Nicola Savino: 'Con il mio Scorie, sarò il nemico dei famosi'

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Fonte: Libero Quotidiano

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Televisione
  sabato, 25 agosto 2007
 00:00

Nicola SavinoForse qualcun altro, al posto di Nicola Savino, ci avrebbe pensato due volte. Perché L'Isola" è un bel rischio, in agonia di ascolti. E questa estate la chiusura di "Sorirèe" è pesata al conduttore.

Ma Savino è uno che ama sperimentare. E non gliene frega niente delle cassandre catodiche.

Lui, ai verdetti dell'Auditel, preferisce le sfide ingaggiate da Antonio Marano, l'unico a suo giudizio che sperimenta ancora in tv.

Così, la voce di Radio Deejay ha accettato con entusiasmo di condurre, in coda a Supersimo, "Scorie dell' Isola dei famosi". Un format nuovo di zecca, il cui compito è creare un accattivante controcanto ai naufraghi, in scivoloso equilibrio tra l' ironia e le polemiche.

Quale sarà la cifra del "dopo-IsoIa"?
«Il paradosso. Perché il mio non sarà un salotto critico ma un gruppo di ascolto, chiamato a ironizzare sulle avventure dei naufraghi».

Chi coinvolgerà?
«Sicuramente dj Angelo, mentre non avrò in studio gli opinionisti; loro saranno ospiti di Simona. Altrimenti il "dopo - Isola" rischierebbe di diventare un doppione dell'Isola" stessa. Mentre il nostro è un programma comico».

Un po' come la Gialappa's con il "Gf?
«Loro in questo campo sono i maestri. Noi gli umili discepoli. Cercheremo di fare il nostro meglio... diciamo che se riusciremo a essere divertenti 1/5 di quanto lo è "Mai dire Gf, avremo fatto centro».

Come si strutturerà il programma?
«Sarà completamente in diretta e punterà per il 60% su filmati e materiali d'archivio inediti. Realizzeremo anche dei surreali casting in previsione dell'Isola 2008. Poi molto dipenderà da quanto accade a Hounduras... Perché, per usare una metafora, "Scorie dell'isola dei famosi" vivrà del cadavere della puntata appena consumata dagli spettatori».

Da qui nasce il nome "Scorie dell'isola dei famosi"?
«Il titolo riprende il nome di un progetto più ampio, "Scorie", promosso dal direttore di RaiDue Marano: un programma sui materiali inediti targati Rai Se "Scorie dell'Isola dei famosi" andrà bene, in primavera debutterà "Scorie"».

Secondo Cecchi Paone questa edizione decreterà o la morte o la rinascita dei reality.
«In parte concordo. Ma è pur vero che l' "Isola" è diversa dagli altri reality, è un format che cambia ogni anno. Inoltre questo cast mi sembra particolarmente riuscito, soprattutto per la presenza di Malgioglio».

Quindi crede nelle potenzialità del reality. Mentre è perplesso sul boom dei telefilm: non li ama...
«È vero e in questo mi sento "giurassico". Riconosco che sono prodotti pregiati, ma non riesco ad appassionarmi al genere. Sono rimasto fermo a "Happy Days" e "StarTrek". Ho provato a seguire "24", "Lost" e "C.I" ma...».

Oltre a Scorie farà Quelli che il calcio?
«No: almeno fino a dicembre, sarò completamente assorbito dal "dopo-lsola". Poi si vedrà Anzi, forse è meglio dire "durante si vedrà", vista l'eccessiva attenzione agli indici di ascolto...».

Ti riferisci alla sospensione della tua striscia estiva, "Sorirèe"?
«Sì. "Sorirèe" faceva pochi ascolti ma chi lo seguiva ne era entusiasta. Forse se in lai fosse stato già operativo il Qualitel, non lo avrebbero intenotto».

Cosa non ha funzionato?
«Era un programma ottimo per la seconda serata, sbagliato per le 19. Perché nella fascia preserale la gente non ha voglia di chiacchiere e talk show».

Torniamo ai suoi impegni autunnali.
«Condurrò ancora"Sky Cinema News" con Alessia Ventura, e...».

"Deejay chiama ltalia".
«Esatto, sempre con Linus. La novità è che organizzeremo una tuomeè nei teatri italiani. Da ottobre, registreremo la versione teatrale di "Deejay chiama Italia"».

Al suo attivo ha il film "Agente matrimoniale".
«È uscito quest'estate. Sono molto soddisfatto anche se avrebbe avuto tutt'altra eco se fosse uscito a gennaio, come previsto inizialmente. Il film, che è prodotto da Eleonora Giorgi, è una sorta di commedia degli equivoci all'italiana».

Dj, autore tv, conduttore, attore... in che ruolo siriconosce?
«Come dice Renzo Arbore: "uno, dj, ci nasce". Tant'è vero che Arbore sulla carta di identità, alla voce professione, ha scritto "dj". Quindi, mi riconosco dj. E l'ho anche fatto scrivere sulla carta d'identità».

Francesca D'Angelo
per "Libero Quotidiano"

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