Romanzo Criminale, al via le riprese dalla fiction Sky Cinema

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Fonte: Digital-Sat (com. stampa)

S
Sky Italia
  giovedì, 24 gennaio 2008
 00:00
Prendono il via in questi giorni a Roma le riprese di Romanzo Criminale, la nuova fiction in 12 puntate da 50 minuti prodotta da SKY Cinema e Cattleya, in associazione con RTI-Mediaset.
Ispirata al fortunato romanzo divenuto un film-cult, la nuova miniserie sarà diretta da Stefano Sollima, che al suo attivo ha numerose fiction tv - tra le altre, La squadra e Il Covo di Teresa, tratto da un racconto di Diego De Silva per la serie Crimini - e si avvarrà della consulenza artistica di Michele Placido e del coordinamento editoriale di Giancarlo de Cataldo.
 
A interpretare per il piccolo schermo le vicende del Libanese, del Freddo, del Dandi, della bellissima Patrizia e del commissario Scialoja, e le loro oscure alleanze nella Roma degli anni Settanta, saranno 5 giovanissimi attori selezionati dopo oltre mille provini totali: Vinicio Marchioni e Alessandro Roja rispettivamente nella parte del Freddo e di Dandi; il nuovo Libano è affidato a Francesco Montanari; Marco Bocci interpreta il commissario Scialoja mentre il ruolo di Patrizia è di Daniela Virgilio.
 
Il casting, durato ben sei mesi – sia per i ruoli principali sia per quelli secondari - ha coinvolto gente comune, attori, studenti e persino ex detenuti.
Accanto al cast principale si muoveranno oltre 3000 comparse tra le quali un’ottantina di acrobati di professione per le scene d’azione, 800 auto d’epoca, 140 location esclusivamente sul territorio romanoe5000 costumi degli anni Sessanta e Settanta, perlopiù originali e in parte appositamente disegnati e realizzati per la serie.
 
Il cast
 
Alessandro Roja
Si è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia il nuovo “Dandi” di Romanzo Criminale, Alessandro Roja. È giovane ma ha già alle spalle significative esperienze teatrali, televisive e cinematografiche. Il 2007 è stato un anno cruciale per lui che lo ha visto partecipare all’ultimo film di Paolo Virzì “Tutta la vita davanti” e a “Sono viva” dei fratelli Dino e Filippo Gentile, con Giovanna Mezzogiorno.
 
Vinicio Marchioni
Il nuovo interprete del “Freddo” proviene dal teatro, settore che ha segnato la sua crescita professionale. Vinicio Marchioni ha, infatti, partecipato a numerosi spettacoli teatrali e vanta collaborazioni importanti con registi del calibro di Ronconi e Marini. Ma non solo teatro. Vinicio si è misurato anche con la televisione in progetti di grande successo, come i R.I.S e il film tv su Papa Luciani.
 
Francesco Montanari
Diplomato all’Accademia Silvio d’Amico, il giovanissimo Francesco Montanari si è visto assegnare il ruolo del “Libano”. Dopo una nutrita esperienza in teatro, che gli ha valso importanti premi, nel 2007 Francesco si è avvicinato al cinema, con il suo primo ruolo da protagonista in un lungometraggio, e alla televisione con una partecipazione a “Distretto di polizia VII”.
 
Marco Bocci
Il nuovo commissario Scialoja è il giovane Marco Bocci, cresciuto professionalmente in teatro, dove ha lavorato anche con Ronconi, ma già piuttosto esperto anche del mezzo televisivo. Sono numerose, infatti, le sue partecipazioni a fiction tv di grande successo, come “Lo zio d’America”, i “R.I.S.” e “Caterina e le sue figlie II”.
 
Daniela Virgilio
Il ruolo di Patrizia è stato assegnato a Daniela Virgilio, diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia. Ha mosso i primi passi in teatro per poi approdare, nel 2005, al suo primo lungometraggio come protagonista (dal titolo “Il bosco fuori”), successivamente ha recitato in vari cortometraggi e pubblicità. Il 2007 finalmente la vede tra i protagonisti della scena televisiva italiana. 
  
