Crimi: «La pirateria televisiva è reato che uccide mercato e va repressa»

Crimi: «La pirateria televisiva è reato che uccide mercato e va repressa»

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Fonte: Agenzie

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Internet e Tv
  lunedì, 14 gennaio 2019
 22:45

«L'Iptv, di cui oggi molti sentono parlare perché lo chiamano il pezzotto, è un sistema che consente di ricevere tutti i canali a pagamento gratuitamente o con un esborso veramente irrisorio. Quello che succede, e di cui molti non si rendono conto, è che è un reato: questa operazione va a toccare il mercato». Lo dice a Sky TG24 il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'informazione e all'editoria Vito Crimi.

«La diffusione illegale di contenuti audiovisivi - spiega Crimi - uccide un mercato virtuoso «perché nel momento in cui non ci sono introiti sufficienti, automaticamente i produttori possono avere minori risorse per produrre nuovi prodotti, quindi, di fatto andiamo ad uccidere un mercato che è virtuoso, è un mercato in sviluppo, sempre. Le Iptv colpiscono le dirette televisive, in particolare gli eventi sportivi. Quando c'è un evento sportivo e un'azienda lo ha acquistato pagando i diritti, se viene diffuso illegalmente si vanno a ledere dei diritti, a minare l'economia di aziende e di conseguenza di tutto un mercato».

Per combattere questo fenomeno «serve la cultura, - prosegue Crimi - serve di far comprendere l'importanza del prodotto autoriale, serve far comprendere, ma fin dall'inizio, fin dalle scuole, quanto è importante tutelare chi produce, e non lo si fa solamente in maniera repressiva. È vero però che esistono dei fenomeni che non possono non essere repressi, quindi, quando di fatto questa attività sfocia in un' attività illegale va repressa, però bisogna partire sin dalla scuola».

Sabato, Crimi ha pubblicato su Facebook uno screenshot con cui mostrava di aver ricevuto su Telegram una pubblicità proprio di una IPTV. Il sottosegretario ha ricordato, oltre al danno economico ai lavoratori, anche il reato che ne consegue e ha annunciato di aver “segnalato l’illecito alla Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (FAPAV), che ha poi provveduto a denunciare i soggetti coinvolti agli organi competenti”.

Secondo una ricerca di Ipsos del luglio 2018, commissionata da FAPAV, "Indagine sulla pirateria audiovisiva in Italia", sono 4,6 milioni gli italiani, oltre i 15 anni, che guardano illegalmente di eventi sportivi live. Il calcio è il più cercato, con 3 pirati su 4, seguito dalla Formula 1, dalla Moto GP e dal tennis. Ogni anno gli atti di pirateria legati a eventi e programmi sportivi sono circa 21 milioni.

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