Canale 5: Martina Stella protagonista del 'Piper'

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Fonte: Digital-Sat.it

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Televisione
  giovedì, 10 maggio 2007
 00:00

Questa sera Canale 5 alle ore 21.10 proporrà in prima serata il film 'Piper' con Martina Stella, Matteo Branciamore e Massimo Ghini.

LA STORIA:

Nel 1965 l'Italia era un paese meraviglioso: il periodo buio della guerra era alle spalle, il benessere e le innovazioni avevano trasformato la vita di tutti, il futuro sembrava un tappeto rosso di gala, su cui camminare a passo di corsa. Bastava studiare, lavorare, non volere troppo, "essere bravi" insomma, e non c'erano problemi.

I giovani avevano il giradischi portatile a 14 anni, il motorino a 16 e la prima macchina a 18. Erano nati i rotocalchi dedicati esclusivamente a loro, prima in Inghilterra e Francia, poi anche da noi. Per la prima volta generazione degli adolescenti assunse lo status di "generazione di consumatori", e schiere di esperti si concentrarono sul reperimento di merci adatte a quel nuovo pubblico.

Contemporaneamente, la musica leggera divenne un argomento serio di discussione, analisi, dibattiti; le canzonette non furono più "roba da cameriere" ma invasero la vita di tutti i giorni. Ovunque risuonava la voce di Elvis, e poi quella dei favolosi 4 Paul, John, George e Ringo, e quella dei Rolling Stones. E ad ogni nota corrispondeva un tintinnare di dollari nelle casse delle multinazionali.

Presto i giovani cominciarono a capire la loro potenza, e ad esigere di più: vollero spazi dedicati a loro, vollero trovarsi insieme a celebrare i loro riti lontani dal mondo adulto. Nacquero così i grandi raduni ed i locali specializzati. I genitori cominciarono a storcere il naso, sentendosi troppo estromessi dalla vita dei loro vivaci pargoli. Ma finchè i pargoli rendevano bene, c'era chi era disposto ad incoraggiare quell'ondata di separatismo. Si moltiplicarono come funghi i locali di tendenza a Parigi, Berlino, Londra, per non parlare dell'America.

L'Italia, tanto per cambiare, fu l'ultima, come è fatale che accada alla "periferia dell'Impero". Ma alla fine, nel 1965, venne annunciata l'apertura del Piper, un locale romano vicino al centro ma non in zona monumentale, un posto nato per i ragazzi e per i giovani di tutte le età. E' difficile oggi raccontare l'emozione e l'isteria che accompagnarono l'apertura del Piper. Dalle Olimpiadi del 60 nessun avvenimento aveva mai coagulato un simile interesse. Parteciparvi divenne obbligatorio, chi c'era era "in" e chi non c'era era irrimediabilmente "out".

I rotocalchi fecero la loro parte, amplificando notizie, pettegolezzi, leggende. I "giovani bene" si fecero arrivare camicie e abiti da Liberty's di Londra, le madri più sbarazzine obbligarono illustri sarti ad inventare per loro abiti giovanili e indimenticabili.

Quella notte, il cuore di Roma e dell'Italia intera batteva forte in Via Tagliamento. Quella notte nacquero amori, finirono matrimoni, si scrissero soggetti per il cinema, e soprattutto venne alla luce quell'inconfondibile "mescolanza romana" che accomunava principesse e fruttaroli, banchieri e sciampiste, vecchi e giovani. Una mescolanza allegra, sincera simpaticissima, che spesso durava solo lo spazio di una notte, o anche meno, ma che aveva un sapore inconfondibile.

Quello fu il Piper, un luogo "magico e indimenticabile", in cui tutto era possibile, in cui si poteva ridere e anche piangere, divertirsi ed assordarsi, ma in modo speciale, che ha lasciato in tutti i frequentatori di allora un sentimento indelebile di rimpianto e tenerezza.

E questo noi vogliamo raccontare: gli ultimi giorni prima dell'apertura vissuti da un piccolo gruppo di personaggi tipici della Roma di allora, simpatici e antipatici, burini ed eleganti, ma tutti pieni di vita e di speranze, tutti ansiosi di salire sui cubi e ballare fino a che le gambe reggevano. Se non altro per poter dire il giorno dopo, con lieve sufficienza, agili amici: "Ieri sera sono stato al Piper. Certo ch'è forte... ma come abbiamo fatto a vivere senza un posto così?"

Piper

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