Su Canale 5, Il clan dei camorristi, la serie tv con Stefano Accorsi e Giuseppe Zeno

Su Canale 5, Il clan dei camorristi, la serie tv con Stefano Accorsi e Giuseppe Zeno

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  venerdì, 25 gennaio 2013
 06:00

http://www.digital-sat.it/img/primo_piano/foto_piccole/clan-camorristi-canale5-piccola.jpgStefano Accorsi, 41 anni e quasi 40 film in carriera, reduce dal successo della tournee teatrale con l'Orlando Furioso, torna in tv una fiction dedicata al difficile rapporto tra Stato e mafia, con Il Clan dei camorristi, targata Taodue di Pietro Valsecchi, in otto puntate da venerdì 25 gennaio in prima serata su Canale 5.

L'attore torna a vestire i panni di un uomo di legge, il magistrato Andrea Esposito che, dopo aver svolto la prima parte della sua carriera al Nord, chiede di essere trasferito nel natio Sud. Una nuova serie tv, per raccontare la camorra e la sua espansione, dal terremoto fino alla fine degli anni '90. Un'ascesa inarrestabile al potere, i legami con la politica, gli appalti facili, il trasporto dei rifiuti tossici dal Nord al sottosuolo delle terre campane. E un coraggioso servitore dello Stato.

Nella fiction l'antagonista di Accorsi, il criminale, una vera carogna, chiamato Ò Malese, è interpretato da Giuseppe Zeno che dal suo paese, nel casertano, muove alla conquista della Campania, s'introduce nei palazzi della politica romana, porta i denari della Famiglia nel nord Italia. Con lui la camorra fa il definitivo salto di qualità: nel giro di pochi anni non c'è appalto, non c'è opera pubblica, non c'è cantiere sul loro territorio che non siano destinati a ingrassare le casse dell'organizzazione. Nel cast anche Francesca Beggio, moglie di Esposito, e Claudia Potenza nei panni della donna del boss. Uno straordinario Massimo Popolizio è qui un prete anticamorra, Don Palma, che ricorda il sacerdote Don Giuseppe Diana (ucciso a Casal di Principe nel 1994).

LA PRESENTAZIONE DELLA SERIE:

"Il clan dei camorristi" è la storia della più spietata organizzazione mafiosa che abbia mai conosciuto l'Italia, capace di costruire negli anni una trama di violenza e d'impunità senza precedenti, di farsi di volta in volta impresa economica e partito politico, di corrodere dall'interno le istituzioni, di trovare nicchie di insospettabile complicità anche ai livelli più alti dello Stato. Insomma, un sistema criminale efferato, silenzioso, avido.

Ma la nostra serie televisiva è anche il racconto della risposta determinata che una parte del paese e della società civile hanno costruito negli anni contro la camorra. La storia di un'Italia che ha voluto conservare un principio di dignità e di rigore morale nei luoghi della politica, della giustizia, della vita quotidiana.

La storia si apre con l'ascesa della camorra negli anni del terremoto e ci accompagna fino alla fine degli anni novanta: dalla sconfitta di Cutolo e della Nuova Camorra Organizzata, all'avvento di nuove famiglie e di una nuova spregiudicata dimensione criminale e affaristica della camorra.

Il testimone di questa parabola criminale è Francesco Russo detto "O' Malese" (Giuseppe Zeno). Dal suo paese, nel casertano, muove alla conquista della Campania, s'introduce nei palazzi della politica romana, porta i denari della Famiglia nel nord Italia. Con lui la camorra fa il definitivo salto di qualità: nel giro di pochi anni non c‘è appalto, non c'è opera pubblica, non c'è cantiere sul loro territorio che non siano destinati a ingrassare le casse dell'organizzazione.

E' un primato che ‘O Malese si conquista sul campo, eliminando con l'inganno e la ferocia tutti gli ostacoli: le Famiglie che non vogliono piegarsi, gli alleati che alzano la cresta, gli imprenditori che non vogliono pagare, i politici che non vogliono obbedire ... E se c'è da trarre profitto anche dall'avvelenamento della propria terra, O' Malese e i suoi non si tireranno indietro: il grande business dei rifiuti tossici diventa la chiave per costruire un asse criminale e finanziaria tra il nord e il sud.

Ma c'è, dicevamo, un'Italia che non si piega. E che continua a macinare il proprio mestiere e i propri doveri, consapevole che la camorra non è più solo una banda di malavitosi: è ormai un sistema di potere criminale con radici ben salde e profonde nel paese.

