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Casting: tutti in fila per l'Isola dei sogni

• 5 min lettura
Fonte: Grazia | Condividi 📲
«Mia figlia mi ha chiesto: ''Mamma, come si fa a entrare dentro la televisione''». E Tiziana Decorato, trentacinquenne di Udine, sposata con un carabiniere, per rispondere a sua figlia ha pensato bene di entrarci davvero e si è presentata al casting per l'Isola det famosi, dove quest'anno ci saranno anche sei sconosciuti. Signora Decorato, prende sempre così sul serio le domande dei suoi figli? «A scuola mi occupo degli spettacoli per i bambini, io ne ho due, e qualcuno mi ha detto che ho talento». Nessun problema a lasciarli? «Mi dispiace, ma sono solo due mesi e nella vita bisogna fare delle scelte». E suo marito che dice? «Che sono matta».
La giornata del casting
Siamo a Roma, 40 gradi all'ombra (poca). Non in una piazza, ma nei pressi di un parco, dove al posto degli alberi c'è una palestra all'aperto e tanti tendoni. È qui la prima tappa dei casting nelle città italiane per la quinta edizione dell'Isola dei famosi. Vi ha mai sforato l'idea di andare sull'Isola? Essere lì in mutande, senza comfort, senza cibo, assediati da insetti e
mosquitos, circondati da tizi con la telecamera che vi seguono ovunque, unica eccezione per la toilette? Personalmente, mai. Però a decine di migliaia di italiani non dispiacerebbe affatto. E gli ideatori del reality di Rai Due, capitanato da Simona Ventura, lo sanno bene. Quindi dal 19 settembre, sulla spiaggetta caraibica, a spartirsi acqua e riso bollito vedrete sei personaggi famosi e sei sconosciuti. Dei 50 mila che hanno risposto agli sms (il numero era in onda su RaiDue), ai provini con gli autori del programma sono stati convocati circa 2.000 aspiranti naufraghi. Ma in "piazza" il casting lo fanno anche quelli che volevano andare alla palestra lì accanto. Come Antonio Pastori, alto, massiccio, capello lungo, abbronzatissimo (col cane al seguito). Appena lo vedi, pensi a Tarzan. «L'Isola sarebbe una grande occasione». Perché dovrebbero scegliere proprio lei? «Se è un casting serio, mi prendono. Ho il fisico adatto, sono uno sportivo, e ho delle cose da dire». Del tipo? «Sono come Rocky. Anzi, direi che sono lo Stallone italiano. In tutti i sensi». Prego? «Faccio teatro, ma per mantenermi ho un altro lavoro: lo striptease. Nei locali o a feste private. Ho fatto anche la tratta di schiavi». Dice sul seno? «Sì. Ero in Romagna. Eravamo tanti uomini, vestiti e incatenati. Le donne compravano un buono per la consumazione e con quello potevano togliere un capo dì abbigliamento. Alla fine, ognuna poteva avere il suo schiavo per la serata». Una specie di gigolò... «No, quello mai. Però ho fatto il rimorchio col tutor: assistenza a imbranati che non riescono ad agganciare le ragazze».
E dopo la tv, fama e serate
La maggiore aspirazione dei giovani che si presentano è sfondare nel mondo dello spettacolo: «Poi, divento famoso, vado a fare le serate, mi regalano i vestiti...», dicono. Ma ci sono anche signore che hanno solo voglia di mettersi in gioco. «Sono impiegata e istruttrice di spinning», racconta Loriana Bigatti, 51 anni. «Perché dovrebbero scegliere me? Perché non mi prendo sul serio, so riflettere e so sopportare. Gli insetti mi spaventano un po', ma la fame per niente: vivo anche con uno yogurt». Non tutte le ragazze che si presentano al casting vogliono fare le veline. Giorgia Madaro, trentunenne romana, è laureata in sociologia. «Da 12 anni lavoro nello stesso posto. Ho cambiato tante cose, fidanzati, hobby (sono sommelier), ma mai lavoro: magari se mi prendono sull'Isola, è la volta che mi licenziano». II casting in piazza era aperto a tutti: belli, brutti, giovani o meno. Tranne ai volti seminoti. Come il bel ragazzo "troppo famoso" per essere uno sconosciuto e non abbastanza vip per essere tra i famosi: Thomas Grazioso, divo di Amici di Maria De Filippi, che arriva con l'amica Francesca, aspirante attrice. C'è pure uno scrittore, Alan Parker, nome d'arte di Antonello Bisceglie, arrivato con la sua amica Sara Ventura, sorella di Simona, ma già semi-famoso e perciò probabilmente scartato. Peccato, avrebbe potuto rallegrare (o sconvolgere) naufraghi e telespettatori con autobiografiche storie piccanti (anche con vip), che ha già raccontato nel libro Tutti gli uomini del generale.
Il questionario del naufrago
Prima dei provini, gli aspiranti naufraghi compilano un questionano fatto di domande apparentemente banali. «Di che cosa hai paura? Che cosa ti fa felice? La cosa più pericolosa che hai fatto? Che cosa deve fare un uomo/donna per conquistarti? A quanti anni hai fatto l'amore per la prima volta? Sai cucinare?».
Ma è davanti alla telecamera che gli aspiranti-famosi danno il meglio di sé, il più delle volte senza volerlo. Come Antonella Danesi, trentaseienne romana. «Amo il rischio, sono comunicativa al massimo. Ho lavorato nei villaggi turistici». La spaventa la fame che
si patisce sull'Isola? «No, è tutta la vita che sto a dieta». Se potesse scegliere, che famoso vorrebbe con lei al reality? «Uno Stallone, nel senso dell'attore. O un comico, Max Giusti». I suoi punti di forza. «Non saprei, la vita è un evolversi». Che lavoro fa? «Praticamente disoccupata, sto aspettando che mi chiamino. Sa, lavoro nei villaggi turistici».
Alla fine, ne rimarranno 20, 30. E l'ultima parola spetterà a Giorgio Gori e a Simona Ventura. «Non selezioniamo solo in base alle domande, ma è un insieme di cose che ci convince», dice Federica Nova, autrice. «Si sono presentate persone di ogni tipo, dalle casalinghe ai militari», dice Graziano Cutrona, autore. «C'è stato uno che dopo il provino mi ha chiesto: "Allora, siamo a posto? Fatemi sapere quando si parte, mi devo organizzare. Mi devo licenziare e voglio sapere se dopo mi fate fare dei programmi, delle serate in discoteca..."»
Alessia Ercolini
per "Grazia"

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