Claudia Koll accusa: 'io esclusa dalle fiction-tv'

News inserita da:

Fonte: Il Corriere della Sera

T
Televisione
  domenica, 18 novembre 2007
 00:00
La fiction-tv non offre ruoli positivi. Lo sostiene Claudia Koll in uno amaro sfogo sull'«Avvenire» (clicca qui per leggere l'articolo originale in formato PDF): «Mentre ho progetti di cinema e teatro, fatico a lavorare in tv, perché non mi offrono personaggi che riescano a portare luce e speranza». Aggiunge poi l'attrice, che debuttò con Tinto Brass e che negli ultimi anni ha vissuto una radicale conversione religiosa: «La mia è un'esperienza forte, ho imparato sulla mia pelle che interpretare figure negative fa male a se stessi, alla propria anima e a quella degli altri».
 
Non si fa attendere la reazione dei produttori. Sul versante Rai, Matilde Bernabei della Lux Vide ribatte: «Claudia ha lavorato spesso con noi e spero che continui a farlo. Non è vero che non ci sono ruoli positivi, al contrario noi lavoriamo da sempre su storie che portino "luce e speranza". È vero, però, che è più difficile scrivere film-tv che propongano valori costruttivi, che sollevino problemi con ipotesi di soluzione. È più facile, invece, andare a rimorchio della cronaca nera, dove dominano violenza e, personaggi negativi». Uno degli ultimi successi della Lux Vide su Raiuno, è stato «Chiara e Francesco». Riprende la Bernabei: «Figure complesse, che non è facile collocare nei palinsesti, anche se poi raccolgono gli ascolti più alti. Noi continuiamo a puntare sulla qualità e non sul mero intrattenimento».
 
Sul versante Mediaset, Pietro Valsecchi della Taodue, recentemente accusato di aver fatto di Totò Riina, nella fiction «Il capo dei capi», un eroe positivo, si difende: «Non solo non ne abbiamo fatto un eroe ma, in occasione dell'ultima puntata della serie, metteremo la vicenda al centro di un dibattito, a Palermo, con gli studenti. Perché cara Claudia — aggiunge rivolgendosi alla Koll — il problema non riguarda i ruoli positivi o negativi, ma i contenuti, ovvero fiction che facciano riflettere oppure no. La televisione ha sostituito la piazza e, quando si riesce a far discutere, allora vuol dire che si fa una buona televisione. Se si inducono gli spettatori a riflettere, si fa del bene alla loro anima e si porta "luce e speranza"».
 
Emilia Costantini
per "Il Corriere della Sera"

Ultimi Video

Palinsesti TV