Riotta sul nuovo Tg1 'Sempre di più per il pubblico'

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Televisione
  sabato, 15 settembre 2007
 00:00

Gianni Riotta - Direttore Tg1Niente scaramanzia, e allora si parte con l'edizione delle otto di sera di lunedì prossimo, giorno 17.  

Cambia studio il Tg1, cambia la sigla, cambiano le rubriche.

Ma soprattutto — promette il direttore Gianni Riotta — pur senza «rivoluzioni ma dopo un processo di maturazione», cambieranno i contenuti. E qui è soprattutto di politica che si parla.

«Da quando sono arrivato un anno fa — spiega Riotta, presentando il nuovo studio di Saxa Rubra — non abbiamo mai usato il panino».  Il panino è quella struttura del servizio di politica che apre con la posizione del governo, passa alle critiche dell'opposizione per lasciare l'ultima parola di nuovo alla maggioranza.

Niente panino, dunque, basta con il due contro uno. «Finora — spiega il direttore del Tg1 — abbiamo preferito riportare le opinioni politiche in un pastone».

Ma anche questa formula difficilmente cattura l'attenzione di chi è seduto davanti alla tv perché mette in fila, 10 secondi a testa, le opinioni dei deputati di turno sull'argomento principale della giornata. È arrivato il momento di mettere nel cassetto anche questo modello: «Vogliamo trasformare l'informazione politica in modo che guardi meno al Palazzo e più al pubblico. Meno dichiarazioni e più spiegazioni».

Una scelta editoriale, ma anche politica, nel senso alto del termine: «Se noi dei telegiornali e dei giornali continuiamo a dare della politica una rappresentazione felpata e affettata, stiamo reclutiamo pubblico per Grillo e l'antipolitica. E quando Grillo dice "aboliamo i partiti" sono preoccupato perché dove questo è stato fatto non è certo finita bene».

Più servizi di analisi che dichiarazioni, dunque, più interviste in diretta.
E il modo migliore per far sentire questo cambio di linea anche allo spettatore meno attento è, come sempre, reinventare la veste grafica.

Sparisce il giallo dalla sigla e dallo studio, resta il blu. Nuova la musica che accompagna i titoli, studiata da Ludovico Einaudi. La scrivania si allunga per fare posto agli ospiti e alla doppia conduzione, che però potrebbe partire un po' più in là.

Lo studio si fa multimediale, con immagini che potranno scorrere nella parte bassa dello schermo, tv al plasma a profusione e telecamere che potranno variare l'inquadratura rispetto a quelle fisse di adesso: primo piano, generale, tre quarti.

Gli ascolti? Riotta distribuisce un foglio con numeri e cifre Auditel: da quando lui è direttore, il Tg1 ha"aumentato il suo distacco dal Tg5 («un ottimo telegiornale»), il principale concorrente: era del 3,8% di share è salito al 4,8%.

 «Ma non faremo mai nulla
— promette Riotta — solo per fare ascolti. Non metteremo sangue e donnine perché crediamo che sia il buon giornalismo, e cioè spiegare cosa succede nel mondo, a far guadagnare spettatori».

E gli attacchi, arrivati dalla Casa delle libertà, sulla sua vicinanza al centrosinistra?
«Può darsi che in questo sforzo di indipendenza abbiamo fatto poco. Ma abbiamo dato sempre voce ad opinionisti critici nei confronti del governo Prodi. Ragazzi, non era mai successo prima che in un Tg1 il governo venisse criticato».

Lorenzo Salvia
per "Il Corriere della Sera"

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