Rai, niente proiezioni per le Amministrative. Per Masi è ''polemica fantasiosa''

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Fonte: Asca / TMNews / lapoliticaitaliana.it

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Televisione
  martedì, 19 aprile 2011
 12:04

Una scelta inaudita e dannosa quella della Rai, riportata oggi da Repubblica (qui tramite Blitz Quotidiano), di non trasmettere le proiezioni elettorali per le prossime amministrative. Lo dichiara Giorgio Van Straten, consigliere di minoranza, commentando la mancata scelta - nel termine di 40 giorni prima del voto - di un Istituto al quale appaltare le proiezioni.

«Negligente, inaudita, dannosa. Non si può commentare che così la rinuncia da parte della Direzione Generale, in piena autonomia, alle proiezioni elettorali per le prossime elezioni amministrative. Negligente - osserva - perché il Consiglio di Amministrazione doveva assolutamente essere informato di un atto tanto importante per l'informazione politica verso i cittadini. Inaudita perché la Rai abdica così, con una scelta che non ha precedenti, alla sua funzione di servizio pubblico. Dannosa perché favorisce i telegiornali e le rubriche informative della concorrenza. Spero ci sia modo di rimediare; non vorrei vedere i Tg della Rai costretti a collegarsi con Sky o con La 7 per avere le notizie».

PARDI - «Che l'amministrazione Rai sia fantasiosa e autarchica lo sapevamo già, ma oggi abbiamo passato il limite con il dg, Mauro Masi, che, senza avvisare nessuno e con una decisione assolutamente univoca, ha privato milioni di elettori, abbonati Rai, di un servizio così importante, senza una minima spiegazione». Così il senatore Pancho Pardi, capigruppo dell'Idv in commissione Vigilanza, commenta la decisione 'senza precedenti' di Masi di non trasmettere ai telespettatori le proiezioni elettorali per le prossime elezioni amministrative. «La Rai fa sempre di meno servizio pubblico, fino a diventare censoria, e sempre di più servizio per il premier. Chiediamo che se ne discuta in commissione e si trovi una soluzione, una volta per tutte. La situazione - conclude Pardi - è diventata davvero grottesca e bizzarra».

USIGRAI - «Lasciare alle altre emittenti le proiezioni su una competizione elettorale così cruciale in questa travagliata fase politica del paese vuol dire gettare la spugna e rinunciare al ruolo di servizio pubblico». Lo afferma il segretario nazionale Usigrai, Carlo Verna. «Si tratterebbe, se venissero confermate le anticipazioni di stampa, di una scelta ridicola e censoria. C'è da immaginarsi - continua Verna - il dibattito sulle reti Rai tra politici che farebbero continuo riferimento alle proiezioni provenienti dalle altre emittenti, una sorta di invito a cambiare canale. Perché i direttori di testata - chiede Verna - non si ribellano come hanno saputo fare i loro giornalisti partecipando in massa al nostro referendum su Masi? Il cda non considera grave una decisione del genere, a quanto pare senza un dibattito consigliare?».

MASI - Sulle proiezioni per le prossime amministrative si fa «polemica su niente». Questa, a quanto si apprende da fonti della Direzione generale, la posizione del Dg Rai, Mauro Masi, per il quale «come spesso accade sulle questioni che riguardano la Rai alcuni organi di informazione, alcune componenti aziendali, oltre alla triste e desolante 'compagnia di giro' parlano di cose di cui non hanno coscienza né diretta né indiretta. Della questione dell'utilizzo di proiezioni elettorali da parte di Rai in occasione delle prossime elezioni amministrative (che, come sembra, taluni tendono a confondere con gli exit pool) il Direttore Generale darà piena contezza al Cda nella prossima riunione come peraltro previsto da tempo».

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