Calcio reality: tv scatenate a caccia di labiali

News inserita da:

Fonte: La Stampa

S
Sport
  martedì, 18 marzo 2008
 00:00

«Quello ha rotto, facciamogli il servizietto», «Ok, domani, solito posto». Calciatori di serie A, se avete individuato la vostra fonte d'ansia fate come Joe Pesci e De Niro, in Casinò loro una scorciatoia la trovano sempre, una buca nel deserto di Las Vegas. Sapendo di essere monitorati dall'Fbi usano una tecnica alla portata di tutti ,o quasi, la mano destra. Del resto anche nel nostro calcio il ricorso all'antilabiale non è una novità. Il primo a farne uso è stato Fabio Capello, ma uno degli ultimi innovatori, l'uomo del perfezionamento, è Cassano.

Domenica scorsa, rivolgendosi a Mancini Ibrahimovic ha recitato a memoria: «Speriamo se ne vada davvero». Visto e tradotto. Ma dietro alla caccia al labiale, fenomeno moltiplicatosi vistosamente negli ultimi anni, oltre alla volontà più o meno consapevole dei protagonisti si nascondono le pretese sempre più esigenti delle tv, che attraverso i diritti al calcio passano un mucchio di soldi: «Volete il denaro?, bene, ora però fateci godere lo spettacolo. «Il business è la prima regola di questo calcio», dice Mazzarri, «Capello si difende con una mano?, non basta, io con due. Ormai ci spiano anche nei ripostigli, a spasso con le mogli, è tutto troppo invasivo. Ma se queste sono le regole del gioco impareremo a giocare meglio di loro. Detto questo aggiungo che i calciatori della mia generazione gli allenatori li rispettavano».

Obiezioni Sky: «Non siamo guardoni, sulla panchina non puntiamo camere fisse. Il primo a protestare fu Capello, da quel giorno la Lega ci impose di spegnere l’audio a bordocampo».

Per qualcuno il calcio sottotitolato nasconderebbe un paio di altre ipotesi. Ipotesi A: la speranza in un mondo dove la verità giochi un ruolo accessorio. Ipotesi B: la speranza in un calcio migliore, senza ipocrisie. Le cose te le sparo davanti alla telecamera così capiscono tutti e ho i testimoni. O mafiosi o santi.

A o B, (diranno per dire o per non dire?), il labiale da zoom è il nuovo linguaggio del calcio. Non si spiegano altrimenti le restrizioni (più grottesche che inutili), della Lega, e l'impressionante schieramento di camere a bordo campo (in occasione di Inter-Liverpool solo la Rai ne ha piazzate venti), non si spiegano nuove figure e competenze professionali, i «dottorati in labiale» e le tecniche d'agguato sempre più aggressive.

Cosa c'è dietro uno specializzato in labiale? «Esperienza, naso e buon senso», dice Marco Nosotti di Sky. «Quando l'azienda comprò i diritti la Lega dettò un codice etico, bazzecole se paragonato al testo monumentale dell'Uefa. Noi che lavoriamo a bordo campo in teoria dovremmo agire a tre metri dall'area tecnica. Ma applicare le regole in tutti gli stadi, Marassi per esempio, vorrebbe dire produrre sforzi titanici per nulla. Però i cannoni fanno miracoli, e non ci assiste solo la tecnologia, tempo fa per tradurre il labiale di Ancelotti e Sheva ci rivolgemmo un istituto per sordomuti. Ma il cult del labiale sono le sostituzioni. Mai visto un giocatore sereno quando esce dal campo. Lì può succedere di tutto, lo sappiamo e ci appostiamo».

«Regole e codici deontologici esistono ma i mezzi odierni permettono l'impossibile, con un fucile da 110 filmi anche un premolare cariato in penombra», spiega Giancarlo Tomassetti, decano dei registi Rai. «Per il resto, l'effetto sonoro televisivo è finzione pura. Qualcuno ricorda di aver mai distinto il fischio dell'arbitro? Tempo fa consigliammo l'Uefa di dotarli di fischietto elettronico. La risposta? "Nisba". La partita in tv è un fenomeno massmediologico non rappresentativo, la tv può solo interpretare. Da qui il ricorso al labiale. Ormai il calcio è uno sport sottotitolato. Due anni fa in un derby Totti fece le corna a Siviglia, il laziale gli rispose “a frocio”, la gag non passò la censura della Lega e non andò mai in onda. Il campo è una sentina di improperi, un turpiloquio diffuso, ma questo è un altro discorso».

Articolo tratto da
"La Stampa"

Ultimi Video

Palinsesti TV