Panorama dietro le quinte di Striscia la Notizia

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Fonte: Panorama

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Televisione
  giovedì, 01 novembre 2007
 00:00

StrisciaA Striscia la notizia lavorano ufficialmente circa 150 persone, inclusi costumisti, tecnici e segretarie. «Ma Antonio Ricci è riuscito a trasformare tutti gli italiani in collaboratori» sostiene Nino Podestà, capo della redazione di Striscia il cui compito è verificare le segnalazioni.

Ogni giorno arrivano in media oltre 2.500 storie di ingiustizia, errori della pubblica amministrazione, papere giornalistiche: 1.500 registrate nella segreteria telefonica, 1.000 via email, 100 via fax, una trentina per lettera o con un video.

SQUADRA VINCENTE
In redazione c'è un biliardino. Il tempo per usarlo però è poco. La prima scrematura tocca agli addetti al sito internet: si elimina poca roba, come i complimenti pesanti alle veline o i deliri palesi. «La maggioranza degli spettatori segnala problemi reali» continua Podestà. «Per fortuna ci sono molti doppioni: più persone ci informano della medesima ingiustizia e a noi basta verificare una volta sola». Con quali metodi? «Per prima cosa» spiega la redattrice Camilla Balbi «telefoniamo a chi ha effettuato la segnalazione. E consultiamo le autorità coinvolte».

Alcune inchieste si fermano a questo punto: «Non sempre chi si sente vittima ha subito una vera ingiustizia, a volte il comune o la asl l'hanno aiutato nel limite del possibile» dice Alessandro Filogonio, un altro redattore. Altre segnalazioni sono valide, ma non abbastanza spettacolari. «Ci arrivano cosi tante opere pubbliche incompiute» continua Podestà «che passiamo agli autori solo gli sprechi da milioni di euro, o quelle pittoresche, come la strada che finisce contro un muro».

Se la storia è vera e sfiziosa Antonio Ricci sguinzaglia gli inviati. «Ma leggo tutte le segnalazioni» assicura «anche quelle scartate: mi danno il polso delle preoccupazioni degli italiani».

Il papà di Striscia, in pratica, vive per la sua creatura: sta nella redazione di Palazzo dei Cigni dalle 10 del mattino, quando inizia la scrematura delle notizie, alla fine della trasmissione in diretta, verso le 21. E non è l'unico: «Passo qui 13 ore al giorno» dice una delle sue collaboratrici. «Finirò per sposare il Gabibbo o morire zitella».

Ricci lavora anche ad Alassio, dove passa i fine settimana e dove un gruppo di ascolto monitora tutte le trasmissioni televisive, alla ricerca di papere o servizi taroccati. Ci sono intoccabili? «Neanche per scherzo» sbotta Ricci «l'unica etica di Striscia è il dubbio: diamo a tutti il diritto di replica ed evitiamo di metterci in cattedra come maestrine. Ma non abbiamo scrupoli, tanto meno verso i potenti. Piuttosto, nascondiamo il volto di benzinai e tassisti beccati a imbrogliare, perché l'obiettivo è denunciare un malcostume, non mettere alla berlina un poveraccio che magari ha dei figli».

Gli inviati, anche i più pittoreschi, si documentano a fondo prima di ogni servizio. Gli autori della trasmissione, oltre a inventare battute, cercano i consulenti scientifici: «Chiediamo aiuto soprattutto a medici e docenti universitari» spiega Lorenzo Beccati, capo del gruppo e, in pratica, braccio destro di Ricci da oltre vent'anni. «Li scegliamo sempre diversi, un po' perché preferiamo trovarli di volta in volta nella zona in cui si muove ciascun inviato, un po' perché più fonti riducono il rischio di errori».

Nell'ufficio di Beccati c'è un biliardino, simbolo dell'atmosfera gioiosa della redazione.

Decano degli inviati è Giorgio Caldarelli, l'uomo che «riempie» il Gabibbo. Mai avuto la tentazione di dire: «Lei non sa chi sono io? Il Gabibbo! » a qualche prepotente? «Solo una volta» risponde «ho telefonato al Comune di Milano perché sotto casa mia avevano messo un marciapiede pericoloso per i bambini. Appena ho detto chi ero, è arrivato un ingegnere, con una squadra di operai».

I filmati trasmessi dagli inviati vengono esaminati, tagliati e montati dagli autori. «A volte» racconta Beccati «doppiamo alcuni video con le nostre voci, per esempio quelli in cui ci sono dialoghi satirici tra i politici. Così non perdiamo tempo». Anche perché, verso il pomeriggio, i ritmi di lavoro si fanno convulsi. C'è sempre un servizio in ritardo, una consegna del tapiro all'ultimo minuto. I conduttori Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti arrivano verso le 19.30, studiano la parte e discutono battute e l'ordine dei servizi con Ricci e gli altri autori. Poi vanno in sala doppiaggio a registrare la loro parte. Spesso finiscono a pochi minuti dalla diretta».

«Ma non abbiamo mai tardato» racconta Greggio, «solo una volta le telecamere si sono accese mentre mi stavo ancora vestendo».

Enzo Iacchetti, detto Enzino anche nella vita, scherza su Ricci, che lo fa passare per l'elemento femminile della coppia: «Antonio dice queste fesserie perché è innamorato di me. Vorrebbe che fossi donna, per desiderarmi senza ammettere di essere gay».

Le veline, rispetto ai conduttori, passano più tempo a Palazzo dei Cigni: spesso arrivano alle 11 del mattino, per provare gli stacchetti con il coreografo e studiare dizione. Mentre vengono doppiati gli ultimi video, si esercitano in studio.

Alle 20.31 inizia la diretta. Le risate registrate si mescolano con quelle vere del pubblico. Che Luca, cabarettista da vent'anni, tiene caldo e allegro, per poi far segno quando è il momento di applaudire. È animatore di studio, una delle tante professioni tv di cui pochi immaginano l'esistenza.

Elena Porcelli
per "Panorama"

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