Il dg Campo Dall'Orto interviene in Vigilanza Rai, i temi al centro del suo intervento

Il dg Campo Dall'Orto interviene in Vigilanza Rai, i temi al centro del suo intervento

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Fonte: Agenzie

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Televisione
  giovedì, 28 aprile 2016
 22:51

Il dg Campo Dall'Orto interviene in Vigilanza Rai, i temi al centro del suo interventoL'INFORMAZIONE E' IL CENTRO E I CONTENUTI IL MOTORE - «L'informazione è l'elemento più importante, è il centro del servizio pubblico» e «i contenuti sono il motore» del mercato audiovisivo del futuro. Lo ha sottolineato il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, durante l'illustrazione del Piano Industriale dell'azienda in commissione di Vigilanza. Sulle informazione il dg ha inoltre spiegato: «Ci siamo posti fin dall'inzizio e di riuscire a informare tutti nella maniera più plurale e completa. Da qui è nata l'idea di avere una direzione editoriale, per coordinare il posizionamento dei vari servizi informativi e legarli al percorso al percorso e all'identità delle reti. Un'esigenza di coordinamento e attenzione al pubblico nata anche in risposta alle istanze della stessa commissione di Vigilanza, dopo le polemiche sui Casamonica ma anche gli attentati di Parigi. Si tratta però di un lavoro monster e per questo si è reso necessario un team, che non ha vocazione di tipo censorio ma interlocutorio con le varie direzioni giornalistiche e i vari responsabili dei programmi». «Entro metà giugno si dovrebbero avere i primi risultati sulle hard news, ovvero sui tg, con delle decisioni sul posizionamento e sul numero delle edizioni, che in Italia sono 27 al giorno contro meno di 10 degli altri Paesi europei. Poi la direzione dovrebbe passare ad occuparsi dei programmi d'informazione fuori testata e dell'infotainment». Quanto all'informazione multipiattaforma, «siamo noni nel ranking dei siti news del paese e questa è una delle cose che deve cambiare», ha sottolineato.

RUOLO RAI CINEMA VA DECISO CONFRONTADOSI CON ISTITUZIONI «Ci sono grandi movimenti in atto nello scenario del mercato audiovisivo: Sky che vuole entrare nella distribuzione, l'accordo di Mediaset con Warner... E qui il ruolo che Rai Cinema deve avere nel futuro va deciso confrontandosi» con le istituzioni. «Perché lo spazio che Rai Cinema occuperà può essere importante per tutto l'audiovisivo italiano. La Rai è pronta a mettersi al servizio di questo comparto». Lo ha detto il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, durante l'illustrazione del Piano Industriale dell'azienda in commissione di Vigilanza.

IN AUTUNNO SARÀ VISIBILE NUOVA IDENTITÀ CREATIVA - «La direzione creativa agisce in maniera trasversale su tutta l'azienda e la nuova identità creativa sarà visibile entro settembre o al massimo in autunno dati i tempi delle gare». Lo ha detto il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, durante l'illustrazione del Piano Industriale dell'azienda in commissione di Vigilanza. Il dg ha anche sottolineato che «i direttori di rete stanno lavorando alacremente in vista della presentazione dei palinsesti della prossima stagione che avverrà il 28 giugno. Abbiamo deciso ove possibile di anticipare di molto i tempi di commessa dei vari programmi, perchè c'è una relazione tra qualità del risultato e anticipo con cui ci si muove. Già a settembre questa filosofia sarà riflessa sulle cose che facciamo». Quanto ai programmi, Campo Dall'Orto ha detto che «Laura & Paola e Rischiatutto sono un po' l'emblema di come deve essere l'intrattenimento del servizio pubblico».

SERVIZIO PUBBLICO PARLI A TUTTI - «La fascia sotto i 34 anni oggi non ci frequenta più. Siamo invece molto forti dai 55 in poi». Tra i primi obbiettivi della Rai dell'innovazione, dunque, c'è il «recupero dell'idea di 'servizio pubblico universale', che vuol dire riuscire a parlare a tutti». A dirlo, il direttore generale di viale Mazzini, Antonio Campo Dall'Orto, oggi nel corso dell'audizione in Commissione di vigilanza. «La Rai - aggiunge Dall'Orto - deve essere di riferimento, accompagnare la gente nel corso della giornata. Il tema è guardare cosa vuoi, dove vuoi, quando vuoi. Non è più un fatto generazionale, anzi dobbiamo fare in modo che sia sempre meno un fatto generazionale e diminuire questo malefico digital divide».

PROCEDURA STANDARD PER PROPOSTE FICTION E 500 MLN IN 3 ANNI  - D'ora in poi la Rai si doterà di una procedura standard che i produttori esterni dovranno seguire per presentare una proposta per la realizzazione di una nuova fiction. Lo ha annunciato il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, durante l'illustrazione del Piano Industriale dell'azienda in commissione di Vigilanza. «In un triennio investiremo 500 milioni di euro sulla fiction» -ha detto il dg- e «la prossima settimana andremo a presentare ad Apt e Anica il modo in cui dovranno essere presentati i nuovi progetti fiction. Un modo che contempla alcuni requisiti e caratteristiche uguali per tutti, come accade in tutte le altre grandi aziende. Saranno tutti elementi che possono portare ad una scelta obiettiva». Campo Dall'Orto ha anche ribadito quale sarà la linea editoriale della Rai sulla fiction: «Sviluppare ancora di più la lunga serialità, con prodotti anche innovativi come 'È arrivata la felicità' e 'Come fai sbaglì, e concentrare le miniserie o i tv movie su temi legati alla missione di servizio pubblico, come è stato per esempio con 'Il sindaco pescatorè e come sarà nei prossimi giorni per la fiction su Felicia Impastato. E su questa linea continueremo ad andare», ha sottolineato. Il dg ha anche rivendicato il successo della Rai in questo settore: «Siamo decisamente primi. Nel senso che siamo primi sia in quantità che in qualità e negli ascolti. Delle 20 fiction più viste dell'anno scorso, 18 sono nostre».

