La7 merita lo stile Dall'Orto, parlano i protagonisti del canale

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Televisione
  sabato, 26 aprile 2008
 00:00

Il 18 aprile Antonio Campo Dall'Orto ha dato le dimissioni da direttore de La7.  In molti sono rimasti stupiti (altri meno: quando cambia la dirigenza in un'azienda è normale che accada questo). Ma Campo Dall'Orto è stato un direttore speciale, che ha costruito pezzo per pezzo il terzo polo televisivo, ha dato identità alla rete, ha chiamato personaggi di spessore per dare prestigio al palinsesto.

Questo lo rivendicano soprattutto Daria Bignardi e Piero Chiambretti, forse i due volti più forti de La7, rispettiva mente sul fronte giornalistico e dell'intrattenimento. Daria — come solo le donne sanno fare — si è spesa, prima di tutti, e in varie sedi, in un'appassionata dissertazione sulle dimissioni di Campo Dall'Orto. Non è stata l'unica, ma non tutti i personaggi della rete hanno avuto voglia di esprimersi sull'argomento.

«Penso che l'identità forte de La7 fosse dovuta a lui — spiega Bignardi che ieri sera ha chiuso "Le Invasioni barbariche" — alla fiducia che dava ai personaggi che lavoravano con lui. In questi 4 anni ho avuto modo di apprezzare il suo stile, l'etica del lavoro, per questo rimango ancora più stupita e perplessa se una persona con queste qualità lascia. Anche se non lavorassi a La7 sarei preoccupata: queste dimissioni sono una pessima notizia per la televisione. Perché nessuno — a parte Aldo Grasso proprio sul Corriere — si chiede che fine farà La7? Sarebbe un vero peccato se si spegnesse».

Pensiero condiviso da Piero Chiambretti, ancora in onda con «Markette»: «Il mio rapporto con Campo Dall'Orto è stato intenso dal punto di vista professionale e umano. Il fatto che non ci sia lui cambia il panorama dei rapporti tra me e l'azienda che non ho mai frequentato se non attraverso Antonio. D fatto che non ci sia lui è un forte handicap per le prospettive future. Non ho ancora incontrato la nuova dirigenza, ma spero che continui a brillare la stella...(il riferimento è a Giovanni Stella, il nuovo capo azienda e vice presidente esecutivo di Telecom Italia Media. A lui avrebbe dovuto rispondere Campo Dall'Orto se fosse rimasto amministratore delegato. Ma come è noto, sono arrivate le dimissioni, ndr)».

Chiambretti spiega perché questo «addio» è molto più serio del solito: «A differenza della Rai, dove i dirigenti vanno e vengono come fosse un hotel, La7 aveva un'identità che trovava in Campo Dall'Orto la sua forza. In Rai se cade uno, ce n'è un altro, qui invece si viveva attraverso un unico referente».

Cosa cambierà neppure lui sa dirlo. Ma ha le stesse preoccupazioni della Bignardi: «So che La7, anche se piccola e con problemi di bilancio, era una voce libera, importante per il panorama televisivo. Io sono un privilegiato, non credo sia un problema trovare un altro posto di lavoro. Non ho mai vissuto la tv come ministero e credo sia la ragione del mio successo. Il problema è invece capire se c'è un progetto futuro».

È sicuro: ci sarà un progetto futuro. Ad essere ottimista è Giuliano Ferrara, storico conduttore di «Otto e mezzo»: «Ho grandissima stima per Antonio e mi è dispiaciuto che abbia ceduto la direzione operativa de La7, ma lui è come me, all'americana: l'editore decide. Antonio è molto richiesto sul mercato, non avrà problemi. E non è a rischio il progetto de La7: se l'intenzione dell'editore è di andare avanti troveranno una soluzione».

Più o meno la stessa riflessione che fa la Armeni, attuale «condottiera» del programma. Lo sa Ritanna che lei la pensa come Ferrara? Ride. «Si vede che c'è proprio sintonia tra noi, anche a distanza». E conferma: «Dispiaciutissima per Campo Dall'Orto, grande professionista pieno di energia, ma—dopo un momento di smarrimento — ora non sono pessimista sul futuro. Credo ci sia interesse a rilanciare l'azienda». Laconico Gad Lerner: «Mi dispiace molto che Campo Dall'Orto abbia lasciato perché lo considero uno straordinario direttore e innovatore della tv. E dunque condivido il giudizio di Daria Bignardi».

Maria Volpe
per "Il Corriere della Sera"

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