Massimo Dapporto: 'Basta fiction, punto sul teatro di qualitŗ'

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Fonte: Avvenire

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Televisione
  gioved√¨, 27 dicembre 2007
 00:00
√ā¬ęCon Goldoni porto a teatro il mio vero carattere, che √ɬ® comico e ben lontano da quello serioso che mostro nella fiction√ā¬Ľ. Massimo Dapporto ha appena smesso i panni del commissario Marcello Fontana in Distretto di Polizia 7 per Canale 5 ed ora lo ritroviamo sul palcoscenico {al Teatro Manzoni di Milano dall'8 gennaio) con la commedia I due gemelli veneziani con la regia di Antonio Calenda.

Dapporto, lei si scatena in scena in una delle commedia pi√ɬĻ divertenti di Goldoni. √ɬą un bel salto rispetto ai suoi ruoli tv di solito molto drammatici.
√ā¬ęIl passaggio √ɬ® stato graduale. L'anno scorso interpretavo Il malato immaginario di Moli√ɬ®re, e prima ancora le commedie di Neil Simon. Con Goldoni √ɬ® l'ora del salto di qualit√ɬ† verso i grandi autori italiani, come mi consigliava sempre Lucio Ardenzi (grande impresario teatrale scomparso nel 2002)√ā¬Ľ.

Inoltre quest'anno cade il trecentenario della nascita di Goldoni.
√ā¬ę√ɬą stato un caso. Lo spettacolo di Calenda √ɬ® molto elegante ed in realt√ɬ† √ɬ® un omaggio a Strehler. Se non ci fosse stato lui, Goldoni sarebbe rimasto un autore minore perch√ɬ© i produttori non sapevano leggerlo. I grandi registi come lui, quelli che riescono a plasmare un attore, in Italia sono pochi: Ronconi, Cobelli, Castri. Ecco, il mio grande rimpianto √ɬ® proprio quello di non avere recitato con Strehler√ā¬Ľ.
√ā¬†
C'è qualcosa della comicità che porta in scena "rubato" a suo padre, il grande Carlo Dapporto?
√ā¬ęCerto, non ho problemi ad ammetterlo: io sono la prosecuzione cromosomica di mio
padre. E si vede nei due gemelli: Zanetto, quello sciocco, assomiglia alla macchietta ai Agostino, l'altro, ricorda mio padre quando faceva l'elegantone. II pubblico ancora ama Carlo Dapporto. Peccato che ora la tv si sia dimenticata di lui come di altri grandi come Walter Chiari o Renato Rascel
√ā¬Ľ.

In tv e nel cinema, invece, lei ha seguito una strada autonoma.
√ā¬ęMi sono gettato sui ruoli drammatici, poich√ɬ© sapevo di non poter competere con mio padre in quelli comici. In tv mi √ɬ® piaciuto interpretare la fiction su Falcone perch√ɬ© ho dovuto studiare, fare una lavoro capillare di ricerca come faceva il grande Gian Maria Volont√ɬ©√ā¬Ľ.

Con √ā¬ęDistretto di polizia√ā¬Ľ ha chiuso?
√ā¬ęSi, mi avevano chiesto di proseguire ma come esperienza non mi √ɬ® piaciuta, anche se con me lavorava mio figlio Davide che fa il regista. Non mi interessa diventare un operaio della catena di montaggio della fiction. Nel cassetto ho gi√ɬ† altri progetti√ā¬Ľ.

Anche di cinema?
√ā¬ęPer ora no, anche perch√ɬ© funzionano solo i film comici. Eppure ci sono registi molto bravi, come Saverio Costanzo che conosco sin da bambino, che parla di problemi internazionali. Il cinema italiano crescer√ɬ† solo quando ci decideremo ad uscire da casa nostra√ā¬Ľ.
√ā¬†
√ā¬†Angela Calvini
per "Avvenire"

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