Zappia: «Sky Italia cresce con distribuzione, nuovi prodotti e tecnologia»

Zappia: «Sky Italia cresce con distribuzione, nuovi prodotti e tecnologia»

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Fonte: Repubblica Affari e Finanza

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Sky Italia
  lunedì, 12 settembre 2016
 19:27

 Zappia: «Sky Italia cresce con distribuzione, nuovi prodotti e tecnologia»"Una media company oggi opera in una filiera industriale e deve occuparsi dello sviluppo dell'intera filiera. Tanto piu' se si chiama Sky Italia". Lo afferma Andrea Zappia, a.d. di Sky Italia in un colloquio con il supplemento Affari & Finanza di Repubblica spiegando che "noi operiamo su tre piattaforme: satellite, terrestre e web, abbiamo canali generalisti e tematici, costruiamo palinsesti, offerte on demand e anche prodotti piu' complessi, come i boxset, con cui proponiamo intere serie. Produciamo sempre di piu'. In media quattro serie tv l'anno, abbiamo portato a Venezia il nostro secondo film, Piuma, abbiamo appena costituito una societa' di distribuzione con i cinque maggiori produttori indipendenti italiani. Tutti tasselli di una strategia che mira a sviluppare l'intera filiera dell'industria italiana dei contenuti video, da soli e in collaborazione con gli altri protagonisti. E l'obiettivo finale e' di far percepire a tutti che Sky Italia e' un' industria italiana: non solo nel nome e perche' da' lavoro a 4.000 persone ma perche' contribuisce allo sviluppo del settore in Italia".

OBIETTIVI COMUNI NEL CINEMA - Sulla nascita della nuova casa di distribuzione cinematografica, in cui Sky ha il 60% e l'8% ciascuno Cattleya, Lucisano Media Group, Indiana, Palomar e Wildside, Zappia sostiene che "altri potranno entrare e nel caso saremo noi a scendere". I 5 produttori saranno liberi di vendere i loro diritti di volta in volta a chi vorranno, non c'e' alcuna esclusiva. E la newco potra' comprare anche opere di altri produttori. L'obiettivo e' di fare assieme il lavoro di scouting e di selezione delle opere da acquisire, mettendo a disposizione il team di Sky, attivare le sinergie della societa' di Zappia nelle fasi di lancio e marketing. Lavorare assieme sulla gestione delle famigerate "finestre" che oggi scandiscono senza elasticita' l'arco di tempo riservato alle sale e poi i passaggi sulle pay tv, sullo streaming on demand e poi sul "chiaro".

Questo è uno di quegli aspetti su cui assieme possiamo innovare molto - spiega Zappia - Oggi la finestra delle sale cinematografiche è sfruttata male. Quasi tutti i film prodotti arrivano nelle grandi città, ma nei centri minori allo stato delle sale, ne arriva una quota di gran lunga inferiore. Noi oggi possiamo invece garantire una distribuzione selettiva su base territoriale. Possiamo rendere disponibile il film on demand solo dove non esce in sala, basandoci sulle potenzialità della nostra piattaforma, e sfruttando il traino delle campagne di lancio che accendono l’attenzione su un titolo che poi però una grande fetta di potenziali spettatori non può vedere in sala. Il vantaggio è evidentemente per tutti".

LO SPORT - Il ragionamento di Zappia parte da considerazioni basilari. Lo sport vale ancora oggi poco più della metà dei ricavi di Sky Italia, ma ha raggiunto un tetto: specie nel calcio non è pensabile aggiungere nuovi abbonati. A meno di non imbarcarsi in una guerra di prezzi che non avrebbe che effetti negativi sui bilanci (di Mediaset Premium Zappia non parla ma il riferimento è difficilmente eludibile). Altri sport in grado di portare nuovi abbonati oltre i motori, il tennis e il basket, non se ne vedono ("Forse il ciclismo, ma è di difficile gestione, troppo stagionale e con le grandi gare a tappe troppo concentrate nei giorni lavorativi”).

LA TECNOLOGIA IN STUDIO E PER IL CLIENTE - C’è infine un terzo livello di intervento ed è il rafforzamento della cosiddetta ‘user experience” degli abbonati. Accorgimenti e nuovi servizi che hanno il compito di aumentare il grado di semplicità e di comfort da parte degli spettatori e contribuiscono a rafforzare la percezione di un servizio di qualità. E qui entra in ballo soprattutto la tecnologia. Da quella del nuovo decoder SkyQ che, tra pochi mesi in Italia, permetterà di collegare assieme tutti i televisori della casa in modo dinamico e interattivo, fino alla nuova generazione di applicazioni Ict sul versante della produzione. Come il maxi schermo del grande Studio di produzione Due di Milano, 200 metri quadrati di tessuto su cui 14 proiettori in grado di trattare con il videomapping immagini ad altissima definizione possono creare effetti spedali degni dei migliori film di fantasdenza al servizio di programmi di punta come Sky Calcio Show (“siamo stati i primi ad aver utilizzato questi sistemi nella produzione di programmi in diretta live”), e fino all'utilizzo della “realtà aumentata' che porta negli studi di Sky Sport Motori una Ferrari di Formula Uno virtuale proprio come se fosse davvero tra gli ospiti e i conduttori.

Tutte tecnologie animate dalla creatività di un team interno di giovani talenti con un pool di aziende italiane e di università -conclude Zappia - Anche questo è sostegno al made in Italy”.

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