SU DIGITAL SI GIOCA FUTURO, INVESTIREMO 55 MLN IN 3 ANNI  - «Sulla parte digital ci giochiamo il rapporto col futuro. Da giugno dovremmo avere le nostre prima app e da settembre primi risultati visibili. Abbiamo deciso di scommettere su ingegneri interni, gruppi lavoro molto validi. Investiremo in tre anni 55 milioni, che per una sfida del genere non sono tanti. È chiaro che se nella nuova definizione della concessione diventasse più esplicita la missione digitale del servizio pubblico potremmo pensare di aumentarla». Lo ha annunciato il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, durante l'illustrazione del Piano Industriale dell'azione in commissione di Vigilanza. Il dg ha anche sottolineato come ormai, soprattutto nelle giovani generazioni ma non solo la fruizione dei video avvenga soprattutto via computer o tablet. E la Rai, arriva «con molto ritardo» ma sta cercando di provvedere anche se «ci vorrà del tempo»: «La gente è abituata ad avere una app dove entra e trova tutto, non sparso in 250 siti. E possibilmente questa app deve essere personalizzabile». La Rai paga in questo campo anche errori del passato: «In alcuni casi dovremo procedere al riacquisto dei diritti di cose di cui abbiamo ceduto in maniera poco lungimirante i diritti digital ad altri tenendoci solo la messa in onda generalista». Campo Dall'Orto ha poi sottolineato la missione della Rai nel contribuire a colmare il digitale device attraverso tre parole d'ordine: «stimolare, approfondire, consolidare», che dovranno essere declinate con linguaggi diversi «adatti alle diverse fasce di età».

IN GARE NUOVO RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO - «Stiamo riscrivendo il modo in cui si valuteranno le gare», verso «una nuova analisi delle qualità tecniche». A dirlo, il direttore generale di Viale Mazzini, Antonio Campo Dall'Orto, oggi nel corso dell'audizione in Commissione vigilanza. Dopo aver «annullato una gara una settimana fa», il nuovo corso, spiega il direttore generale, punterà a «un nuovo equilibrio tra qualità e prezzo, che nel tempo avrà come effetto una maggiore attenzione al prodotto e una qualità che il pubblico vede».

PIANO INDUSTRIALE VERRÀ ULTIMATO CON RINNOVO CONCESSIONE - «Il piano per ora è stato scritto tenendo presente l'attuale perimetro di azione del servizio pubblico. Quindi è un piano che necessariamente per essere ultimato deve aspettare la definizione della missione di servizio pubblico che sarà contenuta nella nuova concessione». Lo ha detto il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, durante l'illustrazione del Piano Industriale dell'azienda in commissione di Vigilanza. Il dg ha anche rinvolto un invito ai commissari della Vigilanza: «La concessione che ci darete -ha detto- durerà per i prossimi 10 anni. Quindi pensate proiettandola in questi 10 anni. Perchè avere un mandato chiaro può aiutare l'azienda a spostare le risorse nei diversi settori».

CANONE IN BOLLETTA FONDAMENTALE PER ORIENTARE MISSION  - «Il canone in bolletta è molto importante dal punto di vista della stabilità delle risorse. E tanto più avremo risorse certe rispetto al canone tanto più la Rai potrà orientare la sua missione su servizio pubblico». Lo ha annunciato il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, durante l'illustrazione del Piano Industriale dell'azienda in commissione di Vigilanza.

POLEMICA INTERNI-ESTERNI POCO RILEVANTE - «L'azienda deve dotarsi di tuti i talenti che gli servono, dentro e fuori, per affrontare il futuro». Lo ha detto il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, durante l'illustrazione del Piano Industriale dell'azione in commissione di Vigilanza, in riferimento alle polemiche sull'ingaggio di dirigenti esterni all'azienda rianimatesi dopo l'indicazione del team che coadiuverà la direzione editoriale delle news. Un piano industriale che implica «una trasformazione molto impegnativa del servizio pubblico» e che «non ha l'ottica del restauro ma di capire come si riforma l'azienda» senza un «atteggiamento conservativo» ma con l'obiettivo di «ancorare la Rai ai cambiamenti in atto nello scenario globale». Per portarlo avanti occorre «una strategia chiara, risorse certe e le competenze necessarie: per questo credo che la polemica interni-esterni sia poco rilevante - e non mi riferisco a percorsi di trasparenza (perchè la trasparenza difende sempre chi vuole innovare) - in un'azienda che fattura oltre 2,6 miliardi di euro ed ha 13.000 dipendenti. La stessa azienda che l'anno scorso ha stabilizato 500 contratti a tempo indeterminato e che entro poche settimane andrà ad assumere i primi 50 giornalisti del concorso fatto lo scorso anno». Il dg ha anche sottolineato di aver «introdotto il concetto di tempo determinato in posizioni chiave (tre anni per le nuove direzioni di rete affidate a dirigenti arrivati dall'esterno)», perché «la rotazione è utile a non generare incrostazioni». Campo Dall'Orto ha poi parlato anche di un «collo di bottiglia» generazionale che impatta sulle competenze nelle nuove tecnologie digitali: «abbiamo -ha sottolineato- 200 dipendenti sotto i 30 anni su 13.000».

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