Torino: Superga si libera delle antenne, La Maddalena ancora no

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Fonte: La Stampa.it

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Digitale Terrestre
  venerdì, 22 maggio 2009
 00:00
Due torri autoportanti da 140 metri, a breve distanza l’una dall’altra, sulle quali convogliare e monitorare le antenne che da decenni scempiano il paesaggio e suscitano le preoccupazioni dei residenti: vale per quelle sul Colle della Maddalena, il nucleo più consistente, e per quelle collocate a Superga (l’ultima novità). Di fatto, l’accorpamento interesserà tutti gli impianti eccetto i ripetitori Rai e Mediaset.

Il conto alla rovescia è scattato ieri con la firma in Provincia del protocollo d’intesa da parte delle emittenti radiofoniche e televisive interessate: un atto formale, che entro fine anno si tradurrà in una gara ad evidenza pubblica. A breve partiranno i carotaggi destinati ad integrare lo studio geologico.

L’avvio dei lavori, previsto nel 2010, sanerà due problemi di vecchia data in tre Comuni diversi: Moncalieri e Pecetto, con riferimento al Colle, e Torino per quanto attiene a Superga. Protagoniste le emittenti radio-televisive e la Provincia. Alla firma dell’accordo erano presenti Antonio Saitta, il presidente uscente, con gli assessori Piras (Qualità dell’Aria) e Giani (Pianificazione territoriale). «E’ un risultato importante - commenta Saitta -, che testimonia il ruolo giocato dalla Provincia nella gestione di situazioni complesse».

Per la prima volta c’è un progetto definito. La coppia di antenne - precedute da una variante ai piani regolatori comunali e realizzate in project-financing con un investimento di circa 8 milioni (rientrerà con l’affitto pagato dalle emittenti) -, sorgeranno a est del Faro della Vittoria e saranno intervallate da un fabbricato parzialmente interrato: qui troveranno posto i sistemi tecnici. Tra le ipotesi resta quella, cara a Piras, di un secondo piano dove allestire circuiti di visita e percorsi tematici.

Le emittenti, riunite in un Consorzio ad hoc, parteciperanno alla progettazione e alla gestione degli impianti. Finpiemonte coordinerà gli investitori. La Provincia continuerà a svolgere il ruolo di regia e di assistenza che ha permesso di sbloccare un rebus pluridecennale. Un rebus sul quale da tempo si sono accesi i riflettori della Procura, intervenuta a seguito dei ripetuti sforamenti dei limiti di legge. Stando agli ultimi ragguagli degli uffici giudiziari, oggi la maggioranza delle emittenti si è messa in regola, ad eccezione di tre. Quanto basta per spingere Raffaele Guariniello, il procuratore aggiunto, a non concedere proroghe: bene il progetto ma a breve, dopo un’ultima misurazione dei campi elettromagnetici, per chi risulta ancora fuorilegge si andrà al dibattimento in aula.

Questione di salute pubblica e di impatto paesaggistico, spiegano da Palazzo Cisterna, in due delle aree più belle e più fragili del nostro territorio.

 

Alessandro Mondo
per "La Stampa.it"

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