Contro quel sistema si batte Andrea Esposito (Stefano Accorsi), un giovane magistrato nato laggiù, in provincia di Caserta, ma cresciuto al nord. Un'anima divisa in due, tra l'amore per la propria terra e la rabbia per la devastazione che ha dovuto subire, per la rassegnazione della gente, per la vischiosità della politica. La sua determinazione nella lotta contro la camorra costerà ad Andrea un prezzo altissimo: il fratello Marco, ucciso dal Malese, nel tentativo di piegare quel giudice così ostinato.

Ma Andrea Esposito non si piega. Perché sarebbe un gesto di viltà verso quella terra, e perché lo deve a chi s'è trovato accanto nella sua battaglia: anzitutto la moglie, Anna, che ha condiviso con Andrea i momenti di solitudine, di rabbia, di rivincita ... Una storia corale, che raccoglie - e rielabora in assoluta libertà - le vicende umane di alcune figure di straordinario spessore civile: un sindaco che non di adegua, un prete che non si limita a pregare, un'umanità di donne e di uomini che hanno scelto di non restare a guardare.

Dall'altra parte, O' Malese costruisce un sodalizio criminale sempre più forte, protetto, sfacciato. Gli amici politici "bruciati" vengono rimpiazzati con altri giovani leoni, i business criminali moltiplicano ambizioni e denaro, la geografia degli affari si espande sempre di più verso il nord. Alle inchieste del giudice, alle indagini della polizia, alle denunce della società civile O' Malese risponderà colpo su colpo.

Fino all'epilogo: la sfida tra Andrea e O' Malese trova un suo inevitabile destino, ma non chiude la storia. Che continua ancora oggi, pagina aperta e dolente nelle cronache italiane.

IL CLAN DEI CAMORRISTI - Sinossi prima puntata

23 novembre 1980: il terremoto scuote Napoli. Nel carcere di Poggioreale, approfittando della confusione, Raffaele Cutolo dà incarico ai suoi uomini di saldare alcuni vecchi conti in sospeso. Sopravvive solo uno dei luogotenenti di Antonio Vescia (Massimiliano Gallo), storico rivale di Cutolo. Gli salva la vita un giovane detenuto: si chiama Francesco Russo (Giuseppe Zeno), ma per tutti lui è ‘O Malese.

Sei mesi dopo, quando esce del carcere, ‘O Malese va a riscuotere il suo credito: lui e i suoi amici vogliono mettersi al servizio di Vescia, il boss di Castello di Aversa. Soldati di una guerra che promette molti morti ma anche - a chi resterà vivo – molto potere. Vescia gli chiede una prova del suo valore: bisogna ammazzare il braccio destro di Cutolo. O’ Malese accetta: e ammazza, con la freddezza di chi non ha niente da perdere. La prova è superata.

Tre anni dopo O’ Malese non è più un pischello: è uno che a Castello, nel giro della camorra, conta. Giovane, ricco, spregiudicato, temuto. E quando O’ Malese si sposa, il boss Vescia è l’invitato d’onore al suo sfarzoso matrimonio.

E’ lo stesso giorno in cui a Castello arriva Andrea Esposito (Stefano Accorsi), un giovane magistrato che s’è fatto le ossa al nord e adesso ha deciso di tornare nella sua terra accettando un posto vacante alla Procura. Lo accompagna la moglie Anna (Francesca Beggio), trent’anni, una piemontese caparbia che ha accettato la sfida di venire a fare il medico dall’altra parte dell’Italia.

A Castello di Aversa, Andrea ritrova anche suo fratello Marco (Glen Blackhall), più giovane di parecchi anni, carabiniere nella locale caserma in attesa di finire il servizio di leva. Serio e determinato, il giudice Esposito; allegro, vitale ed irruento suo fratello Marco, che nei ritagli di tempo allena anche i ragazzini dell’oratorio di don Palma (Massimo Popolizio).

L’arrivo di Esposito coincide con l’esplosione di una nuova, definitiva guerra di camorra: il clan Vescia, con il Malese al suo fianco, resterà padrone indiscusso del territorio e dei suoi traffici. Ma il giudice Esposito intuisce che quella guerra racconta anche una nuova mappa del potere in cui camorra, politica e potere economico si saldano tra loro.

Vescia prova a fermare il giudice: un avvertimento, il pestaggio del fratello Marco. Tocca al Malese e ai suoi amici occuparsene, ma accade qualcosa di imprevisto…

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