I film italiani d’autore che trovano spazio solo di notte

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Fonte: repubblica.it

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Televisione
  lunedì, 02 aprile 2007
 00:00
Chissà seguendo quale logica diabolica, anche ‘La 7’ si è adeguata al malcostume di Rai e Mediaset di piazzare i programmi più intellettualmente stimolanti e culturalmente interessanti ad ore antelucane. Sarà la solita logica commerciale che vuole i programmi per facili palati più acchiappaaudience e quindi più validi commercialmente? O sarà ancora una vecchia strategia politica che punta al rincretinimento della popolazione?
 
Sta di fatto che "La 25esima ora - Il cinema espanso" va in onda ogni giorno dal lunedì al venerdì dall’una e mezza di notte in poi. Ma vale la pena di aspettare anche se siete persone normali e la mattina dopo dovete svegliarvi presto. Nella 25esima ora trova posto il cinema italiano indipendente, film che difficilmente vedremo nelle sale o in tv perché troppo sofisticato, nonché documentari: un genere di straordinario interesse culturale ma che i gestori delle reti e delle sale sembrano aver cancellato.
 
Ci si è messa anche la legge: una normativa dell’anno scorso, qui motivata da non si sa quale astruso motivo, ha vietato la proiezione dei cortometraggi in abbinata con i film. E dato che diversi dei prodotti di cui stiamo parlando sono ‘corti’, ecco un motivo in più per essere sicuri di non vederli mai.
 
Non resta che la ‘25esima ora’. La stagione, cominciata a settembre, si è chiusa il 30 marzo con 99 amaranto (la storia inconsueta narrata in prima persona dal calciatore Cristiano Lucarelli che rifiuta un contratto con la Juve per restare nel suo Livorno) ma poi fino a giugno si va avanti con le repliche. Spesso oltre al film c’è un dibattito con l’autore: e non sempre, anzi quasi mai, l’autore è solo un ragazzo di buone speranze tipo Nanni Moretti quando girava in super 8: con Marco Bellocchio si è affrontato l’impegno politico, con Roberto Faenza (che ha presentato I giorni dell’abbandono) si è parlato di cinema psicanalitico, con Giulio Scarpati della prova d’attore.
 
A condurre il tutto è Paola Maugeri, appassionata e coinvolgente, un passato di vj ad Mtv (ma anche un presente visto che sulla rete musicale il 20 aprile riparte con Storytellers, una serie di interviste ai maggiori musicisti italiani). «In questi mesi abbiamo dato vita ad un contenitore sul cinema d’autore», racconta Paola. «Con Bellocchio abbiamo raccontato i suoi esordi come regista di cortometraggi ancor prima dei Pugni in tasca del 1965, il filmprecursore del ‘68».
 
Proprio negli ultimi giorni, per fare un altro esempio, il regista Alberto Vendemmiati ha presentato il documentario La persona De Leo N., la storia della lotta del protagonista Nicola per trasformarsi in Nicole. Un percorso sofferto, in attesa del desiderato intervento chirurgico e del cambio dell’identità. Un viaggio doloroso sotto il profilo psicologico, nella solitudine esasperata dalla ricerca della madre che non accetta che il figlio diventi donna.
 
Il filo dell’impegno ha contagiato addirittura Aldo, Giovanni e Giacomo, che hanno presentato alla 25esima ora il malinconico corto della regista Sophie Chiarello Un filo intorno al mondo, da loro interpretato, ambientato nei giorni della seconda guerra mondiale. A riprova che era una cosa seria, a presentarli insieme alla Maugeri c’era Francesca Comencini.

Eugenio Occorsio
per "Repubblica.it"

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