Tim debole su voci Cattaneo - Vivendi. Udienza Tar dei francesi vs Agcom il 7 Febbraio

Tim debole su voci Cattaneo - Vivendi. Udienza Tar dei francesi vs Agcom il 7 Febbraio

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Fonte: Ansa

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Economia
  martedì, 11 luglio 2017
 06:00

Tim debole su voci Cattaneo - Vivendi. Udienza Tar dei francesi vs Agcom il 7 FebbraioUn week end di voci che ha fatto emergere quanto circolava sotto traccia da settimane, nessun comunicato ufficiale di sostegno all'amministratore delegato ma solo le abituali smentite e 'no comment', un reale scontro con il governo su una questione marginale che può però avere ripercussioni più pesanti. Tutti elementi che hanno rafforzato le ipotesi di un confronto in Tim tra Flavio Cattaneo e l'azionista di controllo Vivendi e che hanno portato a un avvio di settimana pesante in Piazza Affari, con il titolo che si è riavvicinato ai minimi recenti di metà aprile.

Fonti di mercato vicine al dossier escludono sviluppi a breve nella vicenda, ma qualche disagio c'è. 'Causus belli' la contrapposizione con il governo sui bandi per la rete in fibra nelle aree bianche, cioè quelle per le quali l'esecutivo ha investito ingenti fondi in modo che le società del settore le possano coprire anche se non immediatamente redditizie. Tim ipotizza che nelle gare la concorrenza sia favorita e vorrebbe rinunciarvi: la linea è concordata tra l'azionista e Cattaneo, solo che quest'ultimo nell'audizione alla Camera di fine giugno avrebbe usato toni ritenuti troppo duri.

Parole che suscitarono una forte reazione del ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, già attivo nella vicenda Mediaset con una posizione non favorevole ai francesi, più ipotesi di richiesta di danni prospettate da altri esponenti dell'esecutivo. Ma la questione è più complessa. Cattaneo non sarebbe comodissimo nell'attuale strutturazione del vertice Tim, sia per un confronto continuo sulle deleghe con il presidente de Puyfontaine sia per la presenza nel nuovo Cda dell'ex presidente Franco Bernabé. Per i francesi perdere Cattaneo significherebbe però rinunciare all'unico che ha riportato in breve un pò di sereno nei conti della società e dover pensare a una buonuscita milionaria, che tra l'altro sarebbe prevista nel contratto del manager. Cattaneo è inoltre l'unico che ha tenuto e potrebbe tenere rapporti tra i francesi e Mediaset, in quanto apprezzato nel mondo Berlusconi. Su questo fronte le trattative non sono cominciate, ma il tempo c'è: Vivendi nel suo ricorso contro la decisione dell'Agcom che l'ha costretta a congelare la quota nel Biscione ha infatti rinunciato a un'udienza immediata e il Tar ha fissato la prima udienza per il prossimo febbraio.

Vivendi si oppone contro la decisione dell'Agcom che impone alla media company francese di scendere nelle sue quote in Mediaset o in Tim. Vivendi, che possiede il 23,9% del gruppo di tlc e il 28,8% del Biscione, ha rinunciato di recente alla richiesta di sospensiva del provvedimento e, dunque, il Tar ha fissato direttamente l'udienza di merito per il 7 febbraio 2018. Intanto procede il confronto tra i legali di Vivendi e i funzionari dell'Agcom sul caso. Vivendi, contemporaneamente all'avvio del procedimento di fronte al tribunale amministrativo, ha risposto all'Autorità affermando di essere pronta a ottemperare alla delibera attraverso il congelamento dei diritti di voto oltre il 9,9% di Mediaset. Il gruppo francese, secondo la decisione Agcom, dovrà adeguarsi entro 12 mesi dalla delibera (datata 18 aprile) alle imposizioni dell'Autorità che, allo scadere dell'anno, verificherà l'ottemperanza delle sue decisioni. In caso di riscontro negativo partirà il procedimento sanzionatorio da parte dell'Autorità.

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