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Rai, versati a titolo di canone tv 2.141 milioni di euro

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Fonte: Digital-News (com.stampa)

Economia

La legge di stabilità 2016 ha profondamente modificato la disciplina del canone di abbonamento alla televisione per uso privato. (Legge 28 dicembre 2015, n. 208).

Dallo scorso anno, infatti, è stata introdotta una nuova presunzione di detenzione dell’apparecchio televisivo nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica. Per superare tale presunzione i contribuenti che non detengono un televisore devono presentare una dichiarazione sostitutiva, rilasciata ai sensi del D.P.R. n. 445 del 2000, che ha validità annuale.

La stessa legge di stabilità ha previsto nuove modalità di pagamento del canone tv che, per i titolari di utenza elettrica nel luogo di residenza, avviene mediante addebito sulle fatture emesse dalle imprese elettriche, in dieci rate mensili, da gennaio ad ottobre di ogni anno.

Per il 2016, primo anno di avvio del nuovo sistema di riscossione del canone, nella prima fattura emessa successivamente al 1° luglio sono state addebitate cumulativamente tutte le rate di canone scadute nel periodo gennaio-luglio (70 euro) per poi proseguire con l’addebito delle successive rate (10 euro al mese) fino ad ottobre.

L’Agenzia delle Entrate, insieme a tutti gli attori coinvolti nel nuovo processo di gestione del canone, ha profuso uno straordinario impegno per l’attuazione della riforma e i dati ad oggi disponibili sulle operazioni effettuate nel 2016 confermano il successo dell’iniziativa. Si pensi che in pochi mesi è stato sviluppato un sistema completamente automatizzato di interscambio delle informazioni necessarie all’addebito del canone in fattura tra l’Agenzia delle Entrate, la Rai e le imprese elettriche, per il tramite del Sistema Informativo Integrato gestito da Acquirente Unico. La riforma, inoltre, ha comportato una completa rivisitazione delle procedure amministrative e organizzative di gestione del tributo.

Per fornire il massimo supporto ai cittadini, considerate le significative novità introdotte, sono stati potenziati i canali di assistenza dell’Agenzia delle Entrate, della Rai e delle stesse imprese elettriche, anche mediante l’utilizzo di moderne forme di comunicazione come i social media.

Relativamente ai dati sulle operazioni effettuate dalle imprese elettriche nel 2016 va premesso che il processo di addebito del canone in fattura, di riscossione e di riversamento da parte delle imprese elettriche, è dinamico ed è condizionato sia dalla diversa cadenza dei cicli di fatturazione delle imprese stesse sia dal rispetto delle scadenze di pagamento da parte dei cittadini. E’ quindi possibile che un contribuente paghi nel 2017 una fattura relativa al 2016 oppure che un importo fatturato nel 2016 sia riversato all’erario nel 2017 (ad esempio per i canoni incassati nel mese di dicembre 2016 il riversamento da parte delle imprese elettriche è avvenuto a gennaio 2017).

Tutto ciò premesso, dai flussi di rendicontazione trasmessi dalle imprese elettriche risulta addebitato nel 2016 un importo pari a circa 2.268 milioni di euro, di cui risulta riscossa, entro il 31 dicembre 2016, una somma pari a circa 2.143 milioni di euro. Emerge, quindi, che solo il 5% dell’importo complessivamente addebitato non è stato pagato dai cittadini entro il 31 dicembre 2016, percentuale sostanzialmente in linea con il tasso di morosità per i consumi di energia elettrica e fermo restando che parte di tali somme non pagate potranno ancora essere riscosse nel 2017 a seguito delle attività di sollecito.

Sempre per l’anno 2016, risulta riversato dalle imprese elettriche, al netto delle compensazioni esercitate per rimborsi ai cittadini e per riversamenti in eccesso, un totale di 2.123 milioni di euro di competenza dello stesso 2016, comprensivi anche della quota relativa alla tassa di concessione governativa. Vanno, poi, considerati anche 18 milioni di euro versati direttamente, mediante modello F24, dai contribuenti che non disponevano di un’utenza elettrica di tipo domestico residenziale. L’importo complessivamente versato, a titolo di canone tv 2016, ammonta quindi a circa 2.141 milioni di euro.

In merito al numero di richieste di esenzione dal pagamento del tributo, per l’anno 2016 sono state accolte circa 547 mila dichiarazioni sostitutive di non detenzione dell’apparecchio televisivo (circa 485 mila dichiarazioni, invece, nel 2017), nonché circa 566 mila dichiarazioni di presenza di altra utenza elettrica per l’addebito (questo tipo di dichiarazione non va ripetuta annualmente).

Per l’anno 2016, infine, risultano esenti dal pagamento del canone circa 131 mila cittadini ai sensi dell’articolo 1, comma 132, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (ultrasettantacinquenni con un reddito complessivo familiare non superiore a 6.713,98 euro) e circa 5 mila contribuenti per effetto di convenzioni internazionali.

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