SKY Cinema trae spunto ancora una volta da un libro che è diventato un film di successo su una storia tutta italiana, per approfondirne temi e personaggi grazie alle possibilità che solo il racconto seriale concede.
Nella fiction “Romanzo Criminale” saranno affrontati infatti tutti quegli aspetti - pubblici, privati, caratteriali, storici, di costume - sui quali il film non aveva la possibilità di soffermarsi. Amori, dinamiche familiari, nevrosi, amicizie, rancori fanno da contrappunto alla vicenda principale. 
Una grande epica contemporanea che si avvarrà del contributo fondamentale di Giancarlo De Cataldo e Michele Placido.
 
 
Dal libro, al film, alla serie
Romanzo criminale è ormai un cult: battute, personaggi, dettagli, situazioni, sono diventati una sorta di codice presso un pubblico esteso, che ha visto il film al cinema, in dvd (record di vendita) e su SKY Cinema.
Lo è diventato perchè il film vive non solo come storia, ma come mondo. Un mondo epico e coinvolgente in cui si desidera rimanere, in compagnia dei suoi mitici personaggi.
Questa la considerazione di partenza nel pensare ad una serie televisiva: dare una risposta a tutti coloro che avevano nostalgia di quel mondo.
 
Gli sceneggiatori del film, Stefano Rulli e Sandro Petraglia, avevano dovuto lavorare molto per portare il romanzo fiume di De Cataldo alla dimensione, peraltro sempre debordante, di due ore e cinquanta della versione integrale del film. E durante il montaggio Michele Placido aveva faticato molto per arrivare alle due ore e venti della versione cinematografica.
Il materiale rimasto fuori era sterminato, una ventina di personaggi erano spariti e le stesse vicende inserite nel film avevano subito torsioni e crasi e, pur conservando e anche sublimando lo spirito del libro, si erano allontanate di molto dalla lettera.
Nel lavoro di scalettatura della serie, gli sceneggiatori si sono subito resi conto di essere entrati in una dimensione naturale: il materiale si dispiegava in tutta la sua ampiezza, i personaggi sacrificati riprendevano respiro, i "tagliati" resuscitavano.
E si sentiva fortemente l'aria del tempo. Che nel film era affidata solo al breve prologo-epilogo dei bambini e all'effetto subliminale della colonna sonora. E nella serie invece è destinata a farsi respirare a pieni polmoni.
Aria che non e' solo legata agli avvenimenti politici, drammatici ed enigmatici (che comunque avranno più spazio) ma, ancor più, nella materia di cui sono fatti i personaggi. Cresciuti negli anni Sessanta, i nostri eroi hanno l'impronta indelebile dell'epoca. Anche se sanno poco e hanno idee confuse, portano l'imprinting di ribellione allo status quo, di insubordinazione permanente, di gusto gaglioffo dello sberleffo, di amore per il gusto della vita, di mancanza fondamentale di freni inibitori nell'afferrarla: portano le stimmate proprie di chi ha avuto la ventura di crescere in quegli anni. E' quello spirito che li porta a rompere equilibri e tabu', a fare quello che nessuno aveva fatto prima: fino alla massima volonta' di potenza, fino all'ubris, fino anche all'autodistruzione, pur sempre gloriosa.
Gli anni (i '60 dell'origine e i '70 dell'azione) saranno nella serie molto presenti, con le loro mode, le loro musiche, i loro ferrei codici di riconoscimento, la loro irrefrenabile vitalità.
In una storia, piccola o grande, che e' stata possibile o immaginabile solo in anni speciali e irripetibili.
  
