Il piccolo schermo del prossimo autunno? Molto giŗ visto

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Fonte: L'Espresso

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Televisione
  domenica, 19 agosto 2007
 00:00

Cosa c'è in tv stasera? Semplice: quello che c'era l'anno scorso. Oppure cinque anni fa. O anche dieci. Persino 29 anni fa.

Perché quello che si profila all'orizzonte autunnale per il piccolo schermo è un grande minestrone riscaldato. Nonostante la crisi che la televisione generalista sta vivendo (calo di spettatori del 6 per cento, che diventa 9 nella fascia di età trai 15 e i 34 anni), i programmi annunciati per la ripresa post-ferie sono gli stessi delle scorse stagioni.

Le novità, andando a esaminare i progetti dei sette canali in chiaro, da Raiuno a La7, si contano con le dita di una mano. Alcune sono solo delle simil novità (conduttore vecchio, programma nuovo, oppure programma vecchio e conduttore nuovo). E di inedito c'è davvero poco.

Gene Gnocchi su Raidue conduce un talk-show spiritoso, alla David Letterman. Ora, David Letterman va in onda praticamente dal 1982, e con ventanni di ritardo è stato già saccheggiato da Daniele Luttazzi (anche lui una simil novità: torna in tv, da ottobre, su La7).

Raiuno strombazza con grande enfasi le sue 13 puntate di Roberto Benigni che legge Dante: che pure lo avevamo già visto a teatro e pure a Sanremo. Per il resto, niente di niente: avremo una nuova 'Domenica in", un'altra "Eredità", un altro ''Affari tuoi", un'altra "Vita in diretta", un'altra "Prova del cuoco". Perfino gli show di prima serata si ripetono. "Ballando con le stelle" è alla quarta edizione, "L' isola dei famosi" alla quinta.

E il trionfo della scenografia: tutto resta uguale, tranne la mobilia, il fondale, le poltroncine per gli ospiti, il colore delle tende. II cast, si sa, si cambia solo in caso di promozioni o decessi. Solo vallette e comparse sono flessibili: esce un Paguro, entra una Velina. I conduttori affermati guai a chi li tocca.

Anche a Raitre, un tempo pioniera di cambiamenti, tornano tutti. Torna Milena Gabanelli, torna Carlo Lucarelli, torna Alberto Angela, torna Giovanni Floris, torna Licia Col√ɬ≤ e√ā¬†via via rutta la squadra. Di nuovo c"√ɬ≤ solo Fabio Volo che presenta documentari di qualit√ɬ†, incluso dibattito.

Mediaset, idem: su tre canali e 2 mila ore di trasmissione ogni mese, ci sono solo due new entry. Ci sono Andrea Pellizzari che si occupa di leggende metropolitane su Italia 1, e i ragazzacci della Gialappa's che fanno da vent'anni lo stesso programma, ma almeno non lo danno a vedere: la nuova produzione si chiama "Mai dire Candid", conducono Ilary Blasi (senza pancione) e mago Forest (con la solita pancia).

Il resto è un palinsesto surgelato: "Le iene", che sembrano nate ieri, sono alla decima edizione; il "Grande fratello" all'ottava.

Lo strapagato e talentuoso Paolo Bonolis su Canale√ā¬†5√ā¬†ripete "Ciao Darwin" per il quinto anno. Poi ci sarebbero i cosiddetti evergreen: "Buona domenica" festeggia la venti-duesima edizione, "Striscia la notizia" la ventesima, la "Corrida" la ventunesima.

La 7 e Mtv sono tra le poche reti che questo inverno presenteranno qualcosa di diverso: Mtv sperimenta cinque conduttori , tra cui la stangona Elena Santarelli, da tempo in pole position per un programma in rv. Meno ovvio invece il candidato blogger al Partito democratico Mario Adinolfi che condurrà un talk-show quasi sociale: "I pugni in tasca".

La situazione è cosi grave che ormai si fanno i sequel anche alle fiction: strangolando e facendo risorgere i protagonisti di "Elisa di Rivombrosa". "Ciclone in famiglia" è alla terza serie; "Capri" è al bis; "'Medicina generale" pure. L'impressione è quella di rivedere sempre la stessa televisione, intrappolati in un palinsesto dove Osvaldo Bevilacqua, a '"Sereno variabile" presenta salamelle e pecorini da 29 anni.

