La Rai celebra l'innovazione. Lei: ''fondamentale recupero del canone evaso''

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Fonte: Agi

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Televisione
  martedì, 28 giugno 2011
 17:01

Non solo tagli dei costi per poter rilanciare l’azienda Rai, «anche se occorre avere un bilancio in pareggio». Lo ha detto il direttore generale Lorenza Lei durante l’intervento in occasione della presentazione delle innovazioni tecnologiche Rai, sviluppate nel corso dell’anno dalla Direzione strategie tecnologiche dell’azienda di viale Mazzini, con il centro ricerche Rai.

Il Dg ha sottolineato che è «strategico investire sulla ricerca e sulla parte editoriale. Innovazione significa, inoltre, dare risposte alle tipologie di prodotto che ogni giorno proponiamo in televisione, radio e sulle altre piattaforme».

Il Dg ha puntato su alcune parole chiave: innovazione, ricerca, giovani, investimenti, piano industriale, aggiungendovi, infine, anche quella relativa al canone, ovvero il recupero dell’evasione. Queste parole chiave «si legano insieme. Adesso occorre investire di più e destinare questi interventi all’innovazione, che non solo completano la rete digitale, che la Rai - ha sottolineato - ha sostenuto con i propri fondi, proprie energie economiche e finanziarie, ma guardare avanti, guardare all’applicazione in un’ottica di servizio pubblico, che è la nostra prima anima, finanziata da canone e pubblicità». 

Oltre 600 milioni di euro all’anno solo per il canone ordinario, e 140 milioni all’anno per il canone speciale. Sono le cifre dell’evasione del pagamento di questa tassa di possesso di un apparecchio televisivo in Italia. Cifre che il direttore generale della Rai ha rilanciato nel suo intervento. L’evasione per il canone ordinario è pari al 27-28%, mentre quella del canone speciale (uffici, locali pubblici, enti, ect…) sfiora il 100%, è infatti pari al 96%. Numeri importanti, sia in termini assoluti che percentuali, ha sottolineato il Dg Rai, che per lo sviluppo avrebbero un significato non da poco se di quelle risorse si potesse disporre, sarebbe infatti «una bella risposta in termini di tecnologie e di prodotti editoriali» della Rai.

Lorenza Lei ha anche rilevato che investire nella ricerca significa anche avviare un dialogo importante tra la Rai e le università, il mondo della scuola, e «con nuove forze in grado di portare creatività nel nostro ambito». Un dialogo, quindi, che sia «molto stretto» con le università. Quando poi si parla di investimenti, «vanno legati al piano industriale 2010-2012, che aveva già un suo obiettivo, e ora andiamo ad aggiornarlo al periodo 2011-2013».

ROSITANI - La Rai è «un’azienda forte, coesa, compatta, fatta di gente seria e di cui andiamo orgogliosi. E’ importante mettere in risalto il suo essere all’avanguardia» e «non fa bene all’azienda buttare fango su di essa, al di là delle polemiche più o meno legittime o opportune». Anzi, lo sviluppo nell’innovazione dimostra che l’azienda Rai non è nel fango. Lo ha detto Guglielmo Rositani, consigliere anziano, quando si è trattato di aprire i lavori della Giornata dell’Innovazione 2011, ovvero la presentazione delle innovazioni tecnologiche dell’azienda di viale Mazzini sviluppate nel corso dell’anno dalla Direzione Strategie tecnologiche.

Rositani ha sottolineato l’orgoglio aziendale in questo specifico settore, «malgrado i conti incontrino qualche difficoltà che però sono sicuro riusciremo a superare grazie all’azione decisa e competente del direttore generale Lei». Il consigliere ha parlato di una «Rai all’avanguardia nell’innovazione, basti pensare alle 40 novità in un anno» e ha rilevato inoltre che l’azienda dispone di un piano industriale «molto articolato e realistico che presto vedrà la sua piena attuazione. La Rai si conferma una delle migliori aziende al mondo dal punto di vista della cultura».

Proprio «di questo gli italiani devono essere orgogliosi e non delle polemiche sulla Rai. Lo sviluppo tecnologico è un punto di forza dell’azienda. Nel digitale la Rai ha anticipato di un anno la copertura in tutta Italia, questa è una Rai che innova e che vuol dare una qualità diversa e messaggi diversi che riguardano la vita civile del Paese. Anticipare di un anno significa dare prima agli italiani quell’innovazione che poi passerà per il più’ ampio progetto della banda larga».

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