Murdoch, la pay tv che vale 2 miliardi

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Fonte: Sole 24 Ore Plus

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Sky Italia
  domenica, 01 aprile 2007
 00:00

Ci sono voluti quattro anni, ma l'attesa non è stata vana. Sky Italia, il network televisivo che fa capo alla News Corp di Rupert Murdoch si avvia a chiudere il primo esercizio della sua storia in utile.

Non sarà un risultato clamoroso, ma a tre mesi (il bilancio chiude a giugno) dalla chiusura dei conti segna un punto di svolta.

Il cammino. Del resto è là velocità dei ritmi di crescita a far confidare in un successo: a metà 2004 a un anno dall'acquisizione della barcollante Telepiù da parte di News Co. le perdite nette erano di 417 milioni risalite a 288 nel 2005 fino ai -18 milioni del giugno 2006.

Un ritmo che prefigura un risultato positivo nell'ultima riga di bilancio a giugno 2007. Nel frattempo il margine operativo lordo è già uscito dal "rosso", passando da -140 milioni del 2005 ai +164 milioni dell'ultimo bilancio. Certo la redditività industriale viaggia ancora al passo di una ex-start up con quel 7,3% di margine lordo sui ricavi ormai a quota 2,2 miliardi di euro.

Niente di comparabile con chi fa Io stesso mestiere in giro per il mondo! La stessa BSkyB, la pay tv inglese posseduta anch'essa al 39% dal magnate australiano registra il doppio dei ricavi di Sky Italia e ha una redditività industriale al 24% del fatturato, tre volte quella della consorella italiana.

E anche la Tv commerciale non a pagamento vanta margini di redditività industriale, come nel caso ad esempio di Mediaset dove il Mol viaggia al 50% dei ricavi complessivi, per ora irraggiungibili dalla pay tv del magnate australiano. Ma in fondo il cammino per Sky appare ora in discesa dopo che il break even nei conti è stato traguardato. 

Il tasso di penetrazione domestico della Tv via satellite è ancora sotto il 20% contro il 40% del Regno Unito.

Spazio per crescere quindi ce n'è, ma l'ad di Sky Tom Mockridge ha dovuto sudare parecchio per rimettere in carreggiata un'avventura (quella intrapresa in anni lontani dal duo Telepiù-Stream) che sembrava destinata all'insuccesso.

Basti pensare che ancora nel bilancio 2006 residuano le svalutazioni dei crediti dei vecchi abbonati "non paganti" di Telepiù e Stream: 65 milioni di euro sono stati passati definitivamente a perdite così come si è proceduto a una cessione prò soluto di crediti del fondo svalutazioni, sempre di abbonati morosi di Telepiù-Stream per 114 milioni.

Conto salato. E come non ricordare la fatica di uscire dal tunnel delle perdite: dall'acquisizione di Telepiù da Vivendi dell'aprile 2003, Murdoch ha sopportato perdite cumulate in un triennio per un miliardo di euro, cui va aggiunto il costo d'acquisizione per quasi 900 milioni di euro. Ora si avvicina il momento in cui cominciare a guadagnare dal lucroso investimento: la strada più semplice è quella dello sbarco in Borsa.

Prima evocata dal mercato poi smentita pochi mesi fa dallo stesso Murdoch. Ma la strada del listino sembra solo rinviata, dato che è la più consona a valorizzare gli asset. Già ma quanto può valere la creatura italiana del tycoon australiano Rupert Murdoch? La valutazione può farsela in casa.

La "sua" BskyB capitalizza 20 volte i profitti attesi al 2007 e, debito incluso, una decina di volte il Mot O anche due volte il fatturato.

Se Sky Italia andrà al raddoppio del margine lordo quest'anno portandolo a oltre 300 milioni può aspirare a un valore complessivo di 3,3 miliardi. Tolti i debiti l'equity si porterebbe a 2,4 miliardi di euro. Un valore pari a una volta il fatturato quando le Tv in Borsa passano mediamente di mano a due volte i ricavi

Forse si può aspirare a una cifra più alta ma Sky di profitti netti per ora ne fa ancora pochi. Troppo pochi.

Fabio Pavesi
per "Il Sole 24 Ore Plus"

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