Riforma della tv: Gentiloni ascolta tutti

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Fonte: Quomedia.info

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Televisione
  mercoledì, 21 marzo 2007
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ll dll Gentiloni è occasione di dialogo tra le forze in campo nel settore delle telecomunicazioni. La riforma del sistema radiotelevisivo nazionale merita di dare voce ad Aeranti-Corallo (per le tv locali) e Cnipa (informatica nella PA).

Aeranti-Corallo: servono norme per piccole emittenti anche su frequenze e Auditel.

Giudizio positivo sull'impianto complessivo del Ddl Gentiloni, ma Aeranti-Corallo “ritiene che il mercato della televisione in chiaro sia caratterizzato dal cosiddetto duopolio Rai Mediaset, con conseguente assenza di pluralismo e di concorrenza nel settore”. In questo contesto l'associazione, che rappresenta fra l'altro oltre trecento tv locali distribuite su tutto il territorio nazionale, ha chiesto che il Ddl Gentiloni preveda “norme specifiche per il riequilibrio delle risorse a favore delle tv locali”.
Successivamente all'audizione il coordinatore Marco Rossignoli, ha sottolineato che “Aeranti-Corallo propone la riduzione degli affollamenti pubblicitari delle tv nazionali private al 15%, con contestuale contenimento degli spazi pubblicitari della Concessionaria pubblica, la possibilità di trasmettere televendite solo da parte delle tv locali, l'inserimento delle telepromozioni delle tv locali nei limiti di affollamento giornaliero. E' inoltre importante - ha aggiunto Rossignoli - che le indagini di ascolto adottino metodologie tali da rilevare la specificità delle tv locali su base provinciale. Infine - ha concluso - è necessario che il disegno di legge individui soluzioni anche sul piano dell'utilizzazione delle risorse frequenziali affinchè le tv locali possano effettivamente competere nei nuovi scenari digitali”.

Cnipa: presto un supertelevideo interattivo e poi un'Iptv.

“Non solo film, partite e spettacoli in alta risoluzione, ma anche accesso ad informazioni e servizi pubblici per avvicinare i cittadini e le imprese alla Pubblica amministrazione, dapprima sul digitale terrestre attraverso un 'supertelevideo' interattivo e, nel prossimo futuro, sull'Iptv, la televisione via web, con servizi sempre più efficienti ed efficaci”. Sono queste le applicazioni della televisione del prossimo futuro così come è stata illustrata da Livio Zoffoli, presidente del Cnipa (Centro Nazionale per l'Informatica nella PA), nell'audizione dinnanzi alle Commissioni riunite Cultura e Telecomunicazioni della Camera, nell'ambito dell'indagine conoscitiva propedeutica all'esame del ddl Gentiloni, che intende riformare il sistema radiotelevisivo nella fase di transizione alla tecnologia digitale.
Il presidente del Cnipa ha inoltre prospettato elementi dello scenario futuro, caratterizzato dall'Iptv, la televisione via internet. “Anche i contenuti multimediali cambieranno, infatti, per passare da un'attuale prevalenza del broadcast da parte di pochi soggetti ad una pluralità di fonti di informazione e intrattenimento per arrivare in un futuro non troppo lontano ad una realtà dinamica e personalizzata, trasformando così internet stessa in una sorta di video on demand globale”. Secondo Zoffoli, “per la Iptv si intravvede una realtà in forte crescita che a breve-medio periodo costituirà un vero e proprio concorrente rispetto alla tv tradizionale”.

Gentiloni: “Mi aspetto esame approfondito, ma senza ostruzionismi”

Il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, si augura ”un esame approfondito, non affrettato, ma di merito, e senza ostruzionismi” da parte delle commissioni Trasporti e Cultura della Camera sul disegno di legge di riassetto del sistema tv, anche se immagina che “possa concludersi in poche settimane”. Il testo del provvedimento, ha spiegato il ministro, è aperto a modifiche e integrazioni, fatta eccezione per “i pilastri della proposta”, tra i quali c'é “il tetto del 45%" alla raccolta pubblicitaria imposto a ciascun operatore tv. Penso che l'indagine conoscitiva non sia stata inutile - ha detto Gentiloni - perché ha messo in evidenza, al di là delle opinioni e delle posizioni più note perché più diffuse tra i media, anche punti di vista di diversi operatori del settore di cui il Parlamento deve tener conto. Mi auguro che l'esame in commissione sia approfondito, non affrettato, ma di merito, e senza ostruzionismi, nell'interesse di tutti, e penso che possa concludersi in poche settimane. Sarà poi la conferenza dei capigruppo di Montecitorio a decidere quando portare il provvedimento in Aula. Per il governo, comunque, è uno dei provvedimenti e dei disegni di legge di un certo rilievo”.

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