Glee, finalmente su Italia 1 la serie tv cult che ha conquistato gli States

Glee, finalmente su Italia 1 la serie tv cult che ha conquistato gli States

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  lunedì, 10 gennaio 2011
 00:00
Il musical come riscatto. La danza per sorvolare le differenze. Il canto per fare gruppo. "GLEE" è molto più di un telefilm. Non è solo un evento televisivo, ma anche sociale, culturale, generazionale... Il suo avvio, dal 10 gennaio su Italia 1, dal lunedì al venerdì alle ore 19.30, può essere considerato un evento tout court a pieno diritto, anche considerando la scia del successo americano e il fatto che abbia generato un brand trasversale.

E' senza dubbio il telefilm più "postato" sulla rete dalla generazione Facebook dopo la fine di Lost, con il primato di oltre 10 milioni di fans in tutti e cinque i continenti del social network per eccellenza (Lost si è fermato a 6 milioni di facce-libro); ha ridato smalto all'industria musicale (tanto per dire, "Take a Bow" di Rihanna, dopo essere stata rieseguita nel serial, ha conosciuto un incremento di vendite del 189%!), sia proiettando la triplice colonna sonora ai vertici delle classifiche americane e di mezzo mondo, sia rinverdendo i fasti di pop/rockstar che vi hanno fatto capolino, come Britney Spears, Olivia Newton John o Meat Loaf...

La storia, inizialmente concepita per un film, è quella di un gruppo di studenti ed insegnanti che formano il Glee Club alla William McKinley High School di Lima, in Ohio. Una combriccola di emarginati ed insoddisfatti - in una parola, "loser" - che trovano nel canto e nel ballo il palcoscenico della propria rivalsa.

In testa, il professore di spagnolo idealista Will Schuester (Matthew Morrison), il quale riporta in auge il GC - del quale era una stella negli anni '90 - tra l'indifferenza iniziale di giocatori di football tutti muscoli e sospensori e cheerleader attente più al trucco che alle coreografie; la cinica, tirannica e spietata allenatrice di cheerleader, megafono in pugno, Sue Sylvester (Jane Lynch), dapprima la più acerrima nemica del GC; la cantante di talento, un "tantino" egocentrica, Rachel Berry (Lea Michele), figia adottiva di due padri omosessuali; il quarterback Finn Hudson (Cory Monteith), inizialmente irriso dai suoi compagni di squadra per la sua scelta di partecipare al GC; Noah Puckerman (Mark Salling), compagno di team di Finn che dapprima disapprova il GC e poi decide di entrare a farne parte; Quinn Fabray (Dianna Agron), la capitana delle Cheerios nonchè fidanzata di Finn che si unisce al GC quale spia di Sue Sylvester; Kurt Hummel (Chris Colfer), gay dichiarato con la voce da soprano; l'afro-americana Mercedes Jones (Amber Riley), affetta anch'essa da divismo e spesso in competizione con Rachel; il chitarrista paraplegico Artie Abrams (Kevin McHale), che grazie alla sua abilità e forza di volontà riesce a partecipare alle coreografie del GC; l'asiatica punk Tina Cohen-Chang (Jenna Ushkowitz), la quale risolve la sua bulbuzie cantando; la svampita cheerleader Brittany Pierce (Heather Morris), di origini olandesi; la latino-americana Santana Lopez (Naya Rivera), altra "spia" di Sylvester infiltrata nel GC - alla stessa stregua di Pierce - dove alla fine finisce per sentirsi realizzata (come la collega di gonnellino); l'ultimo arrivato Sam Evans (Chord Overstreet), il quale stringe amicizia e confidenza con Quinn. Attorno al GC, volenti o nolenti, ruotano: la consulente scolastica Emma Pillsbury (Jayma Mays), maniaca dell'igiene all'inverosimile nonchè segretamente (ma non poi tanto) innamorata di Schuester; la moglie di quest'ultimo, l'esigente Terri (Jessalyn Gilsig), la quale finge di essere incinta pur di avere il marito tutto per sè.

La serie è ideata da Ryan Murphy, Ian Brennan e Brad Falchuck (forse non tutti sanno che i primi due, ai tempi del college, cantavano nel coro scolastico).

Come un musical, la serie è caratterizzata dall'esecuzione di numeri musicali eseguiti dagli stessi interpreti in ciascuna puntata seguendo un tema narrativo, con il pretesto perlopiù della prova o della competizione canora.

