Finanziaria 2008: tutte le norme che riguardano la tv

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Televisione
  mercoledì, 26 dicembre 2007
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L'esenzione dal pagamento del canone per chi ha 75 anni e oltre, contenuto nella Finanziaria 2008, ha due limiti. Il primo è il tetto di spesa, fissato in 500mila euro annui dal 2008. Il secondo riguarda il reddito di chi ne può usufruire. Non deve superare i 516,46 euro per tredici mensilità, coniuge compreso. Da una parte, il limite di reddito appare ristretto (un anziano solo che guadagna 700 euro al mese pagherà come chi ha un reddito di decine di migliaia di euro). Dall'altra, tale esenzione può favorire l'evasione da parte di quelle famiglie "allargate" dove il titolare dell'abbonamento è la persona anziana, a volte magari deceduta. La Finanziaria precisa che il tetto del reddito vale per un anziano e il coniuge, «senza conviventi». Le sanzioni vanno da 500 a 2.000 euro annui, oltre al pagamento del canone maggiorato. Gli effetti sugli introiti della Rai sonò tutti da verificare.
 
Altri articoli della Finanziaria riguardano il sistema tv. I contributi per l'emittenza locale, televisiva e radiofonica, aumentano di dieci milioni di euro annui a partire dal 2008 e di ulteriori cinque dal 2009, per 150 milioni totali (155 nel 2009). Il Fondo per il passaggio al digitale della tv terrestre, previsto dalla Finanziaria 2007 in 40 milioni fino al 2009 (di cui 33 dati alla Rai per sviluppare la propria rete digitale) viene portato a 60 milioni. Tra gli obiettivi, un bonus alle famiglie disagiate per l'acquisto di un decoder. Nel 2008 passeranno al digitale Sardegna e Val D'Aosta, nel marzo 2011 il Piemonte, ma già nel marzo 2009 Torino e Cuneo, mentre Bolzano potrebbe aggiungersi alla provincia di Trento.
 
Capitolo promozione dell'audiovisivo: le norme ex legge 122 vengono estese a Sky. Gli obblighi d'investimento si basano, per i privati, su una quota del 10% degli introiti annui da destinare a opere realizzate dai produttori indipendenti (è l'Agcom a doverli definire), con una sottoquota a favore del cinema originale italiano pari al 30%, il 3% del fatturato, per le tv in chiaro e del 35%, il 3,5% del fatturato, per le pay tv, esclusi i ricavi del calcio. Per la Rai la quota è pari al 15% dei ricavi annui e la sotto quota è del 20% per il cinema italiano.
 
Marco Mele
per "Il Sole 24 Ore"
(24/12/07)

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