Arbore: 'La Rai deve rivendicare il suo ruolo culturale'

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Fonte: Il Tempo

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Televisione
  sabato, 29 dicembre 2007
 00:00
Renzo Arbore, in giro per l'Italia con il suo concerto - le cifre parlano di cinquantamila presenze solo a Milano, con temperature in piazza Duomo che sono andate sotto lo zero - ha fatto il pieno. Ma i suoi pensieri sono tutti per la Rai, i dialetti e Mike Bongiorno.
 
Arbore, qual è il programma che segue di più?
«Vari canali, vari programmi televisivi: tra gli altri "Rai Educational" e "Aspettando la sera". Ultimamente ho partecipato alla biografia di Gabriella Ferri e allo speciale di Raffaella Carrà».

Il personaggio "in"?
«Dirigenti che appartengono al nostro grande passato come Mike Bongiorno. Personaggi, che hanno fatto la grande storia della Rai. È l'unico, parlo di Mike, che non abbia mai sofferto  gelosie. Non ha mai parlato male di nessuno. Dovrebbe rivendicare questo passato attraverso un programma televisivo. Per lui sarebbe il modo migliore per concludere in modo straordinario la carriera».
 
Bongiorno non appartiene al passato?
«Non lo credo affatto».
 
Per l'azienda?
«Bisognerebbe trovare una linea editoriale alternativa. Insomma che si faccia questo benedetto programma, sul passato della Rai: è quello che ho detto alla trasmissione di Fabio Fazio».
 
Di cosa ha bisogno la Rai?
«Come diceva Enzo Biagi, c'è bisogno che la Rai rivendichi il suo ruolo culturale. Ha avuto il grande merito di aver riunito i dialetti italiani. Sono foggiano e prima, per avere poter parlare con un milanese, era necessario l'intervento di un interprete».
 
Il personaggio "out"?
«Non parlo di personaggi che non mi piacciono».
 
Chi attira?
«Attira Fiorello. È creativo, simpatico, non ha perso nulla e non ha acquistato supponenza. È goliardico, nel senso che è riuscito a far cantare l'inno di Forza Italia a Berlusconi, durante la trasmissione».
 
Cartoni animati, li segue con bambini piccoli?  
«Ci sono personaggi adatti ai bambini, che vengono mandati sul satellite ma di solito sconsiglio la tv generalista. I bambini potrebbero diventare impuniti. In questo senso la tv è cattiva maestra».
 
È illusoria?
«No, è violenta».
 
La trasgressione in tv?
«È conformismo puro. Tutti vogliono trasgredire. Ma il vero anticonformismo è ben altro».
 
Cosa rimetterebbe in televisione?
«Rimetterei Doc: Musica di Denominazione di Origine Controllata. Al quale partecipavano artisti di provenienza diversa: tra gli altri jazzisti e grandi musicisti. Non parliamo di Macbeth ma di musica, di jazz».
 
Un giorno da arnministratore delegato Rai: di pubblicità ce ne è troppa o troppo poca?
«Bisognerebbe far rivivere la tv: che non può diventare unica fonte di ispirazione».
 
Vuole aggiungere qualcosa?
«Gli auguri. Che il 2008 sia un anno di riscatto. Soprattutto per la Rai».
 
Simona Caporilli
per "Il Tempo"

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