è all'ordine del giorno, si tratta di un'ipotesi senza senso. Ci sono certo problemi ma non è questo quello di cui parleremo nella prossima riunione del Cda».

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