Com'è feroce la tv alla sfida con Internet

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  venerdì, 07 marzo 2008
 00:00

AmiciCon un esordio di tutto rispetto al 27% (6 milioni e 177 mila telespettatori, ma picchi fino a raggiungere i 7 milioni 673 mila), è arrivato al mercoledì sera Amici. Lo spostamento incuriosiva i telemaniaci per vari motivi. Maria De Filippi chiude idealmente con questo risultato anche la polemica con il disperato Baudo sanremese.

E Canale 5 scommette sulla nuova collocazione, che costringe lo show a chiudere prima del cuore della notte ma partendo con l’indiscutibile vantaggio del traino di Striscia la notizia, l’antitelegiornale della Solidarietà Televisiva firmato dal GenioBuono che più Buono forse solo Dio può essere, AntonioRicci.

Del resto, la situazione narrativa di Amici è al classico punto chiave, siamo allo scontro con diffide tra allievi e professori, perfetta metafora spettacoliera di una realtà sociale in ridefinizione.È bene notare, giusto per provare a farsi perdonare pure dall’Endemol,che lunedì ha tenuto anche il Grande fratello contro la prima delle due ultime puntate speciali del Maresciallo Rocca, quasi a conferma di una sorta d’anomalia italiana: potendosi confrontare quasi sempre con programmazioni perfette per target kuki-poli-effer-dent,comeil solito sorriso di Rocca, le versioni italiane in varietà dei reality riescono a catalizzare ancora l’attenzione di una certa quantità di pubblico.

Ben diversa è la situazione nella patria della tv mondiale, dove anche le grandi reti gratuite si sforzano di perseguire il rinnovamento e non hanno rinunciato a disputarsi contro i nuovi media il controllo del pubblico più giovane, anche delle cosiddette generazioni Millenials, i nati tra l’80 e il Duemila, conil volto rivolto prima di tutto allo schermo di Internet.

E mentre in Usa il Grande fratello tradizionale declina malinconicamente, si fa un gran parlare del curioso successo dei nuovi reality da circo Barnum del Terzo millennio, come Little People, Big World, che ormai raccoglie su Tlc oltre7 milioni di spettatori.

I titoli dei nuovi reality sulle mostruosità fisiche, molto di moda per esempio anche su Mtv, sono tutto un programma: Io sono un obeso, Unite per la vita (storia vera di due sedicenni in un corpo solo), La mezza donna (su una vittima dell’agenesia sacrale, che vive senza le gambe)... Newsweek, raccontando questo strano fenomeno, si chiede senza mezzi termini se siamo di fronte al più cinico sfruttamento delle disgrazie altrui che si sia mai visto.

Forse è meglio tenerci stretti gli scontri degli aspiranti ballerini con la feroce Alessandra Celentano, o i duelli a carte bollate tra Luca Jurman e Grazia De Michele, in attesa che si chiuda il cerchio storico tra i primi spettacoli umani antesignani del reality e una tv che Internet hareso ancora più feroce.

Paolo Martini
per "La Stampa"

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