Rai, da Paperopoli al centro di ricerche di Torino nel prossimo ''Topolino''

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  martedì, 22 maggio 2012
 11:39

A Torino c'erano già stati, in vacanza al Centro di Produzione Tv, la scorsa estate. Ora ci tornano, ma in un viaggio verso il futuro.

Quello della tv che verrà, tra nuove tecnologie, tv tridimensionali, schermi "parlanti" e interattivi, video al "vapore", telecomandi virtuali. Paperetta Yè Yè e Paperoga visitano il Centro Ricerche Innovazione Tecnologica Rai di Torino: un'avventura presentata - con la tecnica del giornalismo a fumetti - all'interno del numero di "Topolino" del 23 maggio, dal titolo "Schermo delle mie brame. Future".

Un reportage - tra continue sorprese - per scoprire la tv come la stanno già "vedendo" e creando ingegneri e tecnici della Rai (anch'essi "disegnati"), e il dietro le quinte della ricerca di questo polo d'eccellenza italiano e non solo.

Paperoga e Paperetta Yè Yè - raccontano le cinque pagine della storia firmata da Francesca Agrati e disegnata da Giuseppe Ferrario sul settimanale Disney - si sono pazientemente sobbarcati lunghe spiegazioni teoriche prima di affrontare la visita ai "gioielli" tecnologici del Centro Ricerche Rai tra i quali alcuni progetti già diventati realtà: il software che riconosce, trascrive e archivia il parlato televisivo; il microfono che "sente" ovunque, il dispositivo che rende qualunque superficie sensibile e cliccabile, come un telecomando; o la tv con una definizione dell'immagine migliore di quella del cinema. Ma anche - in anteprima - una delle creazioni più innovative per la tv, quella del progetto Atlas - dedicato ai non udenti - che traduce immediatamente nella lingua italiana dei segni (Lis) il parlato televisivo, attraverso un avatar sullo schermo.

E - al termine del reportage - per Paperetta Yè Yè e Paperoga anche la sorpresa di essere intervistati davvero da una troupe di "Tgr Leonardo" il Tg scientifico della Rai (realizzato proprio a Torino) che non ha perso l'occasione di un incontro inatteso con i "colleghi" paperopolesi.

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