Riassegnazione frequenze: Europa 7 e Retecapri ci sperano

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Televisione
  martedì, 07 agosto 2007
 00:00

Il disegno di legge Gentiloni accelera ma gli emendamenti approvati in commissione suscitano polemiche tra le forze politiche e tra gli operatori televisivi. La Frt, associazione di tv nazionali e locali, di cui fanno parte Mediaset e Sky, attacca frontalmente un emendamento approvato dalle commissioni Cultura e Trasporti della Camera, nel testo riformulato dal Governo.

Riguarda uno dei punti più controversi del provvedimento: la redistribuzione delle frequenze delle emittenti nazionali Rai2 e Rete4 che dovranno trasferirsi in digitale, assegnate con gara pubblica. «Preliminarmente» alla quale, però, andranno fatti salvi i diritti di due tipologie di soggetti.

I primi sono quelli che hanno ottenuto la concessione nel luglio 1999 senza aver avuto, nel relativo decreto, l'indicazione delle frequenze dove operare (per la mancata attuazione del Piano di assegnazione del 98).

I secondi sono i titolari di concessione e autorizzazione «che non raggiungano l'80% del territorio e tutti i capoluoghi di provincia». Non è difficile individuare in Europa 7 il primo soggetto e in ReteA Music e ReteCapri due dei potenziali beneficiari tra la seconda tipologia di soggetti.

Secondo la Frt, Governo e maggioranza «hanno inteso regalare arbitrariamente le frequenze televisive a soggetti ben individuati».

Tale «regalia», secondo l'associazione, «destabilizza un sistema industriale e vanifica trent'anni di lavoro», in particolare di chi «ha investito e continua a investire nell'acquisto di frequenze». Non finisce qui: secondo la Frt, infatti, «in palese dispregio delle più elementari norme costituzionali, si sono incredibilmente riconosciuti diritti acquisiti palesemente inesistenti in un caso, del tutto ingiustificati in un altro».

Europa7La risposta di Francesco Di Stefano, creatore di Europa 7, non si fa attendere: «Dispregio delle norme costituzionali è approvare un decreto, il 24 dicembre 2003, con il quale si eludeva una sentenza della Corte Costituzionale. Non è certo dispregio della Costituzione riconoscere dei diritti acquisti. Anzi, è un atto dovuto. Non si può essere "contro" un diritto».

La Frt continua: «L'inserimento nel 1999 tra i concessionari di un'emittente (Europa 7, ndr) non operante a livello nazionale attribuiva a quest'ultima esclusivamente un diritto a trasmettere con frequenze in uso o eventualmente acquistabili, e non altro».

Risponde Di Stefano: «Sono passati otto anni e la Frt non ha fatto ricorso contro il disciplinare e il regolamento di quella gara dello Stato. La concessione, inoltre, prevede una copertura dell'80% del territorio con l'assegnazione di frequenze. Mediaset e la Frt possono stare tranquilli, perché il gruppo televisivo può cedere l'emittente che si dovrà trasferire in digitale prima dei tempi previsti dalla legge. L'Autorità per le comunicazioni, piuttosto, sa chi sono i soci di controllo della Holland Coordinator, società che gestisce multiplex digitale D-Free e il canale Sportltalia (che ha ceduto a Mediaset le frequenze analogiche terrestri, ndr)?»

Costantino Federico, proprietario di ReteCapri, rivendica la legittimità dell'emendamento sulle frequenze e sottolinea come la delega al Governo sui diritti di fiction e film, «venga incontro alle nostre richieste nell'audizione davanti alle due commissioni».

Marco Mele
per "Il Sole 24 Ore"

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