Guido Angeli, il volto che invent˛ la televendita, muore a 77 anni

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Fonte: La Stampa

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Televisione
  gioved├Č, 24 luglio 2008
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Diceva ├é┬źProvare per credere├é┬╗, poi muoveva le mani con eleganza, uno sguardo e un sorriso che sapevano promettere meraviglie a prezzi stracciati ├é┬źcon consegna in tutta Italia, isole comprese├é┬╗. Guido Angeli sar├â┬á ricordato cos├â┬Č dagli spettatori degli Anni 80, per quella sua frase, quel suo modo accattivante di vendere salotti e cucine a marchio Aiazzone e quella sciarpa che indossava anche sul set.
 
Il presentatore fiorentino ├â┬Ę morto a 77 anni e con lui si chiude il primo vero capitolo della storia delle vendite in tv. Difficile dire se Angeli era diventato famoso grazie al mobiliere biellese o se Aiazzone aveva raggiunto la notoriet├â┬á grazie a lui.-├é┬źAiazzone - ricorda Antonio MicheIone, il direttore vendite del grande salone di mobili alle porte di Biella -, era a Rete A e lo vide al lavoro. Decise che quello era il suo uomo. Si incontrarono e per un pomeriggio cercarono uno slogan. Guido a un certo punto lo guard├â┬▓ e disse "Provare per credere", poi gir├â┬▓ i pollici all'ins├â┬╣ in quel suo modo particolare. Era fatta├é┬╗.
 
Angeli sal├â┬Č alle ribalte televisive grazie a quell'espressione. Gli inizi della sua carriera risalgono al 1983, quando sull'emittente dell'editore Alberto Peruzzo presentava una rubrica dedicata all'oroscopo. L'incontro fra l'imprenditore e il presentatore avvenne due anni dopo mentre conduceva il contenitore del mattino ├é┬źAccendi un'amica├é┬╗. Divenne cos├â┬Č testimonial ufficiale del mobilificio e lo slogan si trasform├â┬▓ nel tormentone-simbolo del commercio in tv. ├é┬źProvare per credere├é┬╗ fu anche il titolo di un disco inciso da Angeli nel 1986 (colonna sonora dello spot del mobilificio), e perfino di un film del 1987 con lo stesso Angeli come protagonista insieme a Tini Cansino e Pamela Prati.
 
├é┬źNel dicembre 2006 con mio marito e Antonio Michelone andammo a Firenze a trovarlo - spiega Enrica Aiazzone, sorella del mobiliere scomparso tragicamente nell'86 -. Stavo scrivendo un libro su mio fratello (├é┬źGiorgio Aiazzone, L'uomo del fare├é┬╗), e ci tenevo ad avere una sua testimonianza. Non era stato facile rintracciarlo: ci ricordammo di averlo visto una sera in tv ospite a Matrix di Mentana├é┬╗.
 
L'appuntamento si svolse al Grand Hotel Adriatico, dove Angeli soggiornava quando dal suo ├é┬źbuen ritiro├é┬╗ nelle campagne del Chianti, raggiungeva la citt├â┬á. ├é┬źMi ricord├â┬▓, lo dico con grande affetto, una Wanda Osiris al maschile - prosegue Enrica Aiazzone -. Eleganza raffinata, una grande sciarpa rosa, scarpe inglesi, forse toscane, di ottima fattura, movenze da atto re e modi d'altri tempi. Mi bast├â┬▓ quallche minuto per illustrargli il mio progetto. Senza esitare part├â┬Č con l'amarcord. Di Giorgio era un grande amico oltre che un fedele collaboratore├é┬╗. Angeli condusse cos├â┬Č anche la trasmissione in memoria di Giorgio Aiazzone (morto in un incidente aereo nei cieli di Sartirana Lomellina), una sorta veglia in diretta su Rete A.
 
├é┬źInsieme ricordammo anche quel momento ma con amarezza - conclude Enrica Aiazzone - "Volevo davvero bene a Giorgio", mi spieg├â┬▓, "per questo la commozione mi prese la mano e andai avanti per 45 minuti anzich├â┬ę i cinque concordati. La trasmissione divenne un fenomeno mediatico involontario e il giorno dopo il Corriere della Sera titol├â┬▓: Guido Angeli ha fatto l'ennesima promozione sul morto". Per il dolore Guido si ritir├â┬▓ in albergo a Pallanza negandosi a tutti finch├â┬ę non venne pubblicata un'intervista riparatrice in terza pagina├é┬╗.
 
Paola Guabello
per "La Stampa"

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