Direttore RTI e la nuova strategia: 'Dr.House prima in pay e poi in chiaro'

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Fonte: Il Messaggero

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Televisione
  lunedì, 17 dicembre 2007
 00:00

Il peggio è passato. Mediaset ci crede e fa i conti: la Rai arranca. Sky rallenta la crescita. «Chiudiamo l'anno con uno 0.2 per cento in più nel prime time e uno 0,3 nelle 24 ore. Viale Mazzini perde rispettivamente l' 1.4 e l'1,8» fa notare Alessandro Salem, direttore generale di Rti. il numero due di Piersilvio Berlusconi nel polo televisivo privato.

Ma subito dopo aggiunge: «Con la Rai non siamo più concorrenti, ormai c'è una netta divisione di target fra noi e loro, la tv pubblica cura un target vicino soprattutto alla popolazione anziana, noi ci concentriamo sulla popolazione commercialmente attiva, vale a dire fino a 64 anni, fascia in cui le perdite Rai sono ancora più evidenti: 1.7 nel prime time. 2,4 nelle 24 ore».

Salem, ma non è una contraddizione in un paese che invecchia vorticosamente, dove l'Istat dice che su cinque persone una è sessantenne?
«Dal nostro punto di vista no. Per gli investitori pubblicitari la popolazione anziana ha abitudini troppo stabilizzate per spingere i prodotti».

Dunque è su Sky che si fa la vostra corsa?
«Negli ultimi due anni ci hanno tolto porzioni di pubblico perché si rivolgono a un target simile al nostro ma, dopo un'espansione vorticosa, ora crescono meno e noi abbiamo recuperato».

Non è curioso che vi rivolgiate a un pubblico volubile e invece conservate un palinsesto identico negli anni? Zelig, C'è posta per te. Ciao Darwin rispolverato. Striscia che ha 20 anni...
«Da tempo lavoriamo sulla continuità del nostro ascolto e non sugli eventi tipo Celentano o Benigni, che non creano fidelizzazione. E, comunque, questi prodotti ci hanno dato grandi soddisfazioni e ottimi segni di vitalità assieme ai risultati di fiction come Distretto e  Il capo dei capi».

C'è, però, una debolezza generale dei prodotti di prima serata. Anche voi vi siete allineati alla politica Rai di dilatare sempre di più l'access fino alle 21.30 con Affari tuoi e Striscia ormai si fa mezzo prime time.
«Io penso che quella degli orari sia una politica che vada corretta per rispetto verso il pubblico, verso i programmi di prima serata che seguono e verso gli approfondimenti di seconda serata tipo Vespa, Costanzo o Mentana. Noi ci siamo adeguati, nostro malgrado, per esempio inserendo Paperissima sprint dopo Striscia. Ma i nostri prodotti di prima serata non sono certamente più deboli di quelli dell'access».

Che succede con la domenica pomeriggio che le prende da Raiuno e la qualità certamente non è esaltante?
«Abbiamo fatto, comunque, un lavoro di riediting rispetto all'anno scorso, smussando i toni più forti».

Sul fronte delle delusioni, il quiz di Amadeus con il suo preserale non sta dando grandi risultati.
«È vero, fa fatica e il risultato è sotto le aspettative. Ma c'e ancora tempo».

Quando tornerà "il milionario"?
«A gennaio».

Grande Fratello 8, Bagaglino, Amici, la Corrida: anche la prossima stagione sarà sul filo della continuità.
«Vogliamo lavorare sui titoli consolidati, ma senza smettere di produrre almeno una novità per stagione. Così, abbiamo intenzione di provare almeno un varietà o un gameshow in sette o otto puntate. Poi ci sono i titoli della fiction da Ris a Carabinieri 7 e dal 2 marzo tornerà Dr. House(spostato alla domenica) con la quarta serie, anche se in prima battuta andrà a pagamento sul digitale terrestre».

L'avete soffiato a Sky?
«Abbiamo fatto un accordo con due grandi major come Warner e Universal sull'acquisto di diritti sia free che pay».

Dopo il lancio di Iris, il canale cinematografico, è un ulteriore segnale che volete davvero risvegliare dal torpore il digitale terrestre, magari armandolo contro Sky?
«Questa è una prima operazione. Alcuni prodotti come House, appunto, o Heroes. ER, Law & Order, Closer andranno in prima battuta su Premium e poi sull'analogico. Succederà lo stesso per titoli cinematografici come Ocean 13, come l'ultimo Bridget Jones, come King Kong e Orgoglio e pregiudizio che andranno in analogico solo in un secondo tempo, alcuni su Italia 1 molti altri su Rete 4. la nostra rete più cinematografica che sta dando ottimi risultati e che, per motivi di target, vogliamo spostare sempre più su un pubblico adulto, simile a quello di Raiuno».

All'appello manca Mike Bongiorno, che ormai si vede sempre più spesso sugli schermi Rai. «Sta preparando un nuovo programma, appena pronto andrà in onda. Probabilmente a primavera inoltrata».

Endemol, ormai Mediaset, la farà da padrone nel fornirvi i programmi?
«No, siamo dell'idea che bisogna avere la capacità di dialogare con tutti i produttori».

Magari anche per fare shopping come avete fatto con la Tao?
«L'acquisto di Endemol, della Tao. l'inglobamento di Medusa fanno parte di una strategia sul fronte della produzione dei contenuti che ha grandi prospettive di espansione».

Marco Moledini
per "Il Messaggero"

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