Rai, si allarga il divario Dg-Cda, si cerca traghettatore

Rai, si allarga il divario Dg-Cda, si cerca traghettatore

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Fonte: Ansa

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Economia
  giovedì, 25 maggio 2017
 06:00

«Non avrei messo così tanta enfasi sul progetto dell'informazione se non ci avessi creduto». E ancora: «il progetto sul digitale, anche grazie all'apporto di Milena Gabanelli, è pronto» e «qualunque cosa succeda, spero che venga portato avanti». Il dg Rai Antonio Campo Dall'Orto difende il suo lavoro in Commissione di Vigilanza, dove è voluto essere presente nonostante la crisi aperta a Viale Mazzini, ma finisce con il generare nuovi malumori in cda. Dopo la trasferta palermitana per l'anniversario della strage di Capaci, che ha partorito «una bellissima pagina di televisione», il manager deve ora affrontare il chiarimento con l'azionista e ha sollecitato un incontro con il ministro Pier Carlo Padoan. Unico appuntamento previsto, al momento, è l'assemblea degli azionisti con il rappresentante del Tesoro per l'approvazione del bilancio consuntivo, dove non sarà presente il dg. Dal governo nessun intervento ufficiale.

Un riferimento alla Rai lo fa solo il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda: «Quando la politica ha preteso di mantenere un controllo totale sulle aziende a livello nazionale, come a livello locale - dice -, i risultati mi sembrano decisamente poco lusinghieri». Da Palazzo Chigi fanno capire che è escluso al momento un intervento sugli equilibri aziendali, che minerebbe l'autonomia della tv pubblica. Spetta dunque al dg e al cda sbrogliare la matassa e solo dopo si potrà procedere con la nomina del successore. E con il G7 di Taormina alle porte, è possibile che tutto slitti al dopo vertice. Le possibilità che Campo Dall'Orto resti alla guida della tv pubblica appaiono ridotte, anche perché il divario con alcuni consiglieri, che hanno criticato l'intervento di oggi in Vigilanza rilevando il loro scarso coinvolgimento nel piano news, sembra essere ancora aumentato. Tanto che se non arriveranno le dimissioni del dg, è possibile che il cda proceda a un atto di revoca. E un'altra tegola è caduta sul dg con la relazione del collegio dei sindaci che evidenzia «danni concreti per l'azienda». Ridotta è anche la possibilità che si vada ad un azzeramento del cda e ad un rinnovo con la nuova legge. Non solo i consiglieri continuano ad escludere ogni ipotesi di dimissioni, ma la soluzione appare difficilmente praticabile perché richiederebbe tempi lunghi e nella fase di transizione dovrebbe rimanere in carica l'attuale consiglio. Un'ipotesi inverosimile, visti i rapporti tesi al vertice, dopo il voto contrario della presidente Monica Maggioni al piano news. Solo dopo l'addio di Campo Dall'Orto, si potrà procedere spediti verso la nomina di un traghettatore che porti l'azienda al rinnovo del consiglio l'anno prossimo.

La soluzione interna resta quella più semplice da praticare: i nomi che circolano sono quelli di Luciano Flussi e Paolo Del Brocco. Più difficile che Valerio Fiorespino, ora all'Istat, accetti un incarico così breve. Così come Paolo Ruffini o Nino Rizzo Nervo, ora a Palazzo Chigi. O Luisa Todini, nome che potrebbe mettere d'accordo Pd e Forza Italia. Anche la Maggioni sarebbe un nome in grado di generare larghe intese, con il passaggio del consigliere anziano Arturo Diaconale a rivestire il ruolo di presidente, ma l'operazione viene considerata improbabile. Sullo sfondo ci sono le emergenze aziendali. A partire dalla definizione del regolamento sul tetto agli stipendi degli artisti, decisivo per la definizione dei palinsesti. Oggi è emersa una lettera al cda di Bruno Vespa, che ha un compenso superiore al limite di 240 mila euro, nella quale il conduttore ribadisce di aver un contratto di natura artistica. «Sono fiducioso che la discussione su questo tema avvenga su basi esclusivamente giuridiche e di buon senso - scrive -, allontanando il sospetto che si voglia immaginare qualche norma contra personam, inaccettabile sotto ogni profilo». «Finalmente Bruno Vespa ammette quello che sosteniamo da anni: in Rai fa l'artista e il suo programma è di intrattenimento. Chiediamo adesso alla Rai di valutare la chiusura del programma», dicono Alberto Airola e Dalila Nesci del Movimento 5 Stelle. «È grave il vero e proprio editto pronunciato dal M5S contro Porta a porta», replica il deputato dem Michele Anzaldi.

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