Il ritorno di Funari: 'niente politica, RaiUno stia serena'

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Fonte: La Repubblica

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Televisione
  giovedì, 05 aprile 2007
 00:00
Gianfranco FunariIl ritorno di Funari in Rai dopo dieci anni di esilio si deve a Diego Cugia, autore di Celentano e Morandi. Entrambi fumantini, dotati di un ego televisivo ingombrante, stanno lavorando e litigando alacremente per il debutto di Apocalypse Show (28 aprile, RaiUno, una maratona di due ore e mezza per cinque puntate). La promessa? «Uno show del sabato sera come non l'avete mai visto».
 
Funari, non è strano che sia RaiUno a sdoganarla?
«Io sono come una muta di cani in chiesa, faccio rumore. Ma non farò politica: ormai mi annoia. Torno allo spettacolo, primo amore. RaiUno è una rete intelligente, a RaiDue non farei lo stesso effetto».
 
Del Noce, che ha avuto grane con Celentano non la teme?
«Beh, al posto di Del Noce non mi sarei assunto. Io Io amo molto, con lui c'è un feeling: se guardamo e se capìmo. Sì, con Cugia ha avuto dei problemi. Vabbè, saremo il triangolo mortale di questa tv».
 
Quindi non rinuncerà alle provocazioni, alle parolacce?
«Edaje co le parolacce, me volete fa 'ncazzà,.. La volgarità non è quella. Aristofane insegna. Sono senza peli sulla lingua, ma rispetto il sabato sera tv: non dico porca troia se non serve. Dovrei impazzire...».
 
La vita in tv comincia a 70 anni. Lei ne ha 75, Bongiomo e Biagi più di ottanta...
«Embè? Si è allungatala vita di tutti: i calciatori giocano a 40 anni. Perché chiamato me, Biagi e Bongiomo? Perché tra i volti nuovi non vedo artisti, piuttosto degli impiegati della tv».
 
Salva almeno le conduttrici?
«La tv è professione maschile. Ma Raffaella Carrà e Simona Ventura sono brave, hanno le palle. Maria De Filippi è una cacciatorpediniera: quando trasmette merda si sottrae, quando trasmette oro si somma».
 
Come ospite lei alza gli ascolti. La richiamano per questo?
«Sì, da Mentana e Bonolis ho fatto alzare l'indice Auditel. Ma credo mi chiamino per altri motivi: si è aperta una nuova era, c'è più libertà, l'arrivo di Sky stimola il mercato. E io devo molto al fiuto di Cugia».
 
Come è nata l'avventura di "Apocalypse Show''?
«Due mesi fa Cugia mi ha proposto questo show. Daremo un colpo di timone all'intrattenimento. Con Diego è stato un colpo di fulmine. L'idea di innovare mi affascina: da "Torti in faccia"
in poi ho sempre cambiato. Con il pubblico dì RaiUno per me è un debutto e credo di sapere di cosa ha bisogno: d'una carezza e di molta ironia
».
 
Dicono che farete uno show contro il varietà...
«Hanno scritto tante stronzate. Diego ha avuto un'idea bellissima, sarà uno spettacolo di classe. In cinque puntate, con ospiti diversi. Sarà uno show sull'Apocalisse, anche come fenomeno ambientale. È la prima volta che sono con un autore e il produttore Bibi Ballandi è una garanzia: lui vola alto, non toppa mai».
 
E i problèmi che Celentano ha avuto con la rete?
«Adoro Celentano: ha alzato il tono perché voleva promuoversi. Lui è un bel democristianone. Per me è facile la sintonia con la rete. Per Cugia forse è diverso: lui ha delle ferite fresche, io le ho cicatrizzate».
 
E lei, dopo 11 anni, è sicuro di ritrovare il suo pubblico?
«Sì, mi fermano ancora per strada. Anche i giovani. Mi sono tenuto in allenamento su Odeon. Leggo sempre i dati Auditel, per capire il mio target. Sapete, io sono più amato dalle donne che dagli uomini; mi preferiscono in Toscana e Lombardia. Più nel Lazio che a Roma».
 
Da Bonolis annunciò la sua morte imminente, per fortuna si sbagliava...
«Mica tanto. Ho un edema polmonare, ho fatto un'operazione a cuore aperto, vado avanti con cinque bypass. Insomma, posso morire da un momento all'altro. E lei lo sa (guarda la giovane moglie che sorride imbarazzata). Mi piace l'idea che questa sia una trasmissione di chiusura della mia vita... Forse dopo mi concederò solo un film».
 
Per dirla con il suo imitatore Guzzanti, "je la fa" a vincere la sfida del sabato sera?
«Je la famo, je la famo. Corrado Guzzanti stia 'bono» ride Funari, strizzando l'occhio all'amico Diego Cugia, che lo controlla a distanza. Poi aggiunge: «St'Apocalysse è robba forte, ce so più emozioni che effetti speciali. Anche se preferivo l'Apocalysse in un giorno diverso: diciamo di martedì, non di sabato sera».
Accarezza la barba bianca, con fare da grande vecchio, spegne l'ennesima sigaretta.
 
 Leandro Palestini
per "La Repubblica"

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