Sinossi
Roma, fine anni Settanta. Sono anni turbolenti. Il Libanese, ambizioso leader di una piccola ma agguerrita batteria di Trastevere, ha fatto la gavetta maturando una convinzione: se comandano tutti vuol dire che non comanda nessuno. Roma è lì, in attesa di qualcuno che abbia il fegato e la forza di prendersela. Ma coraggio e idee non bastano. Servono uomini e, a parte i fidati Dandi, Bufalo e Scrocchiazeppi, Libano ha pochi effettivi. Poi servono le armi e soprattutto i soldi per comprarle. E’ in questo momento che il Libanese fa un incontro decisivo. Il Freddo e la sua batteria - i fratelli Buffoni e Fierolocchio - vivacchiano anche loro in attesa della grande occasione. Libano e Freddo sono diversi come il sole e la luna, ma si capiscono al primo sguardo. Una stretta di mano e due batterie diventano una banda, anzi la Banda, abbastanza forte da mettere a segno il grande colpo che Libano progetta da tempo. Rapire il barone Rosellini. Al momento di spartirsi i due miliardi del riscatto Libano e Freddo propongono ai loro compagni di non buttare i soldi in donne, droga e champagne, ma di tenerli insieme e investirli per prendere in mano il mercato della droga. Tutti accettano.
 
La nuova banda deve crescere e per farlo ha bisogno di canali, alleanze, accordi. Il primo e più importante viene siglato con uno dei boss più forti della città: il Sardo, uomo della camorra sulla piazza romana. Il Sardo accetta di entrare nel sodalizio criminale alla pari con il Libanese e porta in dote i suoi contatti e i suoi uomini, Ricotta e Trentadenari.Libano e i suoi ora sono liberi di muoversi: decisi, affamati di potere, sanguinari se occorre. E gli affari cominciano a girare. Con le buone o con le cattive le bande di Roma chinano il capo davanti ai nuovi arrivati. Tutte a parte quella del Terribile che, tra i tanti ducetti di Roma, è quello più restio ad accettare la loro ascesa. Una dimostrazione di forza che il vecchio boss pagherà con la vita.
 
Ora, davanti al Bar di Franco, base operativa della banda, si allunga la fila dei questuanti. Tutti vogliono fare affari con la Banda. Criminali, comuni e politici - in testa i neofascisti del Nero - emissari della criminalità organizzata. E uomini dei servizi segreti. A mandarli il Vecchio, manovratore occulto della politica italiana degli ultimi trent’anni. Praticamente il potere incarnato. Se il suo occhio attento si è posato sulla Banda vuol dire che il sogno del Libanese si è avverato: si sono presi Roma e lui ne è il nuovo Cesare.
Ma c’è anche un’altra parte dello Stato che ha seguito sin dall’inizio le vicende della banda. Giovane, ambizioso, idealista, impopolare tra i colleghi perché di idee sinistrorse, l’ispettore Nicola Scialoja inizialmente intravede nella lotta alla banda la possibilità del tanto agognato salto di carriera. L’alternarsi di effimeri successi e solenni sconfitte trasformeranno presto le sue indagini in una questione personale con uno dei capi della banda, il Dandi. Oggetto del contendere l’affascinante e tormentata Patrizia, la prostituta più bella di Roma.
 

Il finale è in crescendo: nella banda, giunta oramai all’apice del successo, esplodono le rivalità che covavano sotto la cenere fin dall’inizio. Dandi, influenzato dalle sue amicizie altolocate, punta a diventare un malavitoso da palazzo. Il Freddo, innamoratosi di una brava ragazza, è sul punto di lasciarsi alle spalle il passato e cambiare vita. Tutti gli altri, accecati dal potere, bruciano i soldi in un vortice edonistico ed autodistruttivo. Il Libanese, rimasto improvvisamente il solo a tenere la strada, mostra il fianco ai suoi nemici. E cade. Il suo sangue grida vendetta. La banda la lasciamo così, nuovamente unita per vendicare il suo capo. E, guidata dal Freddo, pronta a riprendersi la strada.

 

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