Day 6 della serie 24, da stasera in seconda serata su Italia 1

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  mercoledì, 05 marzo 2008
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Arrivano a partire da mercoledì 5 marzo, su Italia 1 in seconda serata gli attesissimi episodi della sesta stagione di “24”, l’unico telefilm che, in tempo reale, racconta in 24 episodi le 24 ore della vita di Jack Bauer.
 
La nuova stagione di “24” si apre dopo 20 mesi dal quinto giorno, e la popolazione americana si sveglia sconvolta da una serie di attentati suicidi avvenuti in varie città degli Stati Uniti. Tornano le avventure dell’agente federale Jack Bauer (Kiefer William Sutherland), rude e violento, pronto a tutto per risolvere i casi che di stagione in stagione è costretto a trattare. Intorno a lui una galassia di colleghi spesso doppiogiochisti e nemici spietati che hanno saputo colpire i telespettatori con omicidi efferati e imprevedibili.
 
Il successo planetario di “24” sembrerebbe consacrare in modo definitivo la trama innovativa del telefilm. Nel saggio inedito “Contro il tempo, contro lo spazio” contenuto in “MONDI SERIALI. PERCORSI SEMIOTICI NELLA FICTION”, libro edito da Mediaset in uscita venerdì 7 marzo, Carlo Freccero sottolinea infatti come “L’idea che riassume e anticipa la struttura della serie è già compresa nel titolo: 24 sta per 24 ore, un giorno, la durata complessiva dell’azione che si svolge in tempo reale, senza salti cronologici, in 24 episodi della durata di un’ora”.
 
Nell’ultima uscita della collana “Link Ricerca” Carlo Freccero spiega come “Ogni stagione del telefilm sia costruita come un timer che ineluttabile scandisce le ore che ci separano dalla fine. Periodicamente, prima dell’interruzione pubblicitaria, le storie parallele che costruiscono il racconto confluiscono sullo schermo quadripartito, occupato dall’immagine centrale di un orologio digitale, in una sorta di riassunto dell’azione e di consuntivo temporale”.
“Come sostiene l’ideatore di 24, Joel Surnow – dichiara Freccero - la cosa più ovvia per creare un racconto di successo è trovare un buon soggetto. 24 nasce invece come meccanismo narrativo. La scelta del terrorismo come soggetto del serial è sicuramente funzionale alla scansione ritmica del racconto. Inoltre- secondo lui- l’approfondimento dei problemi, l’analisi delle cause sociali e la comprensione dei disagi psicologici rallentano o bloccano l’azione. I cattivi contribuiscono alla macchina narrativa, mentre i veri elementi di disturbo non possono che essere i personaggi che tentano di opporsi all’azione e quindi i difensori dei diritti umani, i legali garantisti, i burocrati che vogliono difendere la legge e le sue applicazioni. Insomma, le tradizionali figure di “buoni” e di eroi che il cinema impegnato ci ha consegnato”.

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