Vivendi farà appello a decisione Agcom di ridurre quota Telecom o Mediaset

Vivendi farà appello a decisione Agcom di ridurre quota Telecom o Mediaset

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Fonte: RadioCor

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Economia
  giovedì, 01 giugno 2017
 18:36

Vivendi farà appello a decisione Agcom di ridurre quota Telecom o MediasetIl gruppo Vivendi farà appello entro il 20 Giugno alla decisione dell'Agcom che lo obbliga a ridurre la quota in Telecom o in Mediaset. Lo ha indicato una fonte nell'ambito dell'odierna assemblea del gruppo Bollorè, il cui patron Vincent Bollorè è presidente e primo azionista di Vivendi. 'L'appello dovrebbe essere depositato prima del 20 giugno al Tribunale amministrativo di Roma', ha indicato la fonte. Già in precedenza, per altro, i vertici del gruppo Vivendi avevano espresso l'intenzione di fare appello alla delibera dello scorso aprile dell'Authority italiana.

Per l'Agcom le partecipazioni detenute dal gruppo francese in Telecom (23,9%) e Mediaset (28,8% (del capitale e 29,9% dei diritti di voto) superano i limiti previsti dal Tusmar (che ha recepito la Legge Gasparri) sulla concentrazione nei media e nelle tlc. L'Agcom ha dato a Vivendi 60 giorni di tempo per presentare una soluzione e 12 mesi per attuarla. In più occasioni Vivendi ha sottolineato il ruolo centrale di Telecom nella sua strategia e la sua posizione di azionista di lungo termine, dando così un'implicita indicazione sulle sue scelte. La soluzione - stando alle indiscrezioni - potrebbe comportare in prima battuta un congelamento della quota in Mediaset.

"Difenderemo le nostre posizioni, ma cerchiamo il dialogo con la famiglia  Berlusconi sul dossier Mediaset". Lo ha detto Vincent Bollorè, presidente e primo azionista di Vivendi, nel corso dell'assemblea del gruppo Bollorè. 'Le dimensioni di Vivendi possono aiutare Mediaset a svilupparsi', ha aggiunto l'industriale e finanziare bretone, secondo quanto una fonte ha riferito alla Afp. All'assemblea Bollorè non era presente la stampa.

Dopo aver disdettato l'intesa su Premium, Vivendi ha più volte espresso l'intenzione di riannodare il dialogo con Mediaset, ma i toni di Cologno sono sempre rimasti bellicosi. Lo scontro tra i due gruppi avviene su più fronti da quando Vivendi ha fatto marcia indietro nel luglio 2016 su quanto era stato pattuito in aprile e che prevedeva l'acquisto da parte francese della pay tv Premium e uno scambio incrociato di partecipazioni nella misura del 3,5%. Vivendi ha motivato il dietro-front con i dubbi sorti sui risultati futuri di Premium rispetto a questo era stato prospettato. In seguito a questo Mediaset si è rivolta alla magistratura reclamando 50 milioni di euro per ogni mese di ritardo nell'applicazione del contratto a partire dal 25 luglio 2016. Fininvest, che si è rivolta anche a Consob e all'Agcom, ha fatto un esposto alla Procura milanese in cui accusa il gruppo francese di 'aver creato le condizioni' (con la disdetta del contratto su Premium) 'per far scendere artificiosamente il valore del titolo Mediaset' e poi lanciare la scalata 'a prezzi a sconto', salendo fino a quasi il 30%.

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