Il commissario Reading: 'Italia in ritardo nelle tlc via banda larga'

News inserita da:

Fonte: Il Sole 24 Ore

I
Internet e Tv
  mercoledì, 19 marzo 2008
 00:00
Un Paese a due facce. In grado di eccellere in Europa per diffusione di cellulari e di televisione mobile, ma che arranca dietro ai grandi partner comunitari per quanto riguarda la penetrazione della banda larga. E che, nella diffusione di questa tecnologia chiave, evidenzia ancora un drammatico digital divide, ovvero un'ampia frattura tra la copertura nelle grandi città e nelle aree rurali. Questa la mappa dell'Italia tracciata dalla lussemburghese Viviane Reding, 56 anni, commissario Ue ai Media, con il 130rapporto europeo sulle tlc, che sarà presentato oggi a Bruxelles.

Commissario Reding qual è la situazione italiana per quanto riguarda la diffusione della banda larga?
La penetrazione in Italia è migliorata ma rimane al 17%, sotto la media europea che è del 20%, mentre gli altri grandi paesi, come Germania, Francia e Gran Bretagna, stanno ben al di sopra. In termini di penetrazione, l'Italia potrebbe fare molto meglio. Per quanto riguarda la copertura è evidente poi il problema del digital divide. A livello nazionale la copertura media è all'89%, ma scende al 50% nelle aree rurali. Il divario è significativo.

Da cosa deriva questo ritardo?
Forse dal fatto che non c'è abbastanza concorrenza tra le infrastrutture e l'ex monopolista è ancora molto forte.
 
Servirebbero più diffusione del cavo e del Wimax?
L'Italia è un Paese che va molto bene per quanto riguarda il local loop unbundling, l'accesso all'ultimo miglio, che viene assicurato anche a tariffe basse, ma la concorrenza tra infrastrutture ancora non c'è e, invece, ci sarebbe bisogno di wireless per le aree rurali.
 
Lei si sta battendo per istituzionalizzare la possibilità per i regolatori nazionali di imporre la sperazione funzionale della rete. Pensa sia una buona soluzione per l'Italia?
Non mi piace far calare dall'alto le soluzioni. Non è Bruxelles che deve imporre il rimedio, ma il regolatore nazionale che lo deve decidere e notificare alla Commissione. E deve poterlo fare quando giunga alla conclusione che la separazione funzionale è la cosa migliore, dopo aver fatto analisi e studi di impatto.
 
Come valuta la decisione di Telecom Italia di aprire la rete di accesso e di creare Open access?
È un passo nella giusta direzione, ma non è una separazione funzionale.
 
Quali sono i suoi rapporti con l'attuale management di Telecom Italia?
Ho rapporti costruttivi e conto di continuare ad avere incontri regolari e valutare quali sono le soluzioni migliori, in accordo anche con l'Agcom nazionale.
 
Come giudica il mercato italiano dei telefoni cellulari?
Nel mobile in Italia c'è un tasso di penetrazione del 148%, secondo in Europa solo al Lussemburgo. E le tariffe sono basse. Il vostro è poi il Paese del 3g e della tv mobile per eccellenza. Siete stati i pionieri e andate molto bene, tra l'altro utilizzando lo standard Dvb-h, che è appena stato raccomandato dalla Commissione.
 
Rimane qualche problema?

I tempi per cambiare operatore mantenendo lo stesso numero. Ci sono stati progressi e da 45 giorni in media si è passati a 20 giorni, ma si è ancora lontani dal singolo giorno che vorremmo come diventasse la norma. Va però anche osservato che 14 milioni di utenti in Italia hanno cambiato operatore, il numero più alto in Europa.
 
Altre tirate d'orecchie per l'Italia?
Manca l'identificazione del posto del chiamante quando ci si rivolge al numero di emergenza 112 e questo significa precludersi la possibilità di salvare vite.
 
Come valuta l'ultima decisione dell'Agcom sulle tariffe di terminazione per il fisso?
C'è un'asimmetria che mi appare incoerente, in quanto crediamo che quei calcoli dovrebbero essere basati sui costi. È in partenza, entro fine mese, una lettera con i nostri commenti all'Agcom e poi emetteremo prima dell'estate una prima raccomandazione più generale sulle tariffe di terminazione, che riguarderà anche il mobile, perchè c'è una grande differenza rispetto al fìsso e io lo considero come un problema per il mercato unico.

In generale come vede il mercato europeo delle tlc?
Dobbiamo essere orgogliosi di un settore che vale 300 miliardi, è pari al 2% del Pil europeo ed è cresciuto dell'1,9% l'anno scorso. E' una componente solida dell'economia, che ha generato investimenti per 50 miliardi nel 2007, più o meno come gli Stati Uniti o come Giappone e Cina assieme. Nella banda larga otto Paesi europei hanno una penetrazione più alta degli Stati Uniti e tre sono leader assoluti a livello mondiale: Danimarca, Finlandia e Paesi Bassi.
 
La sua prossima battaglia sarà per imporre eurotariffe sul roaming di dati?
Ho posto un ultimatum agli operatori: devono far scendere i prezzi entro il 1° luglio. Altrimenti pubblicherò tutte le tariffe sul web e varerò regolamenti coercitivi.
 
Enrico Brivio
per "Il Sole 24 Ore"

Ultimi Video

Palinsesti TV