Eppure il men√ɬĻ Tutto Previsto ha le sue ragioni industriali. "Anche se la raccolta pubblicitaria, sia della Sipra che di Publitalia. registra un segno meno, la conservazione garantisce un minimo di ascolti. E senza intaccare un√ā¬†budget, anzi risparmiando -√ā¬†spiega Francesco Siliato, analista dello studio Frasi e autore di un recente saggio sulla televisione digitale.

√ā¬ęD'altra parte i target che dovevano migrare sono gi√ɬ† migrati e ora alle reti non resta che studiare il digitale terrestre, nuova terra di conquista-. Anche da quelle parti per√ɬ≤ di innovazione se ne vede poca. Cosa si manda in onda concretamente? Fiction, cartoni, film. In effetti c'√ɬ® stato un processo di innovazione che ha riguardato la tecnologia√ā¬Ľ, ragiona Siliato, "per√ɬ≤ i contenuti sono sempre gli stessi√ā¬Ľ. Chi √ɬ® il vero colpevole di tanta inedia produttiva? Alcuni sostengono sia il pubblico a gradire poco le novit√ɬ†. Altri credono che siano gli investitori pubblicitari i veri responsabili.

Alberto Rossini, direttore dei contenuti di Telecom Italia Media, vale a dire La7 e Mtv, non √ɬ® d'accordo: √ā¬ęNon √ɬ® n√ɬ© il pubblico, n√ɬ© i clienti che non vogliono rischiare. Un'azienda lungimirante ha bisogno di programmi nuovi dove piazzare i suoi spot. Non riuscendo a innovare i canali√ā¬†
perdonoi√ā¬†giovani: perdendo i giovani restano i vecchi,√ā¬†non sono mica immortali Inoltre, ricordiamolo, un pubblico senior √ɬ® pubblicitariamente poco appetibile: compra le stesse marche, sperimenta poco, spende poco√ā¬Ľ.


Quest'anno poi √ɬ® stato l'anno del sorpasso: la met√ɬ† esatta del pubblico generalista ha pi√ɬĻ di 55 anni. Gli spettatori giovani e giovanissimi se ne sono andati e ora si rischia che un pubblico senior determini un palinsesto sempre pi√ɬĻ statico. √ā¬ęDipende da cosa si sceglie di fare", conclude Rossini.

Intanto anche Sky, che vorrebbe essere un faro di innovazione e creativit√ɬ†, quest'anno si √ɬ® messa a inseguire il pubblico pi√ɬĻ anziano, chiamando con s√ɬ© un grande vecchio della tv: Maurizio Costanzo. Per quanto lo studio fosse al neon e gli ascoltatori mandassero mail e sms. l'impressione era quella di vedere Io stesso programma, il Costanzo di sempre, alla prese con il suo solito pubblico.

Qualche dirigente di Sky ha storto il naso, ma alla fine ha prevalso il realismo e il programma è andato in onda: i vecchi sono e saranno una fetta consistente di pubblico, e nessuna tv può pensare di farne a meno. Il problema è: cosa fargli vedere?

Se all'erosione delle tv generaliste non c'√ɬ®√ā¬†rimedio - d'altra parte come convincere un giovane a guardare "Scherzi a parte" invece che YouTube? - forse c'√ɬ® da augurarsi che le cose vadano cos√ɬ¨ male da produrre un cambiamento. Qualcosa, nei gusti del pubblico, si √ɬ® gi√ɬ† trasformato; e anche il produttore di '"Forum", in onda per il ventiquattresimo anno, prima o poi dovr√ɬ† farsene una ragione.

La media buyer Lina Buscone di Carat ne √ɬ® convinta: "Lo scorso anno qualche piccolo esperimento √ɬ® stato fatto, ma la stagione fu un flop. Quest'anno vediamo una ritirata di idee. Ma ho l'impressione che sia un momento di discontinuit√ɬ†, che presto ci saia un cambio generazionale di autori, dirigenti, personaggi√ā¬Ľ.

Carlotta Mismetti Capua
per "L'Espresso"
(5/8/07)

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