Rai, Cappon scontenta tutti i partiti su Tsp e Piano Industriale

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Fonte: Apcom

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Televisione
  giovedì, 10 gennaio 2008
 00:00

CapponUn'altra giornata di 'passione' per la Rai quella odierna con una particolarita': il dg Claudio Cappon e' riuscito contemporaneamente ad attirarsi le critiche sia dei membri del consiglio di amministrazione del centrosinistra che di quelli del centrodestra, anche se naturalmente su due diverse questioni di natura gestionale.

Il centrosinistra ha aspramente criticato il manager per aver dato il suo benestare alla nomina, proposta dal direttore della Testata dei servizi parlamentari, Giuliana Del Bufalo, di un nuovo (il quinto) vice direttore. Dal centrodestra, invece, e in particolare dal 'neo' consigliere Angelo Maria Petroni, sono arrivate critiche al piano industriale dell'azienda per il prossimo triennio, documento approvato dal cda a fine ottobre, ma nel periodo in cui Petroni era stato sostituito da Fabiano Fabiani, prima del suo reintegro decretato dalla magistratura amministrativa.

A tutto questo va aggiunto che il piano editoriale, necessario alla Rai per rilanciare i suoi palinsesti, ha subito l'ennesimo stop, con un rinvio della sua approvazione (e' all'esame del cda da novembre 2007) e la richiesta al dg e al suo vice, Giancarlo Leone di apportare le ennesime modifiche. Insomma, anche oggi la politica l'ha fatta da padrona in Rai.

La nomina Giorgio Giovannetti a vicedirettore della Tsp e' stata contestata dal centrosinistra, anche perche' il dirigente e' accusato di essere 'vicino' al consigliere Petroni. Cappon ha risposto alle critiche sottolineando che "tutte le decisioni ovviamente opinabili e talvolta difficili" ma che tutte "sono prese nell'interesse dell'azienda" e che anche in questo caso come in tutti gli altri che riguardano il personale giornalistico Rai "si e' voluta privilegiare l'autonomia dovuta ai direttori di testata". Se in mattinata qualcuno aveva ipotizzato uno 'scambio' tra Cappon e Petroni (ok a nomina Giovannetti contro un atteggiamento 'morbido' del consigliere sul piano industriale) nel pomeriggio questo scenario e' stato completamente smentito.

Petroni, sostenuto da altri colleghi del centrodestra, ha pesantemente attaccato il piano industriale del dg: il piano e' carente dal punto di vista procedurale perche' nella sua stesura non sono state sufficientemente coinvolte le strutture aziendali. E' carente perche' non prevede uno sviluppo della Rai e dei suoi ricavi. E' limitato perche' non prevede uno sbarco della Rai sulla Pay tv in funzione anti-Sky. E' fuorviante laddove parla di cessione, anche parziale, di Rai Way e di societarizzazione di RadioRai.

Un attacco a 360 gradi che al momento non ha portato a decisioni operative da parte del cda. Cappon ha risposto a Petroni annunciandogli che gli fara' pervenire tutta la documentazione preparatoria che ha portato alla stesura del piano in modo da metterlo nelle condizioni di avere un quadro completo e non parziale dei fatti. Il consigliere, pero', ha tempo fino al 21 di gennaio per impugnare la delibera del cda assunta in sua assenza.

Resta la constatazione che la Rai ha vissuto un' altra giornata di 'ordinaria follia' senza che venissero assunte quelle decisioni operative assolutamente indispensabili per rilanciare la sua attivita' di azienda.

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