Il tramonto del Conduttore: non basta avere un big

News inserita da:

Fonte: La Stampa

T
Televisione
  venerdì, 13 aprile 2007
 00:00

Non è il conduttore che fa il programma. Se produttori, reti e pubblicitari pensano ancora che basti aggiudicarsi un nome di richiamo per avere successo, si sbagliano. Sono soprattutto i navigatori di lungo corso, i Gerry Scotti, i Carlo Conti, ad assicurare successi; sono le trasmissioni indovinate, e che hanno la possibilità di svilupparsi negli anni; sono, talvolta, gli autori. I conduttori, quelli che ci mettono la faccia, restano i più esposti, i più soggetti alle ingiurie dell'Auditel. E i casi si moltiplicano.

E' troppo presto per dire che Simona Ventura ha fatto flop con Colpo di genio: certo, la nuova versione dei Cervelloni, a sua volta rivisitazione di Portobello, al debutto non ha avuto particolare fortuna. Un'aria di tristezza pervadeva Raiuno, i colori erano cupi, Teocoli, sempre bravissimo, non c'entrava però niente con l'impianto del carrozzone, nemmeno le invenzioni sprigionavano allegria.

Quella che ha vinto era barocca e grottesca: il sistema per eliminare i cattivi odori dal water. Ne discetterà a lungo stasera Gianfranco Funari nel suo Virus su Odeon: affiancato da Dotto, Freccero, Nicoletti, Rostagno, parlerà del prossimo Apocalypse Show su Raiuno. Intanto, di Colpo di genio, analizzerà con sarcasmo il lato scatologico, l'ultimo che arriva al gabinetto ha sempre torto, come saggiamente ha rivelato la Ventura.

D'altronde, Paolo Bonolis, uno dei conduttori più famosi, e talentuosi, della televisione italiana, un professionista di solida e incontestabile levatura, ha dovuto subire da Mediaset ridimensionamenti, cancellazioni. E Mediaset l'aveva voluto con forza, e pagato di conseguenza.

Prima gli affidano su Canale 5 lo sport di Serie A, l'evoluzione di Novantesimo minuto strappata alla Rai: poi gliela tolgono. «Si aspettavano ascolti impossibili», ha detto lui. Poi gli danno il preserale, quel Fattore C accusato di essere un clone di Affari tuoi: poi gli tolgono pure quello, lasciandogli soltanto il notturno Senso della vita. Mentre il gioco dei pacchi, su Raiuno, continua la sua marcia trionfale, chiunque ci sia al timone: Bonolis o Pupo, Antonella Clerici o Flavio Insinna.

Fascia dannata, il preserale: Amadeus passa da Rai a Mediaset per guidare Formula segreta. Alla Rai conduceva con soddisfazione di pubblico e pubblicitari L'eredità, ereditata trionfalmente da Carlo Conti. Si pensa: Amadeus va su Canale 5 e replica. Errore. Formula segreta non decolla subito e la rete bruscamente interrompe, senza nemmeno dare, al programma e al conduttore, il tempo di assestarsi. Il meccanismo televisivo non consente più i rodaggi in corso d'opera, bisogna fare subito ascolto. «Il difetto di Formula segreta è stata proprio la fretta: il quiz è andato in onda senza che fosse abbastanza consolidato». Parola di Amadeus.

E poi c'è la crisi dei reality, che coinvolge tanta buona nomenclatura della conduzione: Barbara D'Urso, che in altri tempi pilotò il Grande Fratello sulla via dei fasti televisivi, non è più una garanzia: vedi Circus, vedi ora Uno, due, tre stalla. L'arrivo di Maria De Filippi quale «suggeritrice», più che autrice, ha aumentato la rissosità degli amici di fattoria, ma non ha fatto lievitare gli ascolti. E il Wild West di Alba Parietti su Raidue [leggi l'articolo originale a cura di Digital-Sat] fu chiuso anzitempo.

E insomma, se una rosa è una rosa è una rosa, come diceva Gertrude Stein, un programma è un programma è un programma. Può andare avanti anche se non è tanto buono, ma allora bisogna dargli il tempo di far abituare gli spettatori, altrimenti non c'è conduttore che tenga. Siccome non c'è tempo per far consolidare niente, ecco perché la prudenza consiglia di rifarsi al passato. Così in tv non si vede mai niente di nuovo. E il cerchio si chiude.

Alessandra Comazzi
per "La Stampa"

Ultimi Video

Palinsesti TV