Marziale e Moige: ''A Pomeriggio Cinque oltraggi alla presenza di minori''

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  mercoledì, 11 maggio 2011
 11:05

"Non è ammissibile che il pomeriggio di una fra le reti televisive generaliste più importanti del Paese diventi terreno di oltraggio alla presenza, in studio e in collegamento, di bambini in tenerissima età. Ciò non solo dal punto di vista dell'osservanza delle norme poste a tutela dei minori, ma soprattutto nel rispetto dell'affermazione di una cultura sociale avanzata che dovrebbe porre i bambini, la loro immagine e la loro dignità al centro di ogni condotta, mediatica o no che sia": con queste parole il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia, stigmatizza gli accadimenti di martedì 10 maggio nel corso di "Pomeriggio 5", dove gli ospiti di Barbara D'Urso hanno rappresentato una furibonda diatriba a suon d'insulti in quella che, invece, era stata programmata per essere la celebrazione del battesimo di una neonata.

"Fra i partecipanti al talk - illustra Marziale - c'è chi ha messo in discussione le capacità genitoriali e addirittura procreative dei contendenti e chi ha accusato altri di far posare i propri bimbi in set fotografici esclusivamente per bramosia di successo e denaro. Il tutto alla presenza di ignari bambini, impropriamente esposti a beneficio del deprecabile show".

Il presidente dell'Osservatorio, estensore del Codice Tv e Minori, prevenendo eventuali giustificazioni di sorta, evidenzia: "Poco importa che i fatti si siano consumati alla presenza di genitori che hanno sottoscritto la liberatoria per la partecipazione dei piccolini allo spettacolo, perché rimane pur sempre la responsabilità oggettiva dell'impresa televisiva, che in quanto firmataria del Codice dovrebbe immediatamente sconfessare questo modo di fare televisione".

"Nel corso della puntata
- afferma ancora il sociologo - abbiamo registrato immediate segnalazioni di utenti indignati delle quali ho provveduto ad informare al direttore di Videonews, Claudio Brachino, con noi impegnato in un costante e sensibile confronto reciprocamente orientato al rispetto della fascia protetta televisiva. Ciò non toglie che l'Agcom è tenuta ad intervenire sollecitamente nei confronti di uno dei contenitori maggiormente ammoniti, ben 7 volte sanzionato nell'anno 2010 dal Comitato ministeriale Media e Minori, che dal canto suo non può seguitare a disporre la risibile disposizione di "dare entro i prossimi 10 giorni chiara e adeguata notizia della sanzione in un proprio notiziario di buon ascolto", ne va della credibilità del Codice che, nei casi di recidiva, infatti, prevede pene pecuniarie o addirittura la sospensione. Adesso sia il l'Agcom a decidere se mantenere in vita le norme a tutela dei minori, da considerarsi una conquista sociale, o dichiararne la morte esponendo all'opinione pubblica le ragioni, ma - conclude il presidente dell'Osservatorio - più delle ammende dell'Autorità riteniamo necessaria una netta presa di posizione di Mediaset, in rispetto al protocollo d'intesa che sin dal primo momento ha convintamente siglato e che nel frattempo è divenuto riferimento legislativo, da rispettarsi anche se l'emittente non lo avesse sottoscritto".


“La puntata di ieri della trasmissione Pomeriggio 5, nel corso della quale sono intervenuti personaggi noti accompagnati dai loro figli in tenera età, è stata a dir poco vergognosa e squallida”. Queste le parole di Elisabetta Scala, responsabile dell’Osservatorio Media del Moige – movimento genitori.

“La scelta di far partecipare dei bambini al salotto pomeridiano del programma - continua la responsabile - è stato un fatto gravissimo, che non può passare inosservato. Ancora una volta, minori ignari sono stati usati e strumentalizzati in nome degli ascolti, senza tutelare in alcun modo la loro sensibilità e i loro diritti, costretti come sono stati ad assistere a un indegno battibecco tra i loro genitori e gli ospiti invitati”.

Conclude Elisabetta Scala: “È inammissibile che esistano programmi televisivi che possano permettersi di mettere in vetrina bambini così piccoli e farli diventare, loro malgrado, parte di un’orribile show, che nulla ha a che vedere con la loro l’infanzia. Esiste un Codice di autoregolamentazione Tv e minori, sottoscritto dalle emittenti televisive e successivamente recepito anche dalla legge, che però continua a essere violato. Auspichiamo che le aziende inserzioniste tolgano i loro spot da programmi come questo.”

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