Il 2008 di Gentiloni: rilanciare la Rai, il digitale e la Banda Larga

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Fonte: Il Riformista

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Televisione
  mercoledì, 26 dicembre 2007
 00:00
L'anno 2007 si chiude con inequivocabili segni che l'intero sistema delle comunicazioni in Italia ha bisogno di accelerare i processi di riforma presentati. In particolare il pluralismo informativo, il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo e lo sviluppo dei sistemi di rete sono esigenze indifferibili per il Paese; infatti il Governo ha indicato con chiarezza questi come suoi obiettivi prioritari, mettendo in campo gli strumenti per raggiungerli.
 
Ispirato da questi obiettivi, le attività svolte nel 2007 dal Ministero delle Comunicazioni hanno interessato molteplici settori: dalla radio-TV alla Banda Larga, fino alla tutela dei minori sui "media". In ambito televisivo, dopo il DDL di riforma del sistema TV per la transizione al digitale del novembre 2006, a maggio scorso è stato presentato al Senato un Disegno di legge di Riforma della Rai per una nuova Disciplina e organizzazione del Servizio Pubblico Radiotelevisivo: l'approvazione di questo DDL fornirebbe uno strumento fondamentale per una "governance" nuova di un settore essenziale per la vita democratica e la crescita culturale del Paese.
 
Tre gli obiettivi principali di questa riforma: rendere la Rai più autonoma dai partiti e dai Governi "pro-tempore" sottraendo la nostra principale industria culturale alle offese di uno "spoils-system" i cui frutti avvelenati sono sotto gli occhi di tutti; dare all'azienda Rai regole di gestione che ne assicurino rapidità ed efficacia decisionale; recuperare la Rai al suo ruolo di protagonista nell'innovazione, sia dei contenuti che delle tecnologie.
 
Ispirato ad analoga filosofia, nel 2007 ha trovato attuazione anche il nuovo Contratto di Servizio Rai, valido fino al 2009, che impegna l'azienda televisiva a nuovi e stringenti parametri di qualità nello svolgimento del servizio pubblico. Per questo è stato nominato anche un comitato scientifico per il monitoraggio della qualità dell'offerta radio-televisiva della Rai. Sempre in campo televisivo, in collaborazione con Agcom, è stato realizzato un Database unico delle frequenze televisive nazionali, che finalmente concede al nostro Paese una mappatura dettagliata di tutti gli impianti-frequenza TV, indispensabile strumento per procedere alle assegnazioni delle frequenze stesse, man mano che esse si rendono disponibili. Un esempio di prima applicazione del Database è stato il bando di Gara per l'Assegnazione di Impianti-Frequenze TV di metà novembre, il primo del genere in Italia.
 
Quanto alla Banda Larga, essa è stata definita unanimemente "il nuovo servizio universale": come l'accesso alla rete elettrica, idrica, del gas, delle poste, ecc..., nel secolo scorso segnava il grado di inclusione o meno di un territorio, così nel XXI secolo l'accesso alla Banda Larga decide del successo o meno di un'area e della gente che vi abita . L'obiettivo strategico del Governo è quello di garantire, entro il 2011, l'accesso a Internet veloce a tutti, ovunque. Non dimentichiamo infatti che il 10% della popolazione italiana, distribuita ben su un terzo del territorio nazionale, risulta ancora priva di questa modalità di accesso alla rete.
 
Per questo il Ministero delle Comunicazioni ha approvato, insieme alla Conferenza Stato-Regioni, dei piani territoriali nazionali per la Banda Larga, condividendo con gli Enti Locali (si veda in tal senso l'accordo con la regione Emilia Romagna per la completa copertura in Banda Larga) strategie e finanziamenti rivolti alla riduzione del "digital divide". Per la lotta al divario digitale il Ministero delle Comunicazioni confida anche nelle capacità dei sistemi "wireless". In questo senso, a valle dell'accordo finalmente raggiunto con il Ministero della Difesa per l'acquisizione delle relative frequenze, è stato emesso il bando di gara per l'assegnazione dei diritti d'uso delle attese frequenze Wi-max che consentiranno di dare la banda larga anche alle aree cosiddette a fallimento di mercato, ove i privati non hanno interesse economico ad arrivare dovendo sostenere costi non remunerati.
 
Tema non secondario nella politica perseguita dal Ministero delle Comunicazione è stato poi quello del contrasto alla pedopornografia e della tutela dei minori, supportata anche dalle brillanti operazioni della polizia postale e delle comunicazioni. Il Decreto del Ministero contro la Pedopornografia ha rafforzato gli strumenti di contrasto, anche tecnici, che vengono opposti a questo indegno abuso. Sempre in nome della tutela dei diritti dell'infanzia è stata stipulata la Convenzione tra il Ministero e Save the Children ed attivato il sito www.tiseiconnesso.it, per educare giovani e loro genitori ad un uso consapevole dei "new media". Ulteriore attenzione è stata posta alla lotta alla diffusione di materiali violenti e diseducativi (come alcuni video giochi).
 
Per completare il quadro delle iniziative in materia di comunicazione, c'è da segnalare il Codice "Media e Sport", per l'autoregolamentazione dell'informazione sportiva, specie dopo le violenze che hanno scosso il mondo del calcio, nonché la Legge n. 106 che riformula completamente la disciplina relativa al mercato dei diritti di trasmissione di eventi sportivi ed il Decreto Legislativo per la disciplina della commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi.
 
Paolo Gentiloni,
ministro delle Comunicazioni,
per "Il Riformista"
(24/12/07)

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