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Ilaria D'Amico: 'Finalmente trovo il tempo per l'amore'

• 5 min lettura
Fonte: Sorrisi.com | Condividi 📲

Ilaria

 L'intervista con Ilaria D'Amico, talentosa trasformista del piccolo schermo (da una parte donna della domenica con «Sky Calcio Show», dall'altra signora delle inchieste alla guida di «Exit» su La 7, un po' Milena Gabanelli e un po' Daria Bignardi), inizia con una promessa reciproca: «Sorrisi» non le chiederà come tutti notizie sulla sua intensa amicizia con Monica Bellucci (sulla quale sono già stati versati fiumi d'inchiostro e oceani di pettegolezzi, e se non ci credete fatevi un giro in Internet); lei, in cambio, racconterà qualcosa di più sulla sua vita privata e sul suo fidanzato, argomenti che in genere la fanno diventare sorda e afona.
Ilaria, tracciamo un bilancio di «Exit»: ascolti buoni, critiche non sempre benevole, almeno all'inizio.
«Per quanto riguarda le critiche, è vero che all'inizio ero più impacciata, e d'altra parte il lavoro dei critici è anche di mettere in risalto gli aspetti negativi. Poi però hanno rilevato anche quelli positivi, e va bene così. Sugli ascolti le dirò che sono felice dei risultati, anche se in una rete come La 7 conta soprattutto la qualità, che non sempre è direttamente proporzionale al numero di spettatori».

Quando l'estate scorsa lei è arrivata a La 7 girava voce che Daria Bignardi, fino ad allora unico volto femminile della rete, non fosse per niente contenta, per usare un eufemismo.
«Le dico solo che Daria è una delle prime persone che ho sentito al telefono quando ho firmato. È stata lei a dirmi: "Vedrai che adesso diranno che non ci possiamo vedere, e che io mi sto già strappando i capelli e affilando le unghie in vista del tuo arrivo". Proprio quello che è successo. Peccato che non ci sia niente di vero. Con Daria siamo amiche, ci sentiamo, ci scambiamo un sacco di consigli e confidenze».

Nessuno se ne è ancora ricordato, ma lei in questi mesi festeggia i suoi primi 10 anni di televisione: l'esordio nel 1997 al fianco di Gianfranco De Laurentiis ne «La giostra dei gol», un programma sul calcio trasmesso da Rai International per gli italiani all'estero.
«La proposta mi venne fatta al telefono da Renzo Arbore, che era un amico di famiglia. Dopo il provino, tutti partirono per le vacanze e sembrò che la cosa finisse lì. Passò un po' di tempo e mi richiamano: "Sei stata presa". Panico totale: "Adesso cosa dico a mia madre". Quello è stato un momento drammatico, perché lei mi vedeva già avvocato. Per mia madre, lavorare in televisione equivaleva a fare la ballerina al Crazy Horse o anche peggio. Nemmeno io all'inizio ero convinta di essere la persona giusta: ero stressatissima, stavo sempre malissimo, somatizzavo tutto e soffrivo pure di gastrite. La più piccola papera bastava a farmi pensare: "Ecco, sei un disastro". Diciamo che non sono mai stata molto tenera con me stessa e, anzi, ho vissuto tanto tempo con un grande disagio».

Quanto è durata la fase «Calimero piccolo e nero»?
«Fino al terzo anno de "La giostra dei gol": a quel punto conducevo una diretta di 5 ore, e ho capito che ero in grado di farlo».

In tv, grazie a «Sky Calcio Show», lei è considerata «la donna gol» per antonomasia. Un po' come Alba Parietti ai tempi di «Galagoal».
«Alba era sicuramente un'icona sexy, però non era l'unica donna a parlare di calcio in tivù. Prima di lei c'era Antonella Clerici. Mi ricordo che quando ho iniziato, mi chiedevano sempre tutti quale fosse un mio punto di riferimento, e io ogni volta rispondevo: "La mia scuola è Antonella Clerici". Finché un giorno la incontrai, e lei ridendo mi disse: "Smettila di dire sempre a tutti che sono la tua scuola, mi fai sentire vecchia". Ecco, Antonella è stata per me un grande esempio di competenza e professionalità in un ambito prettamente maschile come quello del calcio, senza per questo aver mai rinunciato alla propria femminilità».

Parliamo un po' della sua vita privata. Del suo fidanzato si sa solo il nome: Rocco Attisani. Di lui dicono, chissà perché, che fa il documentarista o il regista, invece è un immobiliarista. Qualche altro dettaglio, prego.
«È vero, fa l'immobiliarista, ma è quanto di più lontano si possa immaginare dai "furbetti del quartierino". Di noi due posso dire che lavoriamo entrambi tantissimo, che io ogni settimana prendo 4 aerei fra Roma e Milano, e che facciamo degli sforzi micidiali per ritagliarci un giorno alla settimana che sia soltanto nostro. Vuol sapere qual è? Il venerdì, il mio unico giorno libero, a Milano, che è la sua città. Lui in realtà dovrebbe lavorare, però riesce a recuperare andando in ufficio la domenica, quando io vado in diretta per "Sky Calcio Show"».

Scusi la brutalità: è vero che in passato lei ha avuto un fidanzamento «bianco», cioè non consumato?

«È vero, sì, è successo diversi anni fa».

Com'era possibile?
«Diciamo che non ci siamo trovati con i tempi, e che il rapporto si è poco a poco a poco trasformato in una strana confidenza».

Com'è finita?

«Che ho incontrato un altro i cui tempi coincidevano con i miei».

Qual è stato il momento più bello dei suoi primi 10 anni di televisione?

«Me ne vengono in mente due: i mondiali di calcio del 2006 per Sky, quindici, diciotto ore di diretta tutti i giorni per 40 giorni; e poi la telefonata del direttore di La 7, Antonio Campo Dall'Orto. Quando mi cercò per propormi di lavorare con lui, mi disse una cosa bellissima: "Che cosa vuoi fare? Decidi tu. L'importante è che tu la faccia da noi"».

Per chiudere: una cosa che nessuno sa di lei.

«Che sono una persona a cui piace ascoltare gli altri, perché mi interessa molto quello che gli altri hanno da dire. E che sono una persona che sa mantenere i segreti: gli amici affidano a me le loro confidenze, perché sanno che di me si possono fidare. Sempre».

Aldo Della Vecchia
per "Sorrisi.com"

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