Dall'Orto (Rai): «Nessun concorrente: Sky, Netflix, Facebook e Mediaset possono essere partner»

Dall'Orto (Rai): «Nessun concorrente: Sky, Netflix, Facebook e Mediaset possono essere partner»

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Fonte: Adnkronos

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Televisione
  giovedì, 16 giugno 2016
 06:00

Dall'Orto (Rai): «Nessun concorrente: Sky, Netflix, Facebook e Mediaset possono essere partner»«Il servizio pubblico deve viversi come servizio ai cittadini, ma non in concorrenza agli altri. Per noi, ed è un cambio culturale per il nostro Paese, soggetti come Sky e come Netflix possono essere dei partner rispetto a operazioni specifiche, come la stessa Mediaset rispetto a Tv Sat. Io voglio levare l'idea che la Rai sia antagonista agli altri». Lo afferma il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto, a Bruxelles a margine di una giornata di incontri all'Europarlamento.

«La Rai - continua il dg - deve fornire un servizio a tutti, il migliore possibile. Per esempio, sulla fiction abbiamo fatto un accordo con Netflix per coprodurre Suburra. La cosa ci permette di avere un budget molto più elevato. Loro hanno la finestra digitale, noi avremo quella terrestre. Sempre di più vorremmo applicare questa logica a tutti gli operatori del mercato. Abbiamo fatto un accordo con Facebook per cui forniamo 11 pezzi al giorno a Facebook Live, attraverso i quali ci viene data maggiore copertura all'interno di quel mondo».

«Non sappiamo - aggiunge Campo Dall'Orto - se ci sia una relazione tra questo e gli alti ascolti che stiamo avendo, ma sicuramente stiamo attivando un pubblico che non era così uso ad avere un rapporto con Rai. Non basta essere grossi: bisogna anche cercare di recuperare quei pubblici che si sono persi nel tempo. Serialità e sport sono universali: cerchiamo di usarli al meglio». 

«Stiamo lavorando - prosegue Campo Dall'Orto - all'evoluzione del nostro prodotto multipiattaforma, cosa che è un concetto che non abbiamo come servizio pubblico, nel nostro Paese. E dobbiamo recuperare il ritardo accumulato in tanti anni in breve tempo. Abbiamo lanciato una app che sta funzionando molto bene, perché oltre alla app Euro 2016 c'è anche la app Rai Euro 2016. La differenza è che abbiamo in streaming tutte le partite, che è una cosa che non c'era, anche se chi è abituato ad altri contesti è abbastanza uso a queste cose».

«L'altra cosa - aggiunge il dg - che è una vera novità, che non si trova negli altri Paesi, è il tentativo di unire la tecnologia broadcast con la tecnologia Ip. Qualsiasi tv connessa ha la possibilità, durante le partite, di aprire delle finestre con il pulsante blu del telecomando, in una modalità che è semplice. In queste finestre si trovano, tramite tecnologia Ip, gli highlight della partita che stai guardando». «La strategia di sviluppo del contenuto su più piattaforme - conclude il dg - coinvolge smartphone, tablet, pc e televisori, che hanno la possibilità di combinare le due tecnologie. In altri Paesi è evoluta più velocemente la diffusione di servizi su tecnologia Ip dentro gli strumenti mobili. Nel nostro caso, avendo un digital divide impegnativo con 24 mln di persone, vorremmo usare tutti gli strumenti possibili, inclusa la tv, per far vedere un mondo in cui l'interazione sia più quotidiana». 

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