Aldo Grasso: 'Valentino, che autogol quel videomessaggio'

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Fonte: La Gazzetta dello Sport

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Televisione
  sabato, 18 agosto 2007
 00:00

Valentino RossiIl messaggio televisivo a reti (quasi) unificate di Valentino Rossi agli italiani ha raggiunto anche Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera.

Secondo lei, quella videocassetta registrata da Rossi nella sua abitazione londinese è stato un autogol?
«Un autogol clamoroso, da parte di Valentino Rossi. Un gesto di prevaricazione, di chi sa di poter fare una cosa del genere perché famoso, potente. Di uno che quindi può sottrarsi alle regole del giornalismo non accettando il contraddittorio. E' una cosa che lascia un po' stupiti. H fatto è che Rossi sapeva di poter fare una cosa del genere, da . "eroe delle tasse". Chi è vessato dalle tasse è, infatti, un "eroe positivo" e sa di avere il consenso dalla sua parte».

Valentino Rossi, magari, ha voluto adottare la strategia che, di solito, utilizza in pista: andare all'attacco...
«Perché sa di poterlo fare, ma in questo caso è stato sportivamente scorretto. Tu hai commesso un'infrazione, però sei sicuro che la gente dirà che hai ragione, n più furbo è sempre quello che riesce a non pagare le tasse».

Se lei fosse stato il direttore del Tg1, del Tg2 o del Tg5, avrebbe mandato In onda quella videocassetta di Valentino Rossi?
«Difficile rispondere. Comunque è anche vero che queste cose, come la videocassetta di Rossi, ormai finiscono per andare in onda. Non c'è più la possibilità di staccare la spina. Se non lo mandi in onda tu, lo manda in onda una tv concorrente... Sicuramente, però, avrei accompagnato il monologo di Rossi con un intervento del direttore o un distinguo o con un commento autorevole».

Il Rossi grande comunicatore, cori tanto di laurea honoris causa dell'Università di Urbino, ultimamente non comunica più. Perché?
«Quello dei grandi comunicatori è un mito che si crea quando le cose vanno bene. In quel momento anche il più grande analfabeta può diventare un grande comunicatore. Certo, Valentino Rossi trasmette qualcosa. Come pilota, ma anche con i suoi travestimenti. Però si è davvero grandi comunicatori quando il vento è contrario. E poi in tutta questa vicenda c'è un fondamento. La storia della cittadinanza non è un fatto burocratico come andare nel comune di un paese e chiedere la residenza. Il territorio è territorio mediatico. Quando, come Rossi, sei testimonial di prodotti televisivi, tu sei cittadino italiano dal punto di vista della comunicazione, godendo della cittadinanza italiana e godendo di tutti gli spazi possibili. Questo è, in termini moderni, il concetto di cittadinanza»

Giorgio Specchia
per "La Gazzetta dello Sport"
(17/8/07)

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