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Confalonieri: "Con Vivendi lavoriamo a contenuti. Flop Fiction, nuovo approccio"

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Fonte: Ansa

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Economia
  giovedì, 23 giugno 2016
 23:30

«Dovremmo avere la possibilita' di giocare allo stesso livello delle OTT (Over the top) come Google»: Fedele Confalonieri, nella prima di quattro giornate di DigithON a Barletta, ribadisce la necessita' di regole che non pealizzino i tradizionali produttori di contenuti. Il presidente di Mediaset, intervistato da Lucia Annunziata, si definisce «stragiurassico, ma appassionato di musica e di Spotify». «Mi connetto, uso il web e ne riconosco il ruolo, ma ci vuole un trattamento paritario anche per noi giurassici», dice.

«Quando questi colossi prendono i nostri contenuti dicono 'non siamo editori' ma ci fanno business. I famosi aggregatori - spiega Confalonieri - usano tutti i contenuti degli editori». Se poi succede, ad esempio, «che in tv Alessia Marcuzzi si scopre e si vede qualcosa, si scatenano Moige, cattolici ecc. Se invece un ragazzino di 10 anni va su internet trova senza problemi siti di pornografia», osserva.

Sull'alleanza tra Mediaset e Vivendi, Confalonieri conclude: «Dobbiamo lavorare insieme sui contenuti. La lingua conta. La fiction? Quest'anno abbiamo fatto flop. Dobbiamo rivedere l'approccio». Confalonieri riconosce un ruolo importante ai nuovi competitor, da Sky a Discovery, «un editore importantissimo» che, con il Canale 9 ha avviato ultimamente una grande campagna acquisti, a partire dall'arrivo di Maurizio Crozza.

«E' spaventato dal M5S?», chiede Lucia Annunziata. Il presidente di Mediaset risponde con cautela: «Ho un rapporto un po' schizofrenico con la politica. Il mio mestiere e' tenere rapporti istituzionali con tutti. In America mi chiamerebbero lobbista, ma qui questo termine non piace. Ci sono cose che non mi convincono, come il reddito di cittadinanza, ma vediamo - aggiunge - come governeranno nei comuni. Loro sono quelli che hanno detto che un privato non puo' avere piu' del 20% di un canale televisivo. Ci sono cose cosi', che non mi convincono». Alla richiesta di scommettere su chi vincera' le prossime politiche, sorride: «Non scommetto. Schierarsi sarebbe un errore. Faccio un esempio: il Tg4 di Emilio Fede faceva il 6%, il Tg5 di Mentana prima e di Mimun poi il 20%. Non schierarsi e' una regoletta che conoscono anche nei giornali parrocchiali».

A conclusione dell'incontro, Annunziata ci tiene a raccontare un aneddoto che la lega a Berlusconi: «Tutti ricordano che lascio' la mia trasmissione. Poi arrivo' Prodi e gli feci un'intervista che gli tolse la pelle, al punto che un dirigente del Pd mi minaccio' di cacciarmi dall'Italia». A quel punto, la sorpresa: «Berlusconi chiamo' un amico dicendo 'Lucia Annunziata e' una str... ma lo e' con tutti. e' una frase - conclude la giornalista - che voglio sulla mia tomba»

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