Via gli spot dalla Rai? Gentiloni: un po' troppo per l'Italia

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Fonte: La Repubblica

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Televisione
  mercoledì, 09 gennaio 2008
 00:00
L'eco della proposta del presidente francese Nicolas Sarkozy di puntare alla «soppressione totale» della pubblicità sui canali pubblici televisivi, fa riflettere in Italia. Perché la Rai è la tv pubblica europea che ha più reti generaliste (tre), maggiori ascolti e maggiori introiti pubblicitari. E la tv pubblica francese è, dopo la nostra, quella che più dipende dalla pubblicità. E quindi interessante il commento a caldo di Paolo Gentiloni, il nostro ministro delle Comunicazioni.
 
Ministro Gentiloni, perché ha detto "bravo Sarkozy"?
«Perché coglie nel segno. Poi possiamo discutere degli aspetti pratici della questione, ma il Presidente francese ha detto due cose chiare: primo che la tv pubblica non può essere dominata da logiche commerciali. Secondo che per evitare questo rischio deve sottrarsi all'invasione della pubblicità. Posso solo dire che ha ragione su entrambi i punti».
 
D'accordo anche sulle proposte concrete avanzate da Sarkozy per risolvere il problema?
«D'accordo sul principio. Non ho visto nel discorso di Sarkozy proposte di soluzione articolate, ma solo qualche suggestione. Lui stesso ha parlato ai "invito alla riflessione". Se devo commentare questi primi accenni, dico che non mi sembrano convincenti. Certo non per l'Italia. Solo di fronte a proposte concrete capiremo che vuol dire una tassa sulla pubblicità commerciale. Quanto a tassare I'accesso a Internet per finanziare la Tv pubblica, se di questo si tratta, non sono d'accordo».
 
Ministro, trasferiamoci allora in Italia. Se lei condivide la premessa di Sarkozy, qual è la ricetta per casa nostra?
«Anche noi abbiano una televisione pubblica troppo dipendente dalla pubblicità. Siamo i primatisti del mondo quanto a spot nella televisione pubblica, seguiti dalla Francia. Non credo si debba puntare a un'eliminazione totale sul modello Bbc, non so se a questo approderà la Tv francese. Penso che la pubblicita in Rai vada ridotta distinguendo le attività finanziate dal canone da quelle dalla pubblicità. Questo è uno dei compiti che il progetto di riforma del Governo assegna alla Fondazione che sarà proprietaria della Rai».
 
Ma nel duopolio italiano ridurre la pubblicità in Rai non vuol dire fare una regalo a Mediaset?
«Certo che vedo il rischio. E infatti la riforma della Rai va di pari passo con la liberalizzazione delle risorse del mercato televisivo di frequenze e pubblicità. In particolare il tetto antitrust alla pubblicità consentirà di evitare il rischio di una concentrazione ancora peggiore».
 
Leandro Palestini
per "La Repubblica"

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