Dubbi sul cachet di Baudo: i conti di Sanremo si fanno con la Finanziaria

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Fonte: Il Corriere della Sera

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Televisione
  martedì, 20 febbraio 2007
 00:00

Il bello di Sanremo è che c'è dentro tutto. Ieri, erano due le notizie importanti a pochi giorni dall'inizio del Festival (27 febbraio): il trucco principesco con capelli stile Grace Kelly che avrà Michelle Hunziker sul palco dell'Ariston, e la Finanziaria che si abbatte sulla kermesse canora condotta da Pippo Baudo. Il quale ieri, chiuso in teatro, ha provato e registrato telepromozioni, lontano dai cachet a rischio e dai budget ridotti.

Ieri il quotidiano l'Unità riportava una notizia che ha molto allarmato la Rai: «Tetto alle consulenze, scoppia il caso Festival di Sanremo. La Finanziaria vieta di retribuire gli "esterni" oltre 250 mila euro annui. Come fare con Baudo e la Hunziker?». Tra una settimana esatta parte il Festival e la Rai sta tentando in tutti i modi di trovare una soluzione per evitare tagli ai compensi degli «esterni» arruolati per la kermesse (quelli che hanno firmato un contratto dopo il primo gennaio). Perché l'articolo 593 della nuova Finanziaria parla chiaro, o abbastanza chiaro... Parla di «società partecipate direttamente o indirettamente dallo Stato» (per esempio la Rai), e di «retribuzione dei consulenti e dei titolari di qualsivoglia incarico (...)» che «non può superare quella del primo presidente della Corte di cassazione» (ovvero 250 mila euro).

E per finire, la sanzione. Molto salata. «In caso di violazione (..), una somma pari a dieci volte l'ammontare eccedente la cifra consentita». E qui naturalmente la Rai ha fatto un salto sulla sedia. Ma soprattutto ha chiesto lumi al Governo e sta attendendo chiarimenti su questa norma, soggetta a diverse interpretazioni (secondo viale Mazzini). Per esempio: gli artisti non sono consulenti, dunque i contratti artistici non dovrebbero rientrare nei casi elencati sopra. O almeno così sperano. Nel frattempo la macchina da guerra sanremese non si ferma. Sono quasi già tutti là, a perfezionare la 57a edizione. Il capostruttura Giampiero Raveggi, da anni impegnato nell'organizzazione dei Festival, non si lascia impressionare da questi temporali, perché prima e durante Sanremo, ne arrivano sempre. Da anni. Quanto alle indiscrezioni su grandi nomi stranieri che non verranno in Riviera per questione di soldi, precisa: «Fin dall'inizio, in tempi non sospetti, abbiamo detto che non avremmo rincorso ospiti internazionali che vengono qui a fare scena muta come gli anni passati (Hugh Grant o John Travolta). Quest'anno nel budget deve rientrare pure il Dopofestival che negli ultimi due anni non c'era più. Insomma per molte star, il costo non vale la candela. Il mondo dorato hollywoodiano si è impoverito, come glamour e novità. Costi proibitivi, resa incerta. E allora basta. Ci siamo inventati soluzioni più economiche. Puntiamo su un'unica star: Penelope Cruz, che parla pure italiano».

È vero che sono saltati Michael Douglas e la moglie Zeta Jones, per questioni di budget? «Vero. Chiedevano troppo. Come pure la cantante pop Beyoncé, protagonista del film Dreamgirls, che aveva inoltrato richieste pazzesche. Perfino l'aereo privato. Le abbiamo detto: no grazie». Sarà un Festival «povero»? «No, i cantanti internazionali sono ottimi artisti — John Legend e Norah Jones, per esempio — vengono a cifre ragionevoli perché sono in promozione. E i grandi cantanti italiani (Elisa, Ferro, Nannini, Battiato, Zero confermati finora) hanno accettato un cachet non alto». Liza Minnelli sembrava cosa fatta e invece..? «Invece ci sono problemi di date perché nei giorni del Festival ha dei concerti in Florida» conclude Raveggi. Ma qualche «talpa» americana fa sapere che Liza in realtà finisce a Miami il 26 febbraio e per i primi di marzo potrebbe esibirsi all'Ariston. La Hunziker ci teneva un sacco e sognava di duettare con lei sulle musiche di Cabaret che hanno visto protagoniste entrambe (Liza al cinema, lei a teatro in questo periodo). Ma il cachet impedisce — per ora—di esaudire il desiderio di Michelle. La trattativa sarebbe ancora in corso e si potrebbe chiudere anche all'ultimo. Pare che Pippo, in qualità di direttore artistico del Festival, potrebbe avere il potere di chiudere positivamente la trattativa. Ma da ieri forse Baudo dovrà chiedere aiuto a Prodi. O a Padoa Schioppa, casomai.

Maria Volpe
per "Il Corriere della Sera"

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