Murphy è il responsabile della scelta di tutte le canzoni. Il tema musicale "Don't stop believin'", cover dell'omonimo brano dei Journey cantato da tutto il cast, ha raggiunto la quarta posizione di Billboard. A riprova del fondamentale collante musicale: nei soli primi 13 episodi si ascoltano 70 canzoni. Tra gli altri artisti internazionali che hanno ceduto i diritti dei loro brani da reinterpretare all'interno della serie, si va da Billy Joel a Rihanna, da "Bad Romance" di Lady Gaga a "You can't always get what you want" dei Rolling Stones, da "Losing my religion" dei R.E.M. a "Single Ladies" di Beyoncè; Adam Lambert ha offerto l'utilizzo delle sue canzoni gratuitamente, mentre Madonna ha concesso l'utilizzo del suo intero catalogo: non per niente le è stato dedicato un'intero ed indimenticabile episodio in cui si è ridato vita al video di "Vogue". In occasione del Natale 2009, l'intero cast ha realizzato un'esclusiva cover di "Last Christmas" degli Wham!, non inclusa all'interno della serie se non fino al Natale 2010.

Il telefilm vanta tra i premi 4 Emmy Awards, un Golden Globe, 5 Satellite Awards, 3 TCA Awards, un Artios, un CDG Award, un SAGA Award. Particolare riconoscimento è avvenuto nell'aprile 2010, quando il cast della serie è stato convocato da Michelle Obama alla Casa Bianca per esibirsi davanti al Presidente e a un pubblico formato perlopiù da bambini in occasione del tradizionale Easter Eggrolls pasquale.  

Tra le numerose guest-stars, spiccano Gwyneth Paltrow, Jennifer Lopez, John Stamos, Neil Patrick Harris, Kristin Chenoweth, Victor Garber, Eve, Idina Menzel, Meat Loaf, e, nei panni di sè stesse, Britney Spears, Olivia Neton-John e Katie Couric.

Ha altresì fatto notizia la lista dei cantanti che hanno rifiutato di comparire nella colonna sonora - tra gli altri, i Gorillaz di Damon Albarn - mentre l'attrice Katie Holmes non ha accettato la proposta di partecipare ad una puntata.

Oltre a Murphy, Brennan e Falchuck, firma da produttore esecutivo Dante Di Loreto. Joss Whedon dirige il 19esimo episodio. James S. Levine compone la colonna sonora originale. Le riprese sono state effettuate in California, tra Los Angeles e Glendale.

I fans del telefilm hanno assunto il soprannome di "gleeks", il quale associa il termine "glee" ("gioia"), con "geek" ("sfigato"). La Fox americana ha indetto il concorso Biggest Gleek per misurare le attività dei fans attraverso i social network: i seguaci del serial hanno re-interpretato, in segno di omaggio, i numeri musicali presenti nella serie, condividendoli su YouTube. In Italia, per il lancio della serie su Fox, è stato organizzato un flash mob a Roma, alla Galleria Alberto Sordi: un gruppo di ragazzi si è messo a ballare tra la folla sulle note del tema musicale. In America il cast del telefilm ha intrapreso una tournè - il Gleek Tour - che nel 2011 varcherà i confini nazionali (Inghilterra e Irlanda tra le prime tappe).

Tim Goodman sul "San Francisco Chronicle" ha commentato la serie: "è bizzarra, dolce, divertente, senza regole, irriverente, sarcastica, sorprendente. Ed è anche musical. E' diversa da tutte le altre. In sintesi: è grande tv!". James Poniewozik di "Time" ha scritto che "è trascendentale, si ride e ci si commuove come con nessun altro programma tv". Brian Lowry su "Variety" ha chiosato: "il dramma si stinge nelle canzoni e sprigiona talento ed energia tali che vanno ben oltre American Idol". Sono risultate di grande efficacia, in tal senso, le coreografie di Zach Woodlee. Ha fatto discutere la copertina e il servizio fotografico di "GQ" nell'ottobre 2010, con protagonisti Michele-Agron-Monteith, ritratti da Terry Richardson in pose che il Parents Television Council ha definito "al limite della pedofilia".

Tra le note di merito, da segnalare la mobilitazione del cast dopo una serie di episodi di bullismo a danno di giovani omosessuali e in seguito alla morte di Tyler Clementi, uno studente 18enne suicidatosi dopo che il suo compagno di stanza al college lo aveva filmato di nascosto in compagnia di un altro ragazzo, umiliandolo poi pubblicamente su Internet per la sua omosessualità.

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