Caporedattore Tg5: 'Sogno un programma come Ballarò'

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Fonte: Libero Quotidiano

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Televisione
  domenica, 26 agosto 2007
 00:00

«Sogno Canale5: una diretta di 2ore in prima serata». È questa l'ambizione di Giuseppe De Filippi, 43 anni, caporedattore del Tg5 e prossimo conduttore di un programma di approfondimento su Mediaset. L'uomo su cui il Cavaliere punta per fare da contraltare a Giovanni Floris e al suo Ballarò.

Tg5«Itaca», spiega De Filippi, «per il momento è solo unprogetto. Certamente la trasmissione non punta ad essere l'anti-Ballarò"», dice lui «Vuole essere l'occasione per soffermarsi su argomenti di interesse sociale. Per discutere con gli ospiti di temi d'attualità che riguardino direttamente la gente».

Quando partirà il programma?
«È presto per dirlo. Siamo ancora alla fase embrionale. Alcuni mesi fa sono stato contattato da Giorgio Mule, direttore di Videonews (la testata giornalistica del Biscione), che mi ha semplicemente chiesto di ragionare su un'idea del genere».

Che genere?
«Stiamo pensando ad un approfondimento che si occupi dei temi del sociale, con un'attenzione particolare all'economia, ma non ho intenzione di fare l'anti-Floris».

Se dovesse pensare ad una puntata per stasera, quali sarebbero gli argomenti?
«L'argomento. Uno solo. Perché vorrei evitare la dispersione. Non mi piacciono quei programmi che affrontano troppe questioni e alla fine non si capisce dove volevano arrivare. Si perdono spesso in discussioni a vuoto. Per questo preferirei portare in studio un tema alla volta».

Ad esempio?
«Le tasse sono una questione centrale. Anche la legge Biagi, che a settembre-ottobre tornerà ad essere un argomento d'attualità. Oppure sarebbe bello fare un ragionamento sulle pensioni. Perché nonostante l'attenzione sia calata ( da quando è stato raggiunto un accordo), i trattamenti previdenziali rimangono comunque un argomento di primario interesse».

Economia pura...
«Tratteremo anche di politica Forse la cronaca sarà il filone meno battuto. A meno che non accada qualcosa che stia al confine con il sociale. In tal caso affronteremo anche quella».

Quanti ospiti in studio?
«Massimo quattro. Se ci si allarga, se ce ne sono troppi, si rischia di perdersi».

Servizi, reportage?
«Assolutamente sì. Tanti servizi di approfondimento che abbiano tutto il tempo e lo spazio per far comprendere in pieno l'argomento trattato».

Ha già in mente qualche nome per lo staff?
«Non ci ho ancora pensato, non siamo arrivati a questo punto. Ripeto: siamo ancora nella fase d'ideazione. Comunque ci sono professionisti molto validi all'interno di Videonews, immagino che prenderemo gente da lì».

Chi vorrebbe tra questi? Un nome...
«Mule mi ha semplicemente chiesto di ragionare sul programma, lo staff ed altre decisioni saranno da concordare con lui. Io sono stato contattato per la conduzione. Scegliere l'organico della redazione non è il mio molo».

Qualche indiscrezione sulla rete?
«Non sono scelte che competono a me. Certo, se potessi scegliere vorrei Canale 5, ma Videonews si occupa di confezionare un programma, poi il palinsesto dipende da altre strutture».

Itaca sarà in diretta?
«È quello che spero. Anche un programma registrato può essere un buon prodotto, ma la diretta offre sempre qualcosa in più».

Si parla di seconda serata..
«No, vorrei che fosse in prima L'obiettivo è evitare l'ospite assonnato perché l'orario scivola troppo in avanti».

Davvero non ha proprio idea di quando partirà il programma?
«Sicuramente non in autunno, perché non siamo ancorapronti. Ma spero che non si arrivi neanche alla prossima primavera In mezzo c'è l'invemo...».

Quando è previsto il prossimo incontro per passare alla fase operativa? 
«Al momento non c'è, non è stato fissato. Non ho appuntamento con nessuno».

Quindi i tempi potrebbero essere anche più lunghi?
«Spero di no. Non mi è stato detto questo, ma per ora ho ragionato su un'idea senza scadenze e senza impegno».

Questo programma è una grande sfida. In molti ci hanno già provato. È spaventato?
«Al Tg5 siamo abituati agli approfondimenti. Abbiamo il rotocalco di cronaca, "Terra", e "Matrix" sta alla porta accanto».

Lusingato che abbiano pensato a lei?
«Molto. Anche se le strade di Cotogno Monzese sono lastricate di numeri zero e, quindi, è meglio aspettare che il progetto si concretizzi».

Teme il confronto che deriverebbed alla contrapposizione a Floris?
«So benissimo che fare un programma del genere su Mediaset è una scommessa. In passato diversi tentativi non sono andati a buon fine. Inoltre il pubblico di Raitre è abituato da anni a seguire trasmissioni con questo taglio, è più interessato a temi simili. Queste, però, sono idee nuove. Mie, tra l'altro. E lo scriva: non vorrei essere definito "berlusconianissimo tra i berlusconiani'

Roberta Catania
per "Libero Quotidiano"

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