Dall'Orto e i dieci anni di Mtv: 'Non più solo musica'

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Fonte: La Gazzetta dello Sport

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Televisione
  sabato, 15 settembre 2007
 00:00

Logo Mtv DayPer una tv musicale, dieci anni sono lunghi quanto un secolo. 

I cambiamenti sono così tanti, rapidi e continui, da richiedere uno sforzo enorme di creatività per restare al passo delle generazioni che si susseguono. Lo sforzo che Mtv, 8 milioni e mezzo di spettatori quotidiani, sta compiendo in questi giorni per lanciare la nuova stagione.

Oggi un compleanno con due concerti a Roma e Milano; da fine mese, la conferma di alcune trasmissioni di culto, come Very Victoria e Loveline, con Victoria Cabello e Camila Raznovich, tra i volti più noti di una categoria nata proprio con Mtv, i veejay; poi la nascita di nuovi show, affidati a personaggi noti (Zero Assoluto, Mario Adinolfi) che lasceranno le vesti indossate finora

«Due nuovi arrivi dimostrano in particolare il tentativo di fare una tv che esca dagli schemi e crei un senso — dice l'amministratore delegato Antonio Campo Dall'Orto — quelli di Elena Santarelli, un'immagine pop, che condurrà TRL, e Ambra Angiolini, uno dei volti più belli di questi anni, da dicembre con noi».

Dal primo live degli U2 nel '97 ai due concerti di oggi, Mtv è diventata una presenza costante, non solo nel mondo giovanile. Qual è il segreto?
«Abbiamo sempre cercato di parlare in anticipo alle generazioni successive. Ogni due-tre anni ci sono state trasformazioni radicali: dopo la novità, nel '99 siamo diventati un fenomeno di piazza, con TRL Live; poi ci siamo evoluti da emittente di video a tv con programmi di intrattenimento più strutturati; ora siamo in una fase più matura, una tv a tutto tondo che contiene talk show, intrattenimento leggero e informazione».

In questi 10 anni è eambiato il rapporto con l'Mtv americana?
«Avevamo grande ammirazione per quella formula a cui abbiamo aggiunto la sensibilità italiana. Ora è il nostro modello a essere esportato in altri Paesi: una rete a 360 gradi, che non può più limitarsi alla musica se non vuole invecchiare in fretta».

Vi rivolgete a una generazione cresciuta su Internet. Non c'è conflitto?
«Web e tv sono complementari. Intendo la Rete come un luogo in cui i ragazzi non si scambiano solo musica in peer to peer, ma contribuiscono a creare trasmissioni. Questa generazione può collaborare davvero».

Carlo Annese
per "La Gazzetta dello